EFFETTO BREXIT: PROSEGUE LA FUGA DEGLI "EUROPEI" DAL REGNO UNITO – DI GABRIELLA BETTIGA

EFFETTO BREXIT: PROSEGUE LA FUGA DEGLI "EUROPEI" DAL REGNO UNITO – di Gabriella Bettiga

LONDRA\ aise\ - "Il numero di europei che si spostano nel Regno Unito è calato drasticamente ed al contempo sono circa 130.000 coloro che hanno deciso di lasciare la Gran Bretagna nell’ultimo anno. Dati significativi che non si raggiungevano da oltre 10 anni", riferisce Gabriella Bettiga in un articolo pubblicato da LondraItalia.com, giornale on line in lingua italiana diretto da Francesco ragni nella City.
"La conferma giunge dall’Office for National Statistics (ONS) che ha pubblicato i dati trimestrali relativi alla migrazione nel Regno Unito.
I dati indicano una crescita dell’immigrazione rispetto all’emigrazione con un aumento della popolazione pari a 244.000 persone. Come al solito, ci si aspettava che questo aumento fosse composto dalla consueta percentuale di europei, ma non è così.
L’ufficio statistiche ha ammesso che si tratta dell’effetto Brexit. A seguito del referendum, infatti, chi già aveva qualche dubbio ha deciso di andar via, mentre alcuni che non avevano intenzione di partire hanno fatto una scelta di principio, sentendo di non essere più benvenuti.
Chi pensava di venire a vivere in Gran Bretagna per un semplice periodo di prova ha probabilmente cambiato idea a causa dell’incertezza sul futuro, causata dall’uscita del Regno Unito dall’Europa Unita. Il calo maggiore di presenze riguarda infatti gli europei che vengono a cercare lavoro.
Chi invece decide di spostarsi perché ha già un’offerta di impiego continua ad arrivare, anche se in numero inferiore. I neo-diplomati iniziano a preferire università di altri Paesi europei, per paura di essere colpiti dagli aumenti dei costi universitari in UK dopo il 2019.
Coloro che si sono già stabiliti qui ed hanno deciso di restarci si stanno affrettando ad acquisire la cittadinanza britannica. Le statistiche rilasciate dall’Home Office indicano un aumento delle domande di naturalizzazione da parte di europei senza precedenti; pare che l’anno scorso in 32.000 abbiano fatto domanda di naturalizzazione.
Negli ultimi mesi le domande di permanent residence hanno invece subito una piccola battuta d’arresto, molto probabilmente a causa dei continui e più o meno giustificati appelli alla calma da parte dell’Home Office. Molti hanno deciso di attendere l’introduzione del settled status, anche se sarebbe più conveniente risolvere la propria situazione prima dell’introduzione del nuovo sistema che, come tutto ciò che non è stato ancora testato, potrebbe risultare più difficile del previsto.
Inoltre al momento i tempi di attesa di una decisione da parte dell’Home Office sono piuttosto contenuti, ma già si nota qualche ritardo e la situazione peggiorerà quando tutti gli europei saranno obbligati ad ottenere un permesso di soggiorno.
In ogni caso sia le domande di permanent residence che quelle per il registration certificate (per chi non ha ancora raggiunto cinque anni di residenza in UK) sono a livelli molto più alti degli anni in cui Brexit non era ancora una realtà: si è passati da meno di 30.000 domande del 2015 ad oltre 100.000 del 2017.
Ma è nel 2019 che ci si aspetta un boom di domande, con conseguenti problemi di gestione da parte dell’Home Office, che dovrà implementare il nuovo sistema del settled status, assumere il personale necessario per far fronte a centinaia di migliaia di richieste e assicurarsi che i nuovi assunti siano in grado di esaminarle correttamente. Come dire a recipe for disaster, una ricetta per il disastro". (aise) 

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