CINEMA ITALIANO ALL’IIC DI TOKYO

CINEMA ITALIANO ALL’IIC DI TOKYO

TOKYO\ aise\ - Prende avvio il 18 luglio a Tokyo nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura un ciclo di proiezioni di alcuni recenti film italiani, la maggior parte dei quali usciti nelle sale negli anni 2016/2017.
Le pellicole, che saranno proiettate in versione originale con sottotitoli in inglese, saranno presentate da Daniela De Palma, Lettrice del Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, che introdurrà trama e significato del film, sottolineandone alcuni aspetti. Le proiezioni avranno luogo in Sala Puccini con inizio alle ore 18.00.
Si comincia il 18 luglio con "L’amatore" (2017), film documentario di Maria Mauti sulla vita di Piero Portaluppi (1888-1967), architetto e urbanista che fu uno degli autori che modellarono l’immagine moderna di Milano. Realizzato in collaborazione con Cineteca italiana, il documentario fa uso di una serie più di cento bobine inedite girate dallo stesso Portaluppi con intento diaristico, dando l’opportunità di vedere sotto una luce intimista squarci di vita di colui che le girò. Sfondo delle vicende, l’Italia del ventennio fascista, periodo in cui la sua fama arrivò all’apice, e le opere dell’architetto che lo resero celebre.
Il 25 settembre si riprenderà, dopo la pausa estiva, con "L’uomo che non cambiò la storia" (2016) di Enrico Caria. È il 1938, anno della prima visita in Italia del Führer. Immagini di repertorio dell’Istituto Luce, raffigurazioni e narrazioni fuori campo si alternano per dare vita a questo film documentario che vede come protagonista Ranuccio Bianchi Biandinelli, famoso professore di archeologia a cui viene affidato il compito di far da cicerone a due illustri personaggi per i musei e le rovine romane: Mussolini e Hitler. Biandinelli, antifascista non dichiarato, è diviso tra i suoi ideali e la concreta possibilità di vedere rovinata la sua vita a seguito delle conseguenze che certe scelte potrebbero portargli, se decidesse di fermare i “mostri” di fronte a sé.
Il 16 ottobre è in programma "Noi eravamo" (2017) Leonardo Tiberi. "Una guerra combattuta a migliaia di chilometri da casa nostra… perché mi sento italiano", recita Yari Gugliucci nel ruolo chiave di Fiorello La Guardia, personaggio realmente esistito e che fu sindaco di New York. Film documentario in cui si intrecciano immagini di repertorio dell’Istituto Luce, ricostruzione storica e televisiva sulla Grande Guerra del 1918. Protagonisti i volontari italoamericani, persone che non vivono più o non hanno mai vissuto in Italia, ma il cui legame con le loro radici ha portato a schierarsi sul campo per combattere per un paese che sentono parte della loro identità.
"La bella gente" (2009) di Ivano de Matteo sarà presentato il 30 ottobre. Alfredo e Susanna, una coppia di cinquantenni, entrambi acculturati e di larghe vedute, trascorrono i loro fine settimana nella villa di campagna fuori Roma. Susanna, psicologa specializzata in casi di maltrattamento ed abusi femminili, passando in macchina assiste al pestaggio di una giovane prostituta ucraina da parte del suo protettore. Spinta dalle buone intenzioni, cerca di coinvolgere il marito nel rapimento della ragazza per poterla salvare dalla miseria di quella vita. Lo scontro con la realtà nell’attuare tali intenzioni filtra il buonismo in cui vivono portando i coniugi a confrontarsi con chi li circonda e loro stessi, finendo per scoprire aspetti che questi rappresentanti della bella gente non pensavano di possedere.
Il 14 novembre tocca a "Gente di Roma" (2003) di Ettore Scola. Commedia ad episodi che racconta in maniera frammentata la città di Roma e chi la vive. Le vicende presentate narrano in maniera umoristica (quasi grottesca) situazioni che sono spunti di riflessione della realtà in cui i romani, anche acquisiti, sono protagonisti. Persone che convivono insieme come tasselli incastrati di un mosaico, fornendo una raffigurazione della capitale eterna in cui sono stratificati realtà ibride e variegate, dove presente e passato, antico e digitale, nostrano e straniero si mescolano.
Il 28 novembre si prosegue con "Segreti segreti" (1984), film drammatico con un cast prevalentemente al femminile diretto da Giuseppe Bertolucci. Ambientata a Venezia, si articolano quattro storie parallele che hanno come fulcro comune il terrorismo degli anni di piombo in Italia e le sue ripercussioni sulla ordinaria quotidianità non solo delle protagoniste, ma di chi visse quegli anni. Fattore scatenante della storia, l’assassinio di un giudice da parte di un gruppo di terroristi guidati da una donna, Laura (interpretata da Lina Sastri). Il susseguirsi di vicende e intrecciarsi di situazioni coinvolgeranno sia le amicizie che la famiglia di Laura e di Giuliana, giudice a cui viene affidato il compito di indagare sull’omicidio e individuare i terroristi. Il film fece ottenere a Bertolucci il Nastro d’argento come “miglior soggetto”.
La rassegna si concluderà il 4 dicembre con "Puccini e la fanciulla" (2008) di Paolo Benvenuti. Anno 1908: Giacomo Puccini soggiorna con la moglie Elvira e la figliastra Fosca presso Villa Puccini, situata nella toscana Torre del Lago, dove il maestro compose realmente molte opere. Per trovar distrazione dalla stesura della nuova composizione, La fanciulla del West, si reca ogni giorno presso lo Chalet da Emilio, dove passa il suo tempo. Un giorno Fosca è sorpresa con l’amante dalla cameriera Doria. Per evitare che il suo segreto trapeli, la segue e nota una sospetta complicità tra il patrigno e la cameriera. Avverte quindi la madre, che scopre così l’infedeltà del marito ma accusando ingiustamente Doria, che messa alle strette farà una drastica scelta. Film frutto di approfondite ricerche e ricostruzioni storiche, sfondi e oggetti di scena sono riprodotti in maniera meticolosa secondo i gusti dell’epoca. Voluta è la scelta di mancanza di dialoghi per restituire i rumori del tempo. (aise)


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