COME CONSERVARE IL PATRIMONIO CULTURALE: IRINA BOKOVA (UNESCO) ALLA CONFERENZA DEL GCPCH ALLA BOCCONI

COME CONSERVARE IL PATRIMONIO CULTURALE: IRINA BOKOVA (UNESCO) ALLA CONFERENZA DEL GCPCH ALLA BOCCONI

MILANO\ aise\ - La distruzione del patrimonio culturale è un sempre più frequente effetto collaterale o intenzionale della guerra, come dimostra la tragica rovina di Palmyra.
Nel 2016, le Università di tutto il mondo, nel corso del Colloquio Globale dei Presidenti delle Università dell'Onu, hanno unito le forze in difesa del patrimonio culturale "riconoscendo che la diversità culturale, come la biodiversità, svolge un ruolo quantificabile e cruciale nella salute della specie umana e comprendendo che la distruzione del patrimonio culturale è inseparabile dalla persecuzione delle persone ed è quindi un imperativo umanitario" e hanno costituito il Consorzio globale per la conservazione dei beni culturali (Global Consortium for the Preservation of Cultural Heritage, GCPCH).
Attraverso la Dichiarazione di New Haven, il GCPCH si è impegnato a promuovere il trasferimento di conoscenze, programmi di formazione, ricerca e sensibilizzazione tra le istituzioni accademiche di tutto il mondo per affrontare i problemi presentati dalla crescente distruzione del patrimonio culturale a causa di guerre, cattiva gestione o fattori ambientali.
Il Gruppo si riunirà nel meeting autunnale all’Università Bocconi di Milano il 25 e 26 settembre prossimi. Con questo incontro, il GCPCH entra nella sua fase operativa, con la benedizione del Direttore Generale dell'Unesco, Irina Bokova, che terrà il discorso di apertura.
La riunione del consorzio si concentrerà su come consentire una più stretta collaborazione a sostegno di pratiche di conservazione sostenibili e orientate alla comunità, in particolare all'indomani di guerre e catastrofi naturali.
I firmatari della Dichiarazione di New Haven hanno già intrapreso collaborazioni volte a dare un contributo trasformativo alla conservazione del patrimonio culturale attraverso programmi di formazione, importanti iniziative di ricerca e un'efficace azione di sensibilizzazione. Nel corso del loro incontro alla Bocconi, i membri del GCPCH identificheranno specifiche aree di azione e iniziative operative.
I rappresentanti di 21 università e istituzioni internazionali a livello mondiale parteciperanno al dibattito, con interventi, tra gli altri, di Jane Thompson (Herculaneum Conservation Project), Markus Hilgert (Near Asian Art Museum, Berlino), Francesca Recchia (ricercatrice indipendente, Kabul), Stefano De Caro (Direttore Iccrom), Stefano Baia Curioni (Università Bocconi) e Stefan Simon (Yale University). (aise) 

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