TURISMO IN EUROPA: IL CONTRIBUTO DELLE CCIE SULLA ROTTA DELL’INNOVAZIONE

TURISMO IN EUROPA: IL CONTRIBUTO DELLE CCIE SULLA ROTTA DELL’INNOVAZIONE

BRUXELLES\ aise\ - L’Europa punta sull’innovazione nel turismo per rafforzare la sua competitività a livello globale e creare nuovi posti di lavoro. Questo il fil rouge delle conferenze che si sono tenute lo scorso 27 settembre, in occasione della Giornata Mondiale del Turismo, ospitate al Comitato delle Regioni e al Parlamento europeo di Bruxelles.
Nel contesto della proclamazione del 2017 come “Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo” e in anticipazione al 2018, “Anno del Patrimonio Culturale Europeo”, viene confermato l’impegno a rilanciare il territorio, promuovendo digitalizzazione e innovazione. Queste infatti le parole chiave che guideranno la creazione di nuove sinergie regionali e transfrontaliere sia nel settore pubblico che in quello privato, per riportare l’Europa ad essere la prima destinazione turistica su scala globale.
Nel parlare a rappresentanti della sfera politica, culturale e dell’industria, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha dichiarato: “Entro il 2030 i viaggiatori in Europa arriveranno ad essere un miliardo e 800 mila, generando fino a 5 milioni nuovi posti di lavoro. Siamo chiamati a fare sistema e a dimostrare più coesione, formare operatori di categoria con competenze specifiche e tenere i nostri mercati al passo della rivoluzione digitale. Solo così potremmo trasformare queste cifre da sfida ad opportunità”.
L’europarlamentare romena Ana Claudia Apardel, co-chair del gruppo di ricerca sullo sviluppo del patrimonio europeo e le rotte culturali, ha inoltre sostenuto: “Benché la competizione mondiale sia in crescita, l’Europa può contare su un tesoro paesaggistico unico. In questi anni di crisi, il turismo è l’unico settore ad essere cresciuto e per questo merita ulteriori investimenti”.
La conferma arriva dalla DG Affari Economici e Finanziari: i fondi di investimento strategico passeranno dai 315 miliardi di euro attuali ai 500 miliardi entro la fine del 2020.
Nelle tavole rotonde a tema, concentrate su “Innovazione ed economia digitale” e “Promozione dell’Europa come prima destinazione turistica globale”, le nuove frontiere del turismo sono state trattate da Ministri, Commissari ed eurodeputati, ma anche da portavoce nazionali di categoria, come gli italiani Patanè, presidente di Confturismo-Confocommercio, e Parolini, assessore della Regione Lombardia per lo Sviluppo Economico.
Presente agli incontri anche Matteo Lazzarini, segretario generale della Camera di Commercio BelgoItaliana. “Le Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) sono molto attive nella progettazione europea nel settore del turismo”, ha sottolineato Lazzarini, “sostenendo piccole e medie imprese su scala locale, regionale e nazionale. Negli ultimi anni”, ha continuato Lazzarin, “la nostra Camera è stata capofila di un progetto di slow tourism che ha rilanciato le vie della birra trappista coinvolgendo PMI dall’Italia ai Paesi Bassi. Siamo anche partner del progetto ‘IdEATE’, piattaforma che crea opportunità di formazione e networking per giovani alla ricerca di lavoro nel turismo e aziende in piena espansione che intendono assumere personale qualificato. Come ha ribadito il presidente di Federturismo Battisti nel citarlo, ‘IdEATE’ sta dando grandi soddisfazioni e creando partenariati interessanti tra Italia, Belgio, Spagna, Francia, Finlandia e Grecia”.
Dalla sede di Roma, il segretario generale di Assocamerestero Esposito ha commentato: “Le CCIE sviluppano progetti di valorizzazione delle eccellenze italiane, mettendo a frutto la conoscenza del territorio, attivando i contatti con gli interlocutori esteri più sensibili alle loro valenze, e lavorando soprattutto secondo una logica multilaterale e transnazionale. Coprendo ben 54 mercati, questo network rappresenta un alleato sicuro nella creazione di progetti di turismo di qualità”. (martina panzolato\aise) 

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