COMITES/ LA MARCA (PD): INTERROGAZIONE URGENTE AL MAECI PER PRESUNTE IRREGOLARITÀ A TORONTO

COMITES/ LA MARCA (PD): INTERROGAZIONE URGENTE AL MAECI PER PRESUNTE IRREGOLARITÀ A TORONTO

ROMA\ aise\ - Francesca La Marca, deputata del Pd eletta in Nord America, ha depositato un’interrogazione urgente al ministro degli Affari Esteri affinché "sia fatta pronta e totale chiarezza sulla vicenda elettorale del Comites di Toronto".
"L’iniziativa", spiega la stessa La Marca, "si è resa urgente per la constatazione di palesi irregolarità che avrebbero riguardato la presentazione della lista "Per l’Italia in cui crediamo", l’unica in lizza".
"I fatti sono chiari", continua la parlamentare italocanadese. "Nella circoscrizione di Toronto, alla luce della precedente gestione unitaria del Comites (la volta precedente gli organismi di base in Canada sono stati di nomina consolare), tra tutte le principali componenti della comunità si è tentato di raggiungere un accordo per una lista rappresentativa di tutte le posizioni. A pochi giorni dalla scadenza, una delle componenti si è tirata improvvisamente indietro dichiarando di voler fare da sola. L’impossibilità di provvedere in così poco tempo da parte delle altre componenti ha fatto in modo che la lista con il prescritto numero di firme autenticate risultasse l’unica".
"Nei giorni successivi", prosegue La Marca, "un noto esponente della comunità, il signor Mario Marra, ha dichiarato che avendo raccolto numerose voci sul fatto che molti sottoscrittori non avrebbero mai firmato davanti a notaio o ad avvocato autorizzato ad autenticare la firma, si sarebbe recato dallo stesso autenticatore per chiedere spiegazioni e avrebbe avuto la risposta che lui non aveva autenticato nessuna firma di sottoscrittori. Della cosa, il signor Marra ha prontamente e ripetutamente informato le autorità diplomatiche e consolari".
"A questa dichiarazione", spiega ancora La Marca, "ha fatto seguito quella del signor Gino Cucchi, Presidente uscente del Comites di Toronto e sottoscrittore della lista "Per l’Italia in cui crediamo", il quale ha detto per iscritto che lui stesso non aveva mai apposto la sua firma davanti a notaio o avvocato autenticatore. Subito dopo, altre sei persone, risultanti tra i sottoscrittori della lista, hanno dichiarato la stessa cosa, sempre per iscritto, aggiungendo anzi che nemmeno erano a conoscenza del fatto che avrebbero dovuto firmare davanti a pubblico ufficiale. Anche questa affermazione è stata portata all’attenzione delle autorità diplomatiche e consolari".
"Ce n’è quanto basta per considerare la presentazione della lista gravemente viziata da irregolarità", sostiene Francesca La Marca, "e per chiedere un immediato intervento di ripristino della legalità in ordine alle procedure elettorali relative al rinnovo del Comites di Toronto".
Per la deputata del Pd, "al di là degli aspetti formali, di per sé molto rilevanti, sono in gioco anche altre questioni di ordine sostanziale. La prima è che si sta sviluppando intorno a queste vicende una grave tensione all’interno della comunità che rischia di avvelenare il clima e i rapporti tra le diverse componenti, che in linea di massima sono stati sempre abbastanza sereni e ispirati ad un atteggiamento di collaborazione. E questo la comunità di Toronto francamente non se lo merita. La seconda è che le polemiche che si stanno sviluppando potrebbero dare alle autorità canadesi, notoriamente fredde rispetto alle ipotesi di esercizio elettorale sul proprio territorio, un’immagine distorta della situazione e indurle per il futuro a fare marcia indietro rispetto al consenso accordato in questa occasione, vanificando il paziente lavoro diplomatico che si è fatto per arrivare ad un risultato positivo. E questo non sarebbe meno preoccupante".
L’on. La Marca ha chiesto, dunque, al ministro degli Affari Esteri di "intervenire prontamente intanto perché sia fatta immediata chiarezza sui fatti e siano prese le dovute misure per riportare il rispetto della legge nella vicenda del rinnovo del Comites". Nella stessa interrogazione si chiede, inoltre, "quali orientamenti" il MAECI "intenda dare ai nostri rappresentanti diplomatici affinché sia riportata la piena serenità all’interno della comunità e sia scongiurato il rischio di una reazione sfavorevole da parte delle autorità canadesi".
"Quando sono in gioco il rispetto della legge, lo spirito di dialogo e di collaborazione all’interno di una delle più importanti comunità del nord America e i buoni rapporti con le autorità locali credo che tutti, dal ministro degli Esteri ai rappresentanti della comunità, qualunque orientamento essi abbiano, debbano sentire il dovere di assumersi precise responsabilità e", conclude Francesca La Marca, "impegnarsi concretamente a riportare tra i cittadini italiani di Toronto la legalità e la serenità nei rapporti reciproci". (aise) 

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