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ROMA\ aise\ - "Le comunità italiane all’estero, in particolare quelle più anziane, vedono presenti al loro interno ampie aree di fragilità e disagio sociale. Problemi troppo a lungo rimandati o male affrontati, hanno fin qui impedito di dare risposte e soluzioni che sono ampiamente alla portata del nostro Paese".

Inizia così la lettera che i Segretari generali di Spi-Cgil Carla Cantone, Fnp-Cisl Ermenegildo Bonfanti e Uilp-Uil Romano Bellissima, hanno inviato al Ministro degli Esteri Giulio Terzi, chiedendo un incontro per affrontare i problemi urgenti della nostra emigrazione più anziana.

È quanto si apprende da "SpInternazionale", bollettino del sindacato Cgil, che spiega: "le cinque richieste che la lettera introduce non sono nuove, ma ampiamente conosciute da tutta la nostra diplomazia estera, in quanto più volte presentate al Ministero degli esteri, a Ambasciatori e Consoli nelle giornate di iniziativa internazionale che i sindacati dei pensionati italiani organizzano da quattro anni a questa parte il 10 dicembre. Si tratta sempre di un Assegno di Solidarietà per gli anziani nati in Italia e residenti all’estero in condizioni di povertà, del ripristino al diritto all’Assegno Sociale per gli anziani che rientrano in Italia, senza l’obbligo dei dieci anni di residenza continuativa, della rimozione dei problemi ancora presenti nel pagamento delle pensioni all’estero, della soluzione del problema degli indebiti pensionistici maturati senza dolo e di aggiornare le  Convenzioni Internazionali obsolete".

"Tutti problemi, - si legge ancora nell’articolo – come ampiamente documentato, risolvibili senza particolari aggravi di spesa, sia perché l’area degli anziani in povertà, nati in Italia e residenti all’estero, va sempre più assottigliandosi dopo anni di totale dimenticanza, sia perché le cifre richieste per un Assegno di Solidarietà sono davvero minime (circa 150 euro al mese), mentre nel caso degli indebiti si tratta di somme maturate a fronte dei ritardi dell’Inps nell’accertamento dei redditi e spesso inesigibili. Gli altri sono problemi più che altro di natura politica, come l’innalzamento a 10 anni di residenza in Italia per maturare il diritto all’Assegno Sociale che, voluto dalla Lega Nord contro gli immigrati, ha poi finito per colpire i nostri emigrati più anziani che rientrano in Italia".

"Problemi risolvibili e, dopo il grande gelo fatto di tagli alle risorse e indifferenza verso la nostra emigrazione del Governo Berlusconi, - concludono dal sindacato – contiamo possano trovare nuovi interlocutori di Governo più attenti e disponibili. I prossimi giorni ce lo diranno". (aise)

 

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