CONSIGLIO (CGIE) AL CORRIERE CANADESE: IL COMITES TORONTO AVRÀ VITA LUNGA

CONSIGLIO (CGIE) AL CORRIERE CANADESE: IL COMITES TORONTO AVRÀ VITA LUNGA

MONTREAL\ aise\ - Carlo Consiglio, componente del Comites Toronto e rappresentante del Canada nel Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE), scrive a Francesco Veronesi, direttore del Corriere Canadese per "correggere le imprecisioni e la disinformazione diffusa, si spera, in buona fede".
"Egregio Direttore, la ringrazio per aver inviato alla mia attenzione l’articolo pubblicato dal Corriere sul COMITES e sto seguendo con molta attenzione l’inchiesta su questo importante organismo rappresentativo della Comunità.
Fino ad oggi ho preferito astenermi da qualsiasi considerazione per evitare di fare cassa di risonanza alle imprecise e soggettive affermazioni dei ventilatori di turno e dei loro protettori. L’inchiesta che il Suo giornale sta portando avanti, però, mi ha convinto che è importante parlarne anche e soprattutto per dare dignità al COMITES che negli ultimi sette otto anni non ha fatto nulla per affrontare le reali problematiche della Comunità ritenendo che la stessa andasse rappresentata partecipando ai dinner Dance organizzati nella comunità o a promuovere commemorazioni del 25 aprile con uno spirito di divisione e a festeggiare l’8 marzo, sempre con scarsa partecipazione.
Mi è d’obbligo una premessa. Non potrò essere succinto e farò le mie considerazioni nel mio stile di sempre senza badar molto alla diplomazia e al buon tono.
Le sarei grato se potesse, magari in via riservata, indicarmi l'informatore del Suo giornale, visto che le lettere di dimissioni di alcuni consiglieri venivano dal Corriere preannunciate prima che il COMITES ne avesse notizia.
Posso comunque rassicurare Lei e i connazionali che lungi da uno scioglimento d'ufficio del COMITES, lo stesso avrà vita lunga.
Infatti, dopo che le dimissioni saranno accettate dal COMITES e ratificate, si procederà alle sostituzioni, così come previsto dalla legge.
Inoltre, nella prossima riunione già convocata per il prossimo 10 agosto, si provvederà, alle cooptazioni di quattro componenti di sola cittadinanza canadese, per cui siamo ben lontani dal raggiungere il fatidico numero di cinque componenti che bisogna raggiungere per avviare la procedura di scioglimento.
Ma veniamo ai fatti.
A seguito di dichiarazioni del presentatore della lista di cui ho avuto l'onore di capeggiare, si è ritenuto da parte di costui e di coloro che non sono riusciti a presentare una lista perché non avevano raggiunto il numero sufficiente di sottoscrittori, che le firme di sottoscrittori fosse stato raccolto in modo irregolare.
Il Console Pastorelli ha immediatamente sposato questa ipotesi; non dico questo perché ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma; questo era un atto dovuto e bene ha fatto.
Ma il comportamento preliminare alla denunzia e le ingerenze successive non sono state super partes, come sarebbe stato consono ed auspicabile.
I tentativi di strappare confessioni e le pressioni effettuate sui consiglieri, anche durante le riunioni del COMITES, potevano essere evitate.
In ogni caso, come ampiamente dichiarato e confermato con una nota scritta, le firme dei sottoscrittori sono state raccolte nel pieno rispetto della legge canadese che regola la materia.
La Magistratura italiana investita della questione ha comunque l'ultima parola quando con una sentenza definitiva passata in giudicato avrà statuito in materia.
Fino a quel momento il COMITES è pienamente legittimo ed operante, come del resto ampiamente specificato e dichiarato nella risposta del Governo alla interrogazione parlamentare dell'on.le La Marca.
Ed allora si è iniziato a fare pressioni da parte del Consolato e dei Suoi mentori sui singoli consiglieri per invitarli a dimettersi.
Le linee telefoniche sono state roventi per il continuo telefonare per avvisare che Roma avrebbe sciolto il COMITES, che se non ci si dimetteva si sarebbero subite non so quali catastrofiche conseguenze.
Addirittura, in occasione del passaggio da Toronto del responsabile dei PD per gli italiani del mondo, si sollecitava da alcuni un incontro con Marino "grande amico del Console".
Incontri, telefonate, pranzi ad Ottawa, e chi più ne ha più ne metta. Pressioni da parte di datori di lavoro guarda caso molto vicini politicamente ai ventilatori.
Da ultimo, non più tardi di ieri, un conosciuto ed apprezzato avvocato torontino, già Presidente del Congresso degli italo canadesi, ha avuto una lunga telefonata durata oltre un'ora per convincere il Consigliere Tosti di Windsor a dimettersi.
La regia? Ipotizzo, ma non ho prove: un altrettanto apprezzato avvocato torontino che ha di recente coperto la stessa carica; regia concordata con altri attori e comparse.
E intanto, nonostante i corvi romani e torontini, il COMITES in carica sta lavorando alacremente nell'unico ed esclusivo interesse della comunità.
In condizioni assurde, senza telefono la cui bolletta non era stata pagata dalla vecchia e per fortuna passata gestione; senza internet, senza un soldo in banca, come provato dal Presidente Battaglia; con il finanziamento previsto dalla legge rilasciato dal Consolato solo qualche giorno fa; con un conto corrente bancario prosciugato per dare un contributo al Consolato per la festa della Repubblica; con l'addetta di segreteria lasciata senza paga e gli affitti non pagati, in queste condizioni , dicevo, e con l'anticipazione dei singoli consiglieri, si e' creato un sito del COMITES; si sono tenuti due incontri con la Comunità, di cui uno a Windsor, per dibattere di cittadinanza, pensioni, IMU, doppia tassazione in materia di pensioni e per ascoltare le esigenze dei connazionali; si sono incontrati gli anziani di Villa Colombo preoccupati di quanto si preannunzia; si è ottenuto di essere ascoltati dalla CRTC in ordine alla questione OMNI.
Si è attivato un sistema informativo e di consulenza su come chiedere l'esenzione IMU e TARI; si stanno curando pubbliche relazioni con i politici canadesi ed italo canadesi; si incontrerà a breve il Sindaco di Toronto; il tutto allo scopo di farci conoscere.
A partire da settembre, e sempre a nostre spese, sono programmati altri incontri con le comunità fuori Toronto, anche quelle più lontane per informare e ascoltare le loro esigenze.
A mio parere sono questi i fatti che contano; vogliamo lavorare per la comunità per servirla oltre che rappresentarla; si sta programmando un coinvolgimento dei giovani e dei non più giovani con dibattiti, conferenze e tavole rotonde; provvederemo a dare un seguito alle risultanze degli stessi.
Lasciamo a corvi romani e torontini di continuare a mestare combattendo contro i mulini a vento che lore stessi si sono creati.
Nel rinnovarLe la mia stima, colgo l’occasione per salutarLa cordialmente". (aise) 

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