BOSNIA ERZEGOVINA: COMMEMORATI I CADUTI DEL “LYRA 34”

BOSNIA ERZEGOVINA: COMMEMORATI I CADUTI DEL “LYRA 34”

PISA\ aise\ - Una delegazione della 46^ Brigata Aerea di Pisa, guidata dal Comandante, Generale di Brigata Aerea Girolamo Iadicicco, si è recata martedì scorso sul Monte Zec, nei pressi di Sarajevo, per rendere omaggio ai Caduti del G222 “Lyra 34” dell’Aeronautica Militare, a 25 anni dall’abbattimento avvenuto in quei luoghi, il 3 settembre 1992, mentre era impegnato in una missione umanitaria. Assieme al personale della 46^ Brigata Aerea, si sono recati sul luogo i familiari dei caduti.
L’alzabandiera, con l’inno nazionale italiano eseguito dalla fanfara delle Forze Armate bosniache, seguito dal Silenzio, ha sugellato la cerimonia, alla quale ha partecipato l’Ambasciatore d’Italia a Sarajevo, Nicola Minasi, oltre al Nunzio Apostolico di Sarajevo, Monsignor Luigi Pezzuto.
La cerimonia – riporta l’Aeronautica – è avvenuta davanti al Monumento in ricordo dei quattro aviatori caduti, che riporta la seguente iscrizione: “In memoria di Marco Betti, Marco Rigliaco, Giuseppe Buttaglieri e Giuliano Velardi, Medaglie d’Oro al Valor Militare, Caduti perché vivano gli altri – Cieli BiH, 3 settembre 1992” e continuando, trascritto anche in lingua bosniaca-croata e serba: “ … La 46 ma Brigata Aerea, nel solco di un’eroica tradizione di guerra e pace, consacrata dal sacrificio degli equipaggi caduti nell’adempimento del dovere, ha scritto pagine di storie che costituiscono glorioso patrimonio di virtù militari che hanno dato lustro e prestigio all’Aeronautica Militare e all’Italia”.
Durante la cerimonia, il Generale Iadicicco ha dato lettura del messaggio del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, la quale, nel ricordare i nomi dei quattro aviatori scomparsi in servizio, ha sottolineato come “a distanza di 25 anni il ricordo dei nostri caduti sia più vivo che mai nei nostri cuori e nella nostra memoria, incancellabile esempio di quella nobile tradizione di pace e solidarietà che anima da sempre i nostri militari, anche in teatri ostili e lontani”. (aise) 

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