COMITES TORONTO: IL PRESIDENTE BATTAGLIA REPLICA A MARRA (PD)

COMITES TORONTO: IL PRESIDENTE BATTAGLIA REPLICA A MARRA (PD)

TORONTO\ aise\- “Egregio signor Mario Marra, leggo di Sue dichiarazioni relative al Comites di cui mi onoro far parte e non posso condividere le sue conclusioni perché frutto di informazioni incomplete, errate o distorte che sarò lieto di correggere qualora un incontro fosse possibile sull'argomento”. Presidente del nuovo Comites di Toronto, Emilio Battaglia replica oggi a Mario Marra, segretario del Pd Canada, che nei giorni scorsi aveva plaudito alle dimissioni di altri due consiglieri dal Comitato, sostenendo che il Comites “si trova a operare in una situazione di completa delegittimazione e di forti contrasti”.
Una visione non condivisa da Battaglia, che replica punto per punto all’esponente Pd. “Lei – scrive il Presidente Battaglia – ha fatto parte del Comites precedente e ritengo si sia impegnato al servizio della Comunità così come ora sto facendo io e gli altri commissari eletti il 17 aprile scorso. Noto che la Sua visione della Democrazia non è cambiata dal 26 febbraio scorso quando Lei ha invitato a boicottare le elezioni per protestare di non essere riuscito a ripresentare la lista non ammessa per irregolarità palesi che il Console Generale Pastorelli ha dettagliato nella riunione Comites del 24 giugno: "La lista “L’Italia che vogliamo” rispettava ogni requisito formale, mentre l’altra lista era in ritardo, non aveva il numero sufficiente di sostenitori e le firme di questi ultimi non erano autenticate. Pertanto la lista veniva dichiarata irregolare e veniva esclusa dalle elezioni". La sua posizione in aperto contrasto con l'azione del suo stesso rappresentate alla camera il deputato PD Francesca La Marca – annota Battaglia – aveva suscitato la mia reazione ma vedo che Lei è sempre favorevole ad un Comites nominato (dal Console) invece che eletto (dagli Italiani)”.
“Non so se la Sua sia nostalgia per l'ottimo lavoro svolto dal precedente Comites nominato di cui Ella ha fatto parte, ma – continua Battaglia – non posso condividere il Suo disprezzo per il voto popolare: le varie leggi elettorali prevedono che i voti espressi (ossia i risultati proclamati) facciano premio sulle eventuali irregolarità o inammissibilità che devono essere sanate nella prima convocazione degli eletti (vedi art 29 c. 5 DPR 395-2003). Lei non mi sembra informato della attività che stiamo svolgendo per rimontare la china lasciataci da un decennio di ottimo lavoro da cui abbiamo ereditato una situazione finanziaria fallimentare, uffici privi di telefono tagliato per morosità e nessuna documentazione sui dossier in corso semplicemente perché non esisteva alcun dossier aperto”.
“Seguendo il consiglio del nostro Console Generale Pastorelli – informa Battaglia – ci stiamo concentrando su di un solo obiettivo: OMNI News anche se ci siamo strutturati per dare risposte al più ampio spettro di richieste”.
“Non Le sarà infatti sfuggito l'impegno che la comunità tutta sta dispiegando per ovviare alla soppressione di OMNI News”, aggiunge Battaglia. “Ricade sul Comites il coordinamento delle iniziative che devono muoversi in un quadro normativo canadese e nel rispetto delle regole del CRTC dove poco o nulla possono interferire le autorità diplomatiche o consolari Italiane. Proprio oggi abbiamo apprezzato l'attenzione dell’on. La Marca per il lavoro svolto. Abbiamo in corso una campagna per rappresentare i diritti della comunità presso il CRTC cui spero abbia aderito on line”.
E ancora, “ci occupiamo anche di riapertura dei termini per la cittadinanza italiana con incontri ed una petizione in corso; il Commissario all'immigrazione sta esplorando con le autorità canadesi in Italia il nuovo programma Canada Express; i problemi urgenti della doppia tassazione delle pensioni Italiane INPS sono esaminati con i rappresentanti Canadesi che lavorano con il CRA; abbiamo incontrato il ministro Fantino, l’MP Mike Sullivan, l’MPP Laura Albanese, il giornale Lo Specchio, e l’amministratore del Columbus Centre, i giornalisti di Omni News; abbiamo iniziato le serate Comites nelle case di riposo che ospitano italiani per raccogliere le richieste più urgenti da parte dei residenti”.
“Gli assi portanti della nostra attività sono trasparenza e ascolto”, sottolinea il Presidente. “Il che significa: pubblicare quello che facciamo: lei trova online i verbali approvati e abbiamo iniziata la ricerca dei verbali delle passate gestioni che saranno pubblicati per facilitarne l'accesso unitamente ai bilanci ed alle spese non appena ci saranno degli importi di spesa da giustificare, infatti a tutt'oggi per errori nella stesura del bilancio fatta dalla gestione precedente i finanziamenti sono bloccati e ogni commissario, presidente compreso, sostiene le spese per far funzionare la macchina del Comites mentre i creditori pazientano in attesa dei pagamenti; ogni Commissario è raggiungibile con un indirizzo email composto dal suo cognome + @comitestoronto.org; pagina web e twitter completano le informazioni online; newsletter su supporto cartaceo e depliant sono pronti per la stampa appena i fondi o uno sponsor di cui siamo alla ricerca si manifesteranno; la linea telefonica sarà ripristinata appena gli stessi fondi saranno disponibili”.
“Vedo inoltre – scrive ancora Battaglia – che Lei non è informato sulle motivazioni delle dimissioni da parte dei commissari che hanno lasciato il Comites: nessuno ha mai lasciato per contrasti né con me né con altri componenti; il signor Console Pastorelli conosce molto bene le motivazioni di coloro che hanno presentato le dimissioni, pure le motivazioni di chi rifiuta di dimissionare per un contrasto che risale alla campagna elettorale e che non riguarda il lavoro del Comites. Le ragioni addotte dall'onorevole La Marca per indurre a sciogliere questo Comites eletto dagli Italiani e autorizzare il Console a nominare un nuovo Comites, chiariscono le vere origini di tanto becero starnazzare: una meschina diatriba tra pesonalismi ormai obsoleti per le avvenute elezioni: "..., credo che a monte ci sia stato un errore politico e una carenza di spirito comunitario, quando, a pochi giorni dalla data di presentazione della lista, si sono interrotte delle trattative per dare alla nostra comunità una rappresentanza unitaria e condivisa. Forse, allora, le responsabilità di quello che è accaduto dopo vanno cercate in quel momento e tra chi si è assunta la responsabilità di un atto di rottura (On F.La Marca mail a Panorama italiano del 6 luglio 2015)”. Tutto il Suo agitarsi, signor segretario del Partito Democratico canadese, - accusa Battaglia – configura una faida che è incomprensibile agli occhi della comunità e delle autorità canadesi: “all of which will surely cause significant harm to the reputation of the Italo/Canadian community as a whole”. Se questa è l’origine della faida con cui si cerca accanitamente di distruggere il Comites di Toronto 2015 con una campagna di fango, insinuazioni, minacce, non è certo stata la voce della coscienza a guidare le decisioni dei colleghi che mi hanno presentato le loro dimissioni: conosco le loro ragioni, ma – conclude – solo loro potranno smentire o confermare quelle che ora sono solo Sue personali insinuazioni di cui il Suo partito assume la responsabilità supportandoLa con le conseguenze elettorali che la Comunità di Toronto saprà ricordare”. (aise) 

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