A MILANO LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME DI CARLO INVERNIZZI “LUCENTIZIE. L’ENIGMA DEL TEMPO”

A MILANO LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME DI CARLO INVERNIZZI “LUCENTIZIE. L’ENIGMA DEL TEMPO”

MILANO\ aise\ - Nel pomeriggio di oggi, martedì 3 ottobre, presso la Biblioteca Sormani - Sala del Grechetto a Milano si presenta “Lucentizie. L’enigma del tempo”, ultimo libro del poeta Carlo Invernizzi

L’occasione è un ulteriore ritorno del poeta, dopo la mostra “Carlo Invernizzi. Secretizie” del 2012, nel luogo della sua prima esperienza poetica pubblica. Proprio in questa sede egli prese parte alle attività del Centro di attività e documentazione di poesia contemporanea “Poiesis” fondato nel 1961 da Maria Vailati. Durante quel periodo vide la luce la sua prima raccolta, Nell’esistere del magma (Edizioni Poiesis, Milano 1970).
Il libro, accompagnato dai saggi di Vincenzo Vitiello e Massimo Donà, è articolato in tre sezioni che non seguono né una scansione meramente cronologica, né una scansione astrattamente tematica: esse corrispondono allo sviluppo interno del pensare e del poetare di Invernizzi. In ognuna delle tre sezioni sono presenti poesie che coprono diversi periodi della sua produzione, fra cui alcune liriche fino ad ora inedite. La prima sezione include le opere in cui trova riscontro la visione germinale che pervade l’intero percorso, la seconda si concentra sul mondo di Morterone, luogo di radici e soglia delle visioni del poeta; infine, “nella terza parte del presente volume, Carlo Invernizzi ci fa toccare con mano il nocciolo più squisitamente metafisico della sua poesia” (Donà).
Il disegno poetico-filosofico che ne emerge, il cui reperimento concreto è lasciato alla lettura, è indagato in particolare dalla postfazione di Massimo Donà, filosofo, musicista jazz e Professore ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ritornano ad ogni svolta, in questa come nella produzione precedente, gli elementi che costituiscono la visione poetico-filosofica della Natura Naturans che Carlo Invernizzi ha prima intuito, poi elaborato, a stretto contatto con alcuni dei più rilevanti artisti italiani della seconda metà del ‘900. Con alcuni di questi egli ha realizzato delle opere-libro composte da poesie manoscritte ed interventi artistici su carta. La Natura Naturans è quel tutt’uno di fantasia-pensiero e cosa «di cui l'uomo è coscienza intrinseca, non componente estraneo che vuole dominarla e deturparla» (Invernizzi). Questa concezione è riflessa dalla poesia in cui il “pensiero-immagine-parola” rimanda al “tutto-niente” delle cose, rispetto alle quali esso non vuole, né può, essere altro. Il saggio introduttivo di Vincenzo Vitiello, filosofo e Professore di Teologia politica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intitolato Lo sguardo, la voce, appunta l’attenzione proprio sul realismo assoluto della parola-cosa che questo poeta, come pochi altri, sa esperire, inventare nel senso etimologico del verbo: “Egli “trova” la cosa, ogni volta che la parola gli si dà” (Vitiello). Da questa esperienza emerge l’enigma del tempo con cui qui ci si confronta: esso non è altro che l’enigma della cosa che, in quanto tale, è un imprendibile “infondo senza fondo” (Invernizzi). Questo enigma, cantato dalla poesia e chiarificato, non “risolto”, dai due saggi, è ciò che determina il rovello conoscitivo all’origine del modo di abitare il mondo di chi “sa di entropia”, come è proprio “dell’uomo Natura Naturans che, dopo milioni di anni di biologiche trasformazioni evolutive, è pervenuto conoscitivamente alla consapevolezza di essere, tra il nascere e il morire, intrinseco concreto momento del divenire dell’universo spazio tempo tutto niente senza fine” (Invernizzi).
Carlo Invernizzi (1932) vive e lavora a Milano e Morterone. L’esperienza poetica di Carlo Invernizzi è imprescindibile dal legame con la natura e con il luogo di radici che ne ispira le immagini, Morterone. Interessato all’espressività poetica e alle problematiche teoriche delle arti figurative, il poeta è in contatto con i maggiori esponenti internazionali dell’arte visiva dell’ultimo cinquantennio. Dal 1986 promuove l’attività dell’Associazione Culturale Amici di Morterone con l’intento di fare concretamente rivivere sulle proprie radici Morterone, abbellendone il territorio con opere d’arte per renderlo, nel rispetto della sua incontaminatezza, all’insegna delle visioni scientifico-filosofiche della poetica della Natura Naturans, un autentico segnale poetico. Nel 1988 presenta il libro di poesie Carlo Invernizzi. Di là dal muro, edizioni Ripostes, alla Sala del Grechetto di Palazzo Sormani a Milano, e nello stesso anno presenta il libro edito da Vanni Scheiwiller Natura Naturans. 7 poesie di Carlo Invernizzi, 6 litografie e un disegno a colori di Dadamaino presso la Biblioteca Civica di Lecco. Nel 1996 firma a Morterone il Manifesto Tromboloide e disquarciata. Natura Naturans con i pittori Gianni Asdrubali, Bruno Querci e Nelio Sonego e nel 1997 partecipa con sue poesie all’omonima mostra presso il Centro Espositivo della Rocca Paolina di Perugia, la Galleria Nothburga di Innsbruck e il Museo Rabalderhaus di Schwaz. Nel 1999 partecipa al convegno Corpo e Natura: Trame del pensiero presso il Teatro della Società di Lecco e alla mostra Tromboloide e disquarciata. Natura Naturans presso i Musei Civici di Villa Manzoni a Lecco. Nel 2002 gli viene conferita la Croce di Cavaliere di Prima Classe dell’Ordine al Merito della Repubblica d’Austria e la Città di Melzo gli dedica, nel cinquecentesco Palazzo Trivulzio, una mostra che documenta il suo mondo poetico anche in relazione alle opere dei più significativi protagonisti dell’arte visiva contemporanea italiana e internazionale pure con l’interpretazione in propri scritti dei loro mondi creativi tra cui quelli di Rodolfo Aricò, Gianni Asdrubali, Alan Charlton, Carlo Ciussi, Pietro Gentili, Mario Nigro, Pino Pinelli, Bruno Querci, Nelio Sonego, Günter Umberg e Rudi Wach. Nel 2009 è invitato dal filosofo Massimo Donà al Festival della Filosofia di Cervia con Marcello Gambos per una performance poetico-musicale intitolata Il tempo della poesia con la partecipazione del filosofo Vincenzo Vitiello e del Massimo Donà Quartet. Nello stesso anno partecipa al Premio Nazionale di Poesia “Lorenzo Montano” con l’opera Secretizie risultando finalista e nel 2010, dopo 25 anni, con la mostra Arte, Natura, Poesia. Interventi a Morterone prende concretezza la visione poetica degli anni Ottanta con l’installazione all’aperto sul territorio morteronese di opere di artisti partecipi dell’iniziativa. Nel 2011 partecipa alla mostra Germineluce con Bruno Querci presso il Palazzo Municipale di Morterone esponendo poesie e libri con lui creati. (aise) 

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