DEF: PARERE FAVOREVOLE DELLA COMMISSIONE ESTERI DEL SENATO

DEF: PARERE FAVOREVOLE DELLA COMMISSIONE ESTERI DEL SENATO

ROMA\ aise\ - Nella seduta di ieri la Commissione Affari Esteri del Senato ha esaminato in sede consultiva il Documento di economia e finanze 2017. Ad illustrare il testo ai colleghi è stato il relatore, il senatore Sangalli (Pd), che ha poi presentato una proposta di parere favorevole, votata dalla Commissione.
Il Def, ha esordito Sangalli, “rappresenta il principale strumento della programmazione economico finanziaria”.
“La prima sezione – ha precisato – contiene lo schema del Programma di stabilità, che tiene conto delle informazioni e degli elementi richiesti dall'Unione europea, con specifico riferimento alle strategie per la riduzione del debito pubblico. La seconda sezione contiene l'analisi delle tendenze della finanza pubblica e la terza contiene, infine, lo schema del Programma Nazionale di riforma. Gli obiettivi generali della politica di bilancio del Governo sono di accelerare il tasso di crescita del PIL verso un ritmo che consenta di recuperare il terreno perduto, disattivare le clausole di salvaguardia e operare misure espansive e di riduzione della pressione fiscale, in continuità con le politiche adottate negli ultimi anni”.
Il Documento, ha aggiunto, “reca anche il nuovo quadro programmatico di finanza pubblica, che prevede un incremento del PIL pari all'1,1 per cento per l’anno in corso, all'1 per cento per 2018 e 2019, all'1,1 per cento per il 2020. Il tasso di disoccupazione, pari all'11,5 per cento per l'anno in corso, è previsto all'11,1 per cento per il 2018, al 10,5 per cento per il 2019, al 10 per cento per il 2020. Il DEF prevede un tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni (in rapporto al PIL) pari al 2,1 per cento per l’anno in corso, all'1,2 per cento per il 2018, allo 0,2 per cento per il 2019, con una previsione di azzeramento nel 2020”.
“Il quadro macroeconomico dello scenario internazionale – ha proseguito il senatore – segnala la crescita, nel 2016, del PIL e del commercio mondiali, che hanno registrato incrementi rispettivamente del 3 per cento e del 1,3 per cento, non dissimili da quelli registrati lo scorso anno. Per quanto concerne l'area euro, si registra una crescita economica dell'1,7 per cento, attribuibile principalmente all'aumento dei consumi privati. Il tasso di disoccupazione complessivo, in lieve diminuzione rispetto allo scorso anno, si attesta ancora su livelli piuttosto elevati (9,6 per cento)”.
Quanto alla politica monetaria, “l'orientamento fortemente espansivo attuato dalla BCE ha contribuito a garantire stabilità finanziaria, a scongiurare fenomeni deflattivi e a migliorare le condizioni economiche. Positivo è, per l'Italia, il dato relativo al commercio con l'estero. L'andamento delle esportazioni è infatti risultato migliore delle attese, attestandosi, anche grazie all’accelerazione del commercio mondiale alla fine del 2016 e al deprezzamento dell’euro, su un +2,4 per cento”.
Venendo ai profili di competenza della Commissione affari esteri, Sangalli ha definito di “particolare interesse”, nella sezione I del DEF, “soprattutto il paragrafo dedicato all'emergenza migranti (nel capitolo III) e il focus relativo all'andamento dell'Aiuto pubblico allo sviluppo (capitolo V)”.
Con riferimento ai flussi migratori, ha spiegato, “il Documento sottolinea l'impatto che l'intensificazione degli arrivi produce sulle capacità di accoglienza del nostro Paese. Le presenze, nelle varie strutture di ricezione, sono aumentate in modo significativo negli ultimi anni, passando dalle 22 mila unità nel 2013, a 104 mila nel 2015, fino a 176 mila nel 2016. Anche le richieste di asilo hanno segnato lo scorso anno un netto aumento, attestandosi su 123 mila, mentre nei primi due mesi del 2017 sono già state presentate più di 24 mila domande, quasi il 59 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Di fronte a questa situazione, il piano di ricollocamento deciso dall'Unione europea non sta dando gli esiti sperati. Sui 160.000 trasferimenti da Grecia e Italia previsti entro settembre 2017, di cui 40 mila dall’Italia entro il primo anno, sono stati trasferiti dall’Italia ad altri Paesi dell'Unione solo l’11 per cento del totale”.
Sul piano strettamente contabile, ha aggiunto, “il DEF informa che l'impegno italiano è stato nel 2016 pari, al netto dei contributi dell'Unione europea, a 3,6 miliardi (0,22 per cento del PIL). Questa somma comprende le operazioni di soccorso, l'assistenza sanitaria, l'alloggio e l'istruzione per i minori non accompagnati. Per l'anno in corso si prevede un aumento di queste spese fino ai 4,2 miliardi, pari allo 0,25 per cento del PIL. In caso di un ulteriore aumento degli afflussi, il Governo mette in conto di dover arrivare a spendere 4,6 miliardi”.
Quanto all'aiuto pubblico allo sviluppo, Sangalli ha spiegato che “le stime relative al 2016 indicano una spesa complessiva pari allo 0,26 per cento del Reddito Nazionale Lordo, in aumento rispetto al 2016. L'incremento – ha commentato – conferma un trend positivo che si registra ormai da alcuni anni. Nel Documento, peraltro, il Governo ribadisce l’impegno a perseguire il riallineamento graduale dell’Italia agli standard internazionali, con l'obiettivo di migliorare la qualità e la quantità della nostra cooperazione, come previsto dalla legge di riforma. L'obiettivo è di arrivare fino ad uno 0,30 del Reddito nazionale nel 2020, anche per contribuire agli obiettivi definiti nell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile – 2030”.
Nella sezione II, sulle tendenze della finanza pubblica, ha detto ancora Sangalli, “oltre alla tabella sui contributi ad enti di ricerca internazionali, di interesse della Commissione è l'andamento dei conti del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Qui si segnala una diminuzione progressiva, negli ultimi anni, delle spese per i dipendenti, che passano dai 708 milioni di euro del 2013 ai 680 del 2016. Una sensibile diminuzione si registra anche per i consumi intermedi del ministero, che sono passati da 305 a 183 milioni di euro”.
E si arriva alla sezione III, che reca il Programma nazionale di riforma: a tal proposito, il relatore ha evidenziato che “la Commissione Europea, nel suo Rapporto dedicato all'Italia, ha valutato positivamente i risultati ottenuti dal nostro Paese. Nel documento dell'istituzione europea, tuttavia, si segnala che, nonostante gli sforzi prodotti e l'impatto di fattori esterni quali il terremoto e i flussi migratori, permangono nel nostro Paese squilibri macroeconomici eccessivi che, insieme a fattori quali la bassa produttività, il debito pubblico elevato e una disoccupazione minorile ancora troppo alta, incidono ancora sulle prospettive di ripresa. In questa sezione si fa anche il punto delle procedure di infrazione intentate dalla Commissione contro l'Italia. Il numero complessivo, nel corso del 2016, è sceso a 70 procedure. Si tratta del numero più basso da sempre, a conferma di un trend virtuoso avviato negli ultimi anni, che contribuisce a rafforzare la nostra credibilità in Europa”.
Come nel DEF dello scorso anno, ha rilevato Sangalli, “anche in quello del 2017 c'è un paragrafo specifico della dedicato all'internazionalizzazione e alla competitività delle nostre imprese. Qui si ricorda che la legge di bilancio per il 2017 ha proceduto a rifinanziare il Piano straordinario per la promozione del Made in Italy e che prosegue l'opera di riorganizzazione degli strumenti finanziari di supporto alle strategie di internazionalizzazione”.
Dopo un breve dibattito, Sangalli ha illustrato la sua proposta di parere favorevole che, infine, la Commissione ha approvato.
Questo il testo del parere.
“La Commissione Affari esteri, emigrazione,
esaminato il Documento in titolo,
valutati gli indicatori macroeconomici del Paese per il 2016 e le previsioni per gli anni successivi;
considerati gli indicatori relativi alla situazione economica internazionale;
apprezzate le indicazioni relative all'aumento del commercio con l'estero dell'Italia;
approfondito il paragrafo relativo all'emergenza migranti e preso atto, ancora una volta, dell'impatto crescente che l'intensificazione degli arrivi produce sulle capacità di accoglienza del nostro Paese;
ribadita la necessita che l'Unione europea e gli altri Stati membri facciano ogni sforzo utile per fronteggiare in modo unitario il fenomeno migratorio, nonché per dare piena attuazione al piano di ricollocamento dei richiedenti asilo deciso dall'Unione europea;
preso atto dell'andamento in crescita nel 2016 dell'Aiuto Pubblico italiano allo Sviluppo ed apprezzato l'impegno del Governo a proseguire nei prossimi anni nel graduale riallineamento del nostro Paese agli standard internazionali in materia;
apprezzati gli sforzi del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale per la riduzione delle spese per il personale dipendente e per i consumi intermedi;
auspicato nello stesso tempo il rilancio degli investimenti a favore del Ministero, per salvaguardare l'operatività e la capacità funzionale delle strutture incaricate di attuare la politica estera del Paese;
apprezzata la scelta strategica di un rafforzamento dell’internazionalizzazione dell’economia italiana, a cui la politica estera è chiamata a contribuire in modo fattivo,
esprime parere favorevole”. (aise) 

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