“OPERAZIONE CONDOR. IL VOLO DI LAURA”: IL DRAMMA DEI DESAPARECIDOS AL TEATRO MARCELLO DI ROMA

“OPERAZIONE CONDOR. IL VOLO DI LAURA”: IL DRAMMA DEI DESAPARECIDOS AL TEATRO MARCELLO DI ROMA

ROMA\ aise\ - Il dramma dei desaparecidos in Sud America: di questo parla “Operazione Condor. Il volo di Laura”, spettacolo teatrale nato da un’idea originale di Liliana García Sosa, in scena al Teatro Marcello di Roma dal 28 al 30 settembre prossimi, dalle 21.
Riconosciuto come “Progetto Speciale 2017” dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, lo spettacolo gode del Patrocinio dell’Ambasciata dell’Uruguay, dell’Ambasciata del Cile e dell’Iila – Istituto Italo Latino Americano a Roma. Ad ottobre lo spettacolo verrà rappresentato a Vitorchiano (Viterbo), nell’ambito del Festival Quartieri dell’Arte. È prevista, inoltre, una tournée in America Latina (Cile, Uruguay e Argentina) con debutto a Santiago del Cile nell’ambito del Festival Internazionale del Teatro A Mil.
La rappresentazione si evolve, come un thriller, sino al colpo di scena: la protagonista Tamara/Paloma nel corso della vicenda viene a scoprire agghiaccianti segreti, la sua vera identità e la sua vera storia, in uno scontro finale tra il bene e il male, l’amore e l’odio, l’orrore e la verità, la giustizia e l’impunità.
LO SPETTACOLO E IL PLAN CONDOR
L’opera si basa su fatti storici realmente accaduti sotto le ali del terrore della cosiddetta “Operazione Cóndor”, che hanno coinvolto, tra gli altri, cittadini italo-latinoamericani. Le indagini sono state condotte per circa quindici anni dal Pubblico Ministero italiano, dopo aver ricevuto le denunce dei parenti delle vittime e dei sopravvissuti. Il piano di sterminio conosciuto come Operación Cóndor o Plan Cóndor viene definito quale coordinamento tra i regimi, i corpi militari ed i servizi segreti delle dittature di Argentina, Brasile, Bolivia, Chile, Paraguay, Uruguay e, in forma meno constante, Perù. In realtà si è trattato di un’associazione a delinquere finalizzata alla scomparsa degli oppositori ai regimi, come accertato nella recente sentenza argentina. Il tragico risultato del Plan Cóndor è stato l’assassinio sistematico di circa 50.000 persone, di 30.000 prigionieri desaparecidos e 400.000 detenuti.
Secondo le denunce delle “Madri e delle Nonne di Plaza de Mayo”, molti sarebbero i bambini sottratti a genitori assassinati che si troverebbero in Italia e in altre parti del mondo, sotto falso nome. Come è noto, alcuni di questi fatti sono stati oggetto del processo iniziato in Italia nel 2015 presso la Terza Corte di Assise di Roma, celebrato nell’Aula “bunker” del carcere di Rebibbia. Alla sbarra, militari e civili latino-americani, accusati di omicidio pluriaggravato e sequestro aggravato di cittadini italo-argentini, italo-cileni, italo-uruguaiani, e in minor misura boliviani, peruviani, brasiliani, paraguaiani. Questo è il drammatico contesto che fa da sfondo alla storia raccontata nell’opera teatrale che vuole creare un ponte transoceanico culturale. (aise) 

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