MADRID\ aise\ - "Macchiaioli. Realismo impressionista in Italia": la mostra è arrivata a Madrid, dopo la prima tappa parigina, inaugurata alla Fondazione MAPFRE il 12 settembre scorso.

La mostra, che resterà aperta nella nuova sede fino al 5 gennaio 2014, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione MAPFRE e il Museo dell'Orangérie - d'Orsay di Parigi, dove la rassegna si è di recente conclusa con grande successo.

In mostra ci sono circa 70 dipinti di alcune delle collezioni italiane pubbliche e private più prestigiose. Tra i prestatori: la Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, la Galleria d'Arte Moderna di Milano, la Fondazione Musei Civici di Venezia e la Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca'Pesaro, il museo municipale di Giovanni Fattori a Livorno e l'Istituto Matteucci di Viareggio.

Nonostante l'importanza e l'influenza che il gruppo ebbe sulla pittura spagnola della fine del diciannovesimo secolo, si tratta della prima mostra allestita in Spagna sui Macchiaioli.

Nati come movimento a Firenze intorno al 1855, i Macchiaioli danno nuovo slancio alla pittura italiana rompendo con il neoclassicismo e il romanticismo allora dominanti, rinnovando la cultura pittorica nazionale e di fatto proponendosi come iniziatori della moderna pittura italiana.

Nei loro dipinti, piccoli nelle dimensioni ma grandiosi nella concezione, i Macchiaioli crearono una visione autentica ed innovativa del paesaggio toscano dai forti contrasti di luci ed ombre realizzati grazie alla giustapposizione di blocchi di colore.

Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati, Giovanni Boldini e Odoardo Borrani: sono alcuni dei protagonisti principali del movimento, tutti raccolti attorno al patrono e critico Diego Martelli.

I Macchiaioli hanno scritto una pagina importante nella storia della pittura moderna europea ed hanno aperto la strada alle innovazioni dell'Impressionismo.

In questa mostra, i Macchiaioli vengono riproposti sotto un'aggiornata luce critica, frutto dei recenti studi di cui sono stati oggetto, basati sui documenti emersi e sul recupero, dopo le prime grandi mostre internazionali, di opere capitali.

Tra le presenze più eclatanti a Madrid le tele di Signorini Santa Maria dei Bardi a Firenze e La luna di miele, rese note in occasione delle esposizioni organizzate a Firenze, rispettivamente nella Sala delle Reali Poste degli Uffizi (1991) e nella Sala Bianca di Palazzo Pitti (1997). In mostra anche pietre miliari quali La Passeggiata al muro torto di Antonio Puccinelli, Il Ritratto di Mary Donegani di Boldini, Le monachine di Cabianca e Le Bambine che fanno le signore di Lega.

Sei le sezioni in cui si articola la mostra.

Il Caffè Michelangiolo

A metà del diciannovesimo secolo, Firenze divenne un centro culturale molto vivo: dal 1852, il Caffè Michelangiolo fu trasformato in un luogo di incontro per gli artisti fiorentini, e non solo. Situato vicino a Piazza del Duomo, è qui che i Macchiaioli si riunivano di frequente per discutere di arte e politica: si ribellavano contro lo stile accademico della pittura in nome di un'arte vera, senza artifici, che coglievano nei paesaggi più semplici, in scene di campagna o in ritratti della borghesia.

La conquista della pittura all'aria aperta

La natura, considerate come realtà senza altri significati se non quelli legati alla sua essenza, interconnessa con i temi della bellezza della luce e dei colori, della verità e della varietà degli elementi, ha portato con sé i temi delle stagioni, dei sentimenti e dello scorrere del tempo. La rivoluzione dei Macchiaioli sta propiro nella proposta di una pittura da realizzarsi negli spazi aperti, caratteristica che diventerà fondante per questo gruppo di artisti e amici. I Macchiaioli arrivavano ad identificarsi con i paesaggi toscani, immersi nella luce del sole, con giochi di luce ed ombre realizzati con macchie di colori contrastanti, con grande precisione nel dettaglio all'interno di essi e creati attraverso scene successive, nello stile dei grandi maestri del Quattrocento. Per la prima volta, i paesaggi di Vincenzo Cabianca, Giovanni Fattori, Odoardo Borrani e Giuseppe Abbatti, a La Spezia, Livorno o Castiglioncello, cercavano di esprimere il sentimento di un luogo particolare, in una stagione precisa, in un dato momento.

La Macchia

Le figure rappresentate dai Macchiaioli non sono quasi mai alte più di 15 centimetri, dimensione ritenuta ideale e realistica in una scena osservata ad una certa distanza: distanza in cui le parti della scena stessa sono percepite come massa piuttosto che come dettaglio. Un metodo che permise al gruppo di proporre la realtà come una giustapposizione di macchie di colori in netto contrasto tra loro. In questo modo, hanno stabilito una sintesi rigorosa e geometrica delle forme. Questo uso delle macchie valse al gruppo l'appellativo dispregiativo di Macchiaioli, termine che Signorini adotterà per il gruppo nel 1862, stabilendo così un chiaro parallelismo con il termine Impressionismo, adottato da Monet e dai suoi amici. Come gli Impressionisti, i Macchiaioli avevano questo gusto profondo per la sperimentazione verso nuovi approcci al colore e alle visioni. Attraverso l'uso della luce e del colore, gli Impressionisti hanno costruito una modalità nuova di guardare al reale: tuttavia i Macchiaioli, 'semplificarono' l'approccio tradizionale, usando questi medesimi principi per eliminare le usuali prospettive scenografiche e rivisitando così il pensiero del quindicesimo secolo.

L'Unificazione d'Italia

Con le loro opere, i Macchiaioli divennero cronisti eccezionali della situazione politica che stavano vivendo. I Macchiaioli portarono avanti una visione disincantata e coraggiosa delle proprie esperienze e costruirono una nuova immagine del Risorgimento italiano, basato puramente su valori artistici.

I ritratti

Dopo la fase sperimentale della Macchia, questo gruppo di artisti cominciò ad amare il genere del ritratto: l'idea fondamentale era quella di superare le convenzioni della posa e dell'impostazione del periodo a favore di un modello dall'aspetto naturale e quotidiano. A Piagentina, gli artisti lavorarono a ritratti personali dei ceti medi intellettuali tranquilli ed eleganti, che, per i Macchiaioli, sarebbe divenuta la classe dominante della nuova ed unita nazione Italia.

Mariano Fortuny

La rassegna ospita anche alcune opere di Mariano Fortuny che nel corso del tempo assunse caratteristiche pittoriche similari a quelle dei Macchiaioli. La piccola collezione presente in mostra su questo artista testimonia la prossimità tra le due proposte artistiche. (aise)

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