"I DANNATI. REPORTAGE DAL CARCERE VENEZUELANO PIÙ PERICOLOSO DEL MONDO": CHRISTIANA RUGGERI PRESENTA IL SUO LIBRO AL FESTIVAL DELL’ERRANZA

"I DANNATI. REPORTAGE DAL CARCERE VENEZUELANO PIÙ PERICOLOSO DEL MONDO": CHRISTIANA RUGGERI PRESENTA IL SUO LIBRO AL FESTIVAL DELL’ERRANZA

ROMA\ aise\ - Il Venezuela, dove la percentuale di bambini malnutriti è aumentata in maniera esponenziale in pochi mesi, è al centro di una crisi economica, sociale e politica pesantissima. Un altro aspetto critico del Paese sudamericano è la situazione carceraria, che vede gli ultimi diventare invisibili. In questo quadro a tinte fosche si inserisce la figura di Rico, uno dei tanti piccoli spacciatori dimenticati dentro al PGV (Penitenciaría General de Venezuela), il carcere di San Juan de Los Morros gestito dai narcotrafficanti. Oltre le sbarre, le guardie bolivariane non entrano. E accade di tutto. Poveri diavoli e assassini sanguinari convivono: i primi subiscono e scompaiono, i secondi spadroneggiano. Rico raccoglie di nascosto le loro storie, per dare un senso ai suoi giorni. Malato e stanco, prima di morire affida il suo reportage dalla fine del mondo, alla goccia bianca, la suora-maestra del PGV.
La giornalista Christiana Ruggeri nel romanzo-denuncia "I dannati. Reportage dal carcere venezuelano più pericoloso del mondo" (Infinito edizioni, pp.168, euro 14) lancia, attraverso il protagonista, un grido d’aiuto per i suoi compagni di prigionia ma anche una ricerca disperata di assoluzione e di giustizia.
"La situazione all’interno degli istituti di pena (e anche nei centri di detenzione pre-processuale) in Venezuela è tragica", scrive Riccardo Noury nella prefazione al volume. "Il racconto di Riccardo, riportato in questo libro, lascia senza fiato. E Christiana Ruggeri è straordinariamente brava nel renderlo testimonianza drammatica, incalzante, nello scriverne come se avesse visto coi suoi occhi".
"La Penitenciaría non è uno strumento di contrasto alla criminalità, ne è semmai la roccaforte", allerta Alessio Scandurra, che invece firma l’introduzione al libro di Ruggeri. "L’inferno di violenza e di ferocia che il libro descrive non è costruito per ridurre il crimine o i reati, ma per comprimerli in uno spazio circoscritto in cui gestirli, monitorarli e, quando è possibile, valorizzarli, ovvero estrarne valore economico attraverso una gestione corrotta del carcere. In questo modo non si contrasta né si riduce la criminalità, ma si prova a relegarla in uno spazio, materiale e simbolico, diverso dal nostro. E questo, che piaccia o meno, accade in ogni Paese al mondo".
L’autrice parteciperà alla V edizione del Festival dell’Erranza presentando il libro domani, sabato 30 settembre, a Piedimonte Matese (CE), alle ore 18.15, con il patrocinio di Antigone onlus.
Giornalista in forza agli Esteri del Tg2, Christiana Ruggeri gira il mondo per raccontarlo. Da sempre attenta ai diritti umani, si interessa della situazione delle donne e dei bambini, soprattutto in Africa e nell’America Centrale e Latina, dove ha partecipato a diverse missioni umanitarie. Con Giunti ha pubblicato con successo "Dall’Inferno si ritorna" (2015) e, per gli ottant’anni del campo di Sachsenhausen, la nuova versione de "La lista di Carbone" (2016), già finalista al Premio Bancarella. (aise)