BREXIT E LIBERA CIRCOLAZIONE: GARAVINI, UNGARO E SCHIRÒ (PD) INTERROGANO IL GOVERNO ALLA LUCE DEL “LIBRO BIANCO” BRITANNICO

BREXIT E LIBERA CIRCOLAZIONE: GARAVINI, UNGARO E SCHIRÒ (PD) INTERROGANO IL GOVERNO ALLA LUCE DEL “LIBRO BIANCO” BRITANNICO

ROMA\ aise\ - "Nel White Paper sulla Brexit, reso pubblico in questi giorni, il Governo conservatore di Theresa May promette in linea di principio che farà di tutto per assicurare i diritti essenziali ai cittadini dell’Unione Europea in Gran Bretagna e ai cittadini britannici nell’Unione Europea, ma confessa che fino ad ora nessun accordo è stato raggiunto, e che anzi "an agreement has not proven possible”". Partono da queste premesse i parlamentari Pd eletti in Europa, la senatrice Laura Garavini e i deputati Angela Schirò e Massimo Ungaro, che, nelle rispettive Camere, hanno presentato una interrogazione ai ministri degli esteri e del lavoro, Moavero Milanesi e Di Maio, per sapere come il Governo intenda attivarsi “per comprendere e valutare con esattezza quali potranno essere le conseguenze della Brexit sulla libera circolazione e sui diritti socio-previdenziali dei nostri connazionali”.
Nel “libro bianco”, spiegano i tre parlamentari, “il Governo britannico si impegna a mantenere la tutela dei diritti dei lavoratori e assicura che tali diritti verranno addirittura migliorati come è già avvenuto in molti settori dell’assistenza sociale e familiare. Se da una parte quindi il White Paper cerca di evidenziare la volontà del Governo britannico di tutelare i diritti individuali, dall’altra non contiene però neanche una riflessione o una semplice parola su ciò che accadrà a quei diritti "collettivi" che invece sono maturati o si potrebbero maturare grazie a regolamenti e direttive europee sovranazionali che attualmente coordinano i sistemi di libera circolazione e di sicurezza sociale nell’ambito dell’Unione".
Per Garavini, Ungaro e Schirò "restano aperti una molteplicità di quesiti. Per esempio si potranno ancora totalizzare i periodi di contribuzione che garantiscono numerose prestazioni previdenziali? Saranno ancora esportabili le prestazioni familiari o di disoccupazione? Sarà garantita la parità di trattamento dei lavoratori europei con quelli nazionali? Saranno riconosciute le prestazioni assistenziali ai lavoratori dell’Unione? Come verranno riconosciuti i diritti in materia di malattia, maternità e paternità, in materia di assistenza sanitaria e di prestazioni in caso di infortuni sul lavoro e malattie professionali quando non saranno più applicabili i regolamenti attualmente in vigore? Insomma anche se il momento dell’uscita dalla UE del Regno Unito non è ancora vicinissimo, sarebbero auspicabili delle risposte rassicuranti e chiarificanti per tutti i nostri lavoratori".
"Proprio per tenere alta l’attenzione del Governo anche su questi dettagli – spiegano – abbiamo presentato una interrogazione sia al Senato che alla Camera chiedendo quali azioni i Ministeri degli Affari Esteri e del Lavoro hanno già promosso o intendono attivare per comprendere e valutare con esattezza quali potranno essere le conseguenze della Brexit sulla libera circolazione e sui diritti socio-previdenziali dei nostri connazionali. E inoltre quali misure siano già state adottate o si intendano adottare per salvaguardare i diritti acquisiti dai nostri connazionali in materia socio-previdenziale in base ai Regolamenti comunitari di sicurezza sociale e – concludono – per garantire che in futuro le previsioni di tali Regolamenti possano essere mantenute anche dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea". (aise) 

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