ITALIANS ABROAD. LASCIANDOSI LA DOLCE VITA ALLE SPALLE

ITALIANS ABROAD. LASCIANDOSI LA DOLCE VITA ALLE SPALLE

ROMA\ aise\ - L’11% degli italiani espatriati crede che all’estero non si sentirà mai a casa. È quanto emerge dalla ricerca “Italians Abroad. Lasciandosi la Dolce Vita alle spalle”, realizzata nell’ambito di Expat Insider 2017, indagine annuale ed internazionale sul mondo visto attraverso gli expat di ogni nazionalità.

Secondo il focus dedicato all’emigrazione italiana, i nostri connazionali si dicono generalmente insoddisfatti della vita all'estero, nonostante abbiano gli stipendi alti, precedenti esperienze ed eccellenti capacità linguistiche.
Un numero consistente della popolazione italiana lascia il Paese per un'altra vita all'estero: solo nel 2015 i migranti sono stati più di 100.000, ricorda la ricerca. Molti di questi hanno già avuto un'esperienza all'estero: il 31% ha già vissuto in tre o più Paesi stranieri prima della attuale permanenza, ma ha ancora difficoltà a chiamare “casa” il nuovo Paese; quasi un terzo (il 32%) non riesce a stabilizzarsi a pieno e uno su dieci (l'11%) pensa che non ci riuscirà mai. Il risultato è che solo uno su cinquanta vorrebbe rimanere all'estero per sempre (la media mondiale è del 29%) e meno di un decimo (9%) ha acquisito la cittadinanza del Paese ospitante. Eppure gli italiani non intendono tornare in Italia: solo un quarto dichiara che forse un giorno tornerà.
Quanto all'inserimento linguistico, quasi due quinti degli intervistati, ovvero il 37%, trova che imparare la lingua o, in alcuni casi, le lingue locali del nuovo Paese sia facile ed un altro 38% parla molto bene la seconda lingua. È una fortuna che gli italiani siano così flessibili nell'apprendimento, infatti quasi la metà (49%) crede, ovviamente, che sarebbe difficile vivere in un Paese ospite senza saper parlare la sua madrelingua.
Gli italiani hanno poca difficoltà con le questioni linguistiche anche per la scelta dei Paesi in cui si trasferiscono. La più popolare delle destinazioni tra gli emigranti italiani è infatti la Svizzera, in cui vive un 11%. L'italiano è una delle lingue ufficiali in questo Paese e l'8% lo parla infatti come madrelingua. Gli italiani tendono anche ad aver un buon orecchio per il tedesco, altra lingua minore parlata in Svizzera (il 5% lo parla come prima lingua). Questo sicuramente li aiuta a trasferirsi all'estero, infatti anche la Germania è una delle mete più gettonate (un altro 10% si trova lì).
L'economia italiana continua a preoccupare i suoi abitanti e la corruzione politica è un indice altissimo di scontento: ciò spiega perché quasi due quinti degli intervistati (37%) ha visto la situazione politica di un altro Paese come potenziale vantaggio per trasferirsi e solo due terzi (66%) vede in Italia il mercato economico e lavorativo futuro nello stesso modo. Gli italiani mantengono questa visione ottimistica anche dopo che si sono trasferiti, al punto che sette su dieci classificano come positivo lo stato economico del Paese che li ha accolti.
Quasi tre quarti degli intervistati sostengono di guadagnare di più all’estero con lo stesso lavoro che facevano in Italia. Sono soddisfatti per la loro situazione finanziaria, con oltre sette su dieci (il 71%) che valutano questo aspetto favorevolmente. Gli emigrati italiani sono di solito anche ben istruiti: quasi la metà (49%) ha conseguito una laurea specialistica e un altro 10% ha anche un dottorato.
Nonostante la soddisfazione legata al salario, più o meno la metà degli italiani “abroad” non è contenta del costo della vita all'estero: solo tre su dieci dicono di aver messo in conto questa prospettiva svantaggiosa prima di muoversi all’estero.
Il 43% degli italiani all'estero è single, nonostante la fama e il consequenziale cliché di essere un popolo romantico e passionale. Sei su dieci (il 63%) non hanno figli, stima paragonata alla media mondiale di circa la metà (51%).
Meno di un quinto degli italiani intervistati ha una relazione con un partner italiano e più della metà (57%) dichiara di aver conosciuto l'altro fuori dal Paese natale. Forse l'idea di una relazione internazionale può sembrare ideale, ma l'amore transculturale ha un prezzo: più di un quinto (21%) non abita nello stesso Paese del proprio partner e questo porta al fatto che solo uno su dieci sia soddisfatto della propria relazione a distanza e che invece un buon 13% sia scontento della vita all'estero in generale.
Il problema “relazioni” è però più ampio. Nonostante le loro abilità linguistiche, gli italiani hanno una gran difficoltà a costruire relazioni amicali durature. Oltre un terzo (34%) lotta per fare nuove amicizie e un altro 51% si trova in difficoltà a coltivare relazioni con i residenti. Di conseguenza il 46% descrive il proprio cerchio sociale fatto solo di altri espatriati e più della metà (il 51%) è convinto che la ragione stia nelle differenze culturali. Al punto che uno degli intervistati in Svizzera ha dichiarato: “Non abbiamo proprio una chance per integrarci”. (r.m.\aise) 

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