“QUANDO GLI ARTISTI USCIRONO DALL’ATELIER PER DIPINGERE NELLA NATURA”: ALL’IIC DI AMBURGO LA CONFERENZA DI OTTANI CAVINA

“QUANDO GLI ARTISTI USCIRONO DALL’ATELIER PER DIPINGERE NELLA NATURA”: ALL’IIC DI AMBURGO LA CONFERENZA DI OTTANI CAVINA

AMBURGO\ aise\ - Domani sera, martedì 12 giugno, alle ore 19.00, l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ospiterà la conferenza “Quando gli artisti uscirono dall’atelier per dipingere nella natura” di Anna Ottani Cavina.
L’incontro, che si terrà in italiano con traduzione simultanea in tedesco, è organizzato dall’Istituto stesso nell’ambito della rassegna “Opere che raccontano città”.
Prendendo spunto dall’esposizione da lei curata per il Grand Palais di Parigi (Paysages d’Italie) e da un suo recente volume (Terre senz’ombra, Adelphi 2015), Anna Ottani Cavina racconta le origini della pittura en plein air quando, alla fine del Settecento, gli artisti abbandonarono gli atelier per dipingere nella natura.
Questo accadde essenzialmente in Italia, nell’incontro con la luce e le geometrie del nostro paesaggio, che gli artisti (inglesi, francesi, tedeschi, scandinavi) interpretarono e ricrearono.
I paesaggi dipinti, infatti, hanno stralciato dalla realtà immagini a tal punto memorabili da plasmare l’idea del paesaggio italiano. Perché il paesaggio dipinto non è lo specchio della realtà. È sempre un paesaggio di idee, filtrato dalla soggettività degli artisti. Paradossalmente si potrebbe dire che Poussin, Thomas Jones e Corot abbiano contribuito a costruire quel luogo dell’immaginazione e della memoria che da allora tutti noi, credendo di conoscerlo da sempre, chiamiamo Italia.
Anna Ottani Cavina, professoressa emerita di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Bologna e visiting professor a Yale, Brown e Columbia University, ha condotto lunghi periodi di ricerca presso il Getty Museum di Los Angeles, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington. Ha fondato e diretto la Fondazione Federico Zeri. Insegna alla Johns Hopkins University SAIS Europe. È socia effettiva dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti.
Fra i suoi libri e cataloghi di mostre si citano: Carlo Saraceni (1968), Il Settecento e l’antico (1982), I paesaggi della ragione (Einaudi, 1994), Felice Giani (1999), Paysages d’Italie (2001), Montagna, arte e scienza (2003), Geometries of Silence (Columbia University Press 2004), Granet, Roma e Parigi (Académie de France 2009), Federico Zeri, dietro l’immagine (2009), Terre senz’ombra. L’Italia dipinta (Adelphi 2015).
Nel 2018, per il Palazzo Ducale di Venezia, ha progettato la mostra e curato il catalogo John Ruskin, Le Pietre di Venezia (Marsilio 2018). Dal 1988 collabora alle pagine culturali del quotidiano “la Repubblica”.
Dal governo francese è stata insignita del titolo della Légion d’honneur (2001) e di Officier des Art et des Lettres (2011). (aise)

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