TORONTO: COMITES VS PD/ “LETTERA APERTA” A RENZI: È QUESTO IL PD CHE VOGLIAMO?

TORONTO: COMITES VS PD/ “LETTERA APERTA” A RENZI: È QUESTO IL PD CHE VOGLIAMO?

TORONTO\ aise\ - “È questo il PD che vogliamo?”. A chiederlo sono i rimanenti consiglieri del Comites di Toronto che, a quasi 5 mesi dalla sua costituzione, non trova pace tra accuse e dimissioni varie. Di oggi la “lettera aperta” che Luca Buiani, a nome del Comites, indirizza al Premier e segretario del Pd, Matteo Renzi. Buiani, tesoriere e Presidente Commissione Lingua e Cultura Italiana del Comites, oltre che Coordinatore di International Languages – YCDSB e Presidente di ILEA Ontario - International Languages Educators Association, replica alle accuse del segretario del Pd Canada, Mario Marra, accusato a sua volta di aver intrapreso una battaglia “personale” per “delegittimare” il Comites.
Di seguito il testo della “lettera aperta”.
“Egregio signor segretario, Le scrivo a nome del Comites di Toronto teste eletto il 17 aprile scorso. La questione riguarda le azioni di delegittimazione che il segretario del PD canadese ha intrapreso e continua ad esercitare sul nuovo Comites. Queste azioni infatti stanno avendo l’effetto di creare spaccature insanabili nella comunità italiana a Toronto e, al tempo stesso, di danneggiare l’immagine del PD alienandolo ai suoi stessi elettori.
Come saprà, Toronto ha sempre eletto rappresentanti del PD al parlamento italiano (prima l’onorevole Bucchino, ora l’onorevole La Marca). Io stesso le scrivo da fedele sostenitore del partito a partire dagli anni settanta e ottanta (in cui militavo nel PCI a Modena e ho servito come segretario di sezione) fino ad oggi.
Ma andiamo per ordine. La materia del contendere sono le presunte irregolarità all’atto d’iscrizione della lista uscita eletta a Toronto (l'unica che alla fine è riuscita a presentarsi). Queste irregolarità secondo il signor Marra invaliderebbero la legittimità dell’attuale Comites.
Le vorrei fare notare che:
1. Da sempre i rappresentanti del Comites di Toronto hanno operato, o dichiarato d’operare, in forma bipartisan, senza finalità partitiche, ma per il bene della comunità italiana in generale. Tant’è vero che inizialmente era stato deciso di presentare una lista unica e il signor Marra stesso era in trattativa per la presentazione dei nomi. Una delle cause della mancata presentazione di una lista unica è da riferirsi proprio all’inettitudine dello stesso segretario del PD, che non è stato in grado di mediare fra i pochissimi “amici”, tutti da sempre nel Comites, che avevano intenzione di presentarsi insieme per servire la collettività;
2. Non essendo stato in grado di facilitare la presentazione di una lista unica, il signor Marra ha tentato di presentare una lista a sponsor PD, commettendo le stesse irregolarità che egli imputa all’altra lista, cioè di non avere depositato le firme presso un notaio. Risulta ovvio che, se ci fosse stata una lista unica, agli occhi di Marra tutto sarebbe stato regolare, ma evidentemente la presunta pagliuzza nell’occhio altrui impedisce di vedere la trave nel proprio;
3. La lista a sponsor PD non aveva il numero di firme necessarie, né la vidimazione di un notaio e pertanto veniva esclusa dalle elezioni. A quel punto, il signor Marra invece di provare a mediare e trovare una soluzione (per esempio, informarsi sul programma dell’altra lista e appoggiarlo, visto che lo avrebbe trovato identico al suo, o informarsi sui candidati presentati dall’altra lista, che include molti simpatizzanti del PD e di sinistra, incluso me e il presidente) decideva di intraprendere un’azione di forza e pubblicamente chiedeva il boicottaggio delle elezioni. Questa è una decisione gravissima, perché comporta il rischio che le autorità canadesi, da sempre restie ad autorizzarle sul tuo territorio, vietino le elezioni dei Comites o addirittura le elezioni politiche stesse. Inoltre la spaccatura all’interno della comunità non può che danneggiare il PD stesso. Il PD locale avrebbe potuto più responsabilmente chiamare il suo elettorato a votare scheda bianca il cui computo avrebbe immediatamente dato peso al valore della protesta senza vanificare il lavoro che autorità ed eletti hanno svolto per incentivare la opzione al voto: è evidente il calcolo politico che pretende di cavalcare l’astensionismo le cui percentuali a Toronto sono state anche inferiori alla media.
A elezioni avvenute, non contento del danno già procurato (minor numero di partecipanti alle elezioni, disaffezione degli elettori, scandalismo e atteggiamento personalistico) il signor Marra continuava una sua azione personale sui nuovi eletti per ottenere le loro dimissioni e portare allo scioglimento della assemblea per attrizione. In tale campagna si è accodato chiunque non veda un immediato tornaconto dalla politica di trasparenza iniziata dalla nuova gestione del Comites di Toronto (pubblicata sul sito www.comitestoronto.org), come pure chiunque speri un qualche vantaggio da un Comites di nomina consolare. Inutile dire che ogni proposta di opposizione fattiva, come ad esempio, l’inserimento di esponenti PD nelle commissioni come cooptati o in altra maniera, e la stessa constatazione che la lista eletta comprende simpatizzanti e dichiarati sostenitori PD tra cui il presidente ed il Tesoriere, non hanno sortito alcuna risposta positiva, ma anzi solo l’interrogazione parlamentare dalla deputata LaMarca e boati di consensi dalle pagine del sito PD per i responsabili che hanno presentato le loro dimissioni. Si noti che i dimissionari dichiaravano di dimettersi non per le presunte irregolarità, ma proprio per l’atmosfera di caccia alle streghe istigata dal segretario del PD. Se questo rappresenta la capacità di potenziare e utilizzare al meglio le risorse locali da parte del PD, stiamo freschi!
Appellandoci al suo senso di responsabilità e alla sua intelligente campagna di buona politica, Le chiedo quindi - prima che si approfondisca il danno all'elettorato locale e per limitare l’immagine da armata Brancaleone, incapace di autogestire anche delle semplici elezioni amministrative, che il PD locale ha evidenziato - di chiedere conto dell'operato di Mario Marra a Toronto. Siamo certi che una sia pur superficiale analisi dei fatti metterà la parola fine ad una polemica che solo i personalismi covati in anni di Comites di nomina consolare hanno lasciato maturare in danno all'Italia e agli italiani”. (aise) 

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