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PESCARA\ aise\ - In un clima di grande solennità e di grande festa, il 22 gennaio il Comune di Cepagatti ha conferito la cittadinanza onoraria a Franco Santellocco, Presidente del Comitato Inter-Paese Maghreb-Italia e della Commissione Formazione, Impresa, Lavoro e Cooperazione del CGIE.

 

Il riconoscimento, ha spiegato il sindaco Francesco Cola, è dovuto "alla grande intuizione che ha consentito, grazie al “Progetto Mediterraneo”, di gettare un ponte tra le culture che attraversano e animano un Mare Nostrum che troppo spesso, invece, pare dividere. Tanto più significativo in un tempo confuso nel quale le differenze e l'appartenenza ad un 'altro' sembrano essere fonte sterile unicamente di esacerbazioni, pregiudizio e ostilità".

Motivazioni condivise sia dai componenti il Consiglio Comunale sia dal Presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, anche studenti maghrebini, una nutrita rappresentanza del Rotary Club di Avezzano guidata dal Presidente Amedeo Figlilini, il Sindaco di Luco, Camillo Cheribuni. Santellocco, nel suo intervento, ha ringraziato le Istituzioni presenti, ma anche l’Ambasciata di Algeri e il Consolato di Casablanca per la "grande e indispensabile collaborazione".

"Il Progetto Mediterraneo, oggetto tra l'altro di ampia ricerca della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi de L’Aquila, - ricorda Santellocco – nasce da un evento quasi casuale: una chiamata, nella primavera del 2000, che la segretaria dell'Istituto di Cepagatti fece ad Algeri dopo due anni di tentativi andati a vuoto volti ad offrire una borsa di studio nel settore agro-alimentare a giovani di origine abruzzese nel mondo".

L’intuizione di Santellocco fu dunque che "poco a poco, in assenza di altre candidature di discendenti abruzzesi in Algeria o nel resto del mondo, feci accogliere, nella sua accezione più ampia del termine, qualche giovani maghrebino scelto tra le fasce deboli. Nel settembre del 2001 arrivò a Roma il primo gruppo di algerini. Il terrore di quell’undici settembre era ancora vivo, non è difficile immaginare l'atmosfera e le incertezze che caratterizzarono il viaggio", ricorda Santellocco che li accolse all’aeroporto con il Preside Tricca e l’Ambasciatore dell’Algeria a Roma Reguieg.

"La storia del progetto Mediterraneo, che è percorsa dall'impegno di uomini e donne di buona volontà spesso con spirito di abnegazione, - prosegue il consigliere Cgie – racconta di giovani che sono tornati ai loro Paesi d'origine con delle competenze e professionalità tali da consentire loro d'avviare attività in settori vitali nel tessuto del loro Paese, oltre che di apportare l'esperienza di uno scambio armonico ottenuto attraverso un fattivo e positivo confronto. Allo stesso tempo, di una ulteriore rivitalizzazione di strutture ed ambiti, come è accaduto per l'Istituto Agrario di Cepagatti, e come accadrà ora con l'inclusione dell'Istituto alberghiero di Roccaraso nel progetto, a significare che, nel confronto positivo e nell'incontro con l'altro, lo scambio è ricchezza per ognuna delle parti".

Insomma, "da quell'inizio, molto è cambiato: la dedizione e lo sforzo di quanti hanno lavorato alla costruzione ed al consolidamento del Progetto Mediterraneo ha dato splendidi frutti e ha gettato nuovi semi, poiché, piuttosto che concludersi, arrivata a scadenza temporale, l'iniziativa viene rilanciata e arricchita, con il varo del "Progetto Mediterraneo 2". (aise)

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