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ROMA\ aise\ - Alla luce della recente sentenza dell’Aja, il Governo italiano dovrebbe avviare quanto prima il negoziato con la Germania per il riconoscimento dei risarcimenti ai familiari delle vittime dei crimini nazisti. È quanto richiede il senatore Giuliano Barbolini (Pd) che ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio Monti e al Ministro degli esteri Terzi.

 

"Il 3 febbraio 2012 – ricorda il senatore nella premessa – la Corte internazionale di giustizia de L'Aja ha emesso la sentenza di accoglimento del ricorso presentato dalla Germania contro l'Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. Secondo la sentenza l'Italia "ha mancato di riconoscere l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale" a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich. Nella sentenza la Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania in cui si sosteneva, con riferimento all'Italia e al suo sistema giudiziario, di "venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell'immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale". Il contenzioso tra Italia e Germania presso la Corte de L'Aja, il più alto organo giudiziario dell'Onu, è cominciato il 23 dicembre 2008, quando Berlino ha deciso di ricorrere contro la sentenza della Cassazione del 21 ottobre 2008 che ha riconosciuto la Germania responsabile per essere stata la mandante dei militari nazisti nelle stragi, tra le altre, di Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero, che hanno contato centinaia di vittime".

"I tribunali italiani – rileva Barbolini – hanno opportunamente sancito con le loro sentenze inequivocabili la colpevolezza degli autori e le responsabilità delle stragi compiute dal regime nazista. La sentenza, che è complessa e andrà studiata a fondo, non influisce però sulle decisioni già prese in sede penale: le condanne già inflitte, come i tre ergastoli per la strage di Monchio, restano quindi inalterate; ribadito che il risarcimento ai familiari delle vittime non sarà mai sufficiente a riempire il vuoto causato dalla perdita dei loro cari ma può rappresentare, in termini di principio non solo simbolico, ma sostanziale, l'assunzione da parte dello Stato tedesco della responsabilità delle tragedie causate dal nazismo, come nel caso delle 140 vittime della strage di Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero".

"La Corte de L'Aja – annota il senatore – ha invitato i due Governi a trovare un accordo in merito attraverso un negoziato ad hoc, aprendo una possibilità e indicando agli Stati il percorso da seguire: un'intesa fra Governi sui legittimi risarcimenti alle vittime, un'intesa che sarebbe anche il modo per riconoscere una volta di più quali siano stati i responsabili e quali le parti offese e che sarebbe anche il modo, per Italia e Germania, di fare memoria condivisa, di ribadire una verità comune su accadimenti tanto tragici e che mai vanno dimenticati; apprezzato che il Ministro degli affari esteri Giulio Terzi di Sant'Agata, nel commentare i contenuti della sentenza de L'Aja, ha dichiarato che essi "non coincidono con le posizioni sostenute dall'Italia", ed ha teso a valorizzare il fatto che la sentenza fa riferimento all'importanza dei negoziati tra le due parti per individuare soluzioni. "In questo senso - ha precisato Terzi - l'Italia intende proseguire, come fatto sinora, ad affrontare insieme alla Germania tutti gli aspetti che derivano dalle dolorose vicende della Seconda Guerra Mondiale, in una prospettiva di dialogo e di tutela delle istanze di giustizia delle vittime e dei loro familiari"".

Barbolini chiede quindi di sapere "quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per avviare, al più presto, il negoziato tra il nostro Paese e la Germania, così come richiesto dalla Corte di giustizia internazionale de L'Aja, nella consapevolezza che la ricerca della verità e della giustizia non può prescriversi e il riconoscimento dei risarcimenti ai familiari delle vittime innocenti, che meritano di ricevere una giustizia completa e assoluta, è alla base della costruzione di un'Europa di pace e di democrazia, perché quelle terribili tragedie non si ripetano mai più". (aise)

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