L’INFERNO DI GIORGIO POL. IOANNIDIS ALL’IIC DI ATENE

L’INFERNO DI GIORGIO POL. IOANNIDIS ALL’IIC DI ATENE

ATENE\ aise\ - Proseguirà sino al 3 febbraio la mostra "Inferno" di Giorgio Pol. Ioannidis, inaugurata nel dicembre scorso all’Istituto Italiano di Cultura di Atene.
La mostra, visitabile con ingresso libero dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle 17, comprende opere che il pittore Giorgio Pol. Ioannidis ha realizzato negli ultimi sei anni, ispirandosi alla crisi circostante, alle condizioni in costante evoluzione e all'impatto esercitato sulla società.
Arte impegnata con l’uomo, la pittura di Ioannidis è stata sempre vicina alle passioni della gente e delle lotte per liberarsi dalle proprie catene. La ricerca di una società più giusta alimenta il suo lavoro nel tempo, e nell’attuale situazione socioeconomica l'artista non può rimanere inerte. L’evidente ingiustizia intorno a lui ha ispirato una vasta gamma di dipinti che trasmettono tutti i suoi sentimenti su ciò che sta vivendo.
In ogni dipinto di Ioannidis nella sala inferiore, lo spettatore viene immerso sempre di più in un clima tetro tratto dall’Inferno di Dante: serpenti, cani e avvoltoi, simboli della frode, della crudeltà e dell’avidità, minacciano di divorare le figure umane rappresentate nei dipinti. Alcune già subiscono un attacco, mentre altre vengono raffigurate su una croce ed altre ancora rivolgono una supplica silenziosa verso il cielo. La disperazione delle figure è più inquietante quando viene rappresentata sui volti dei bambini, che sono testimoni della distruzione del loro stesso futuro.
Naturalmente, come il grande poeta italiano, con questa vivace rappresentazione della sfrenatezza del presente, Ioannidis non desidera la disperazione e la resa. La croce è simbolo sia di morte che di rinascita, mentre i cavalli impetuosi raffigurati su composizioni come Doxastikòn (2012), in cui la figura centrale combatte già contro i suoi nemici, esortano alla nobilitazione dello spirito. Con la sua iconologia, l'artista cerca di risvegliare le coscienze, come nell’opera La Dolorosa Lezione della Storia (2012), mirando alla trasformazione e al cambiamento. D’altra parte il Tempo Rivelatore, che viene rappresentato dal pittore come il quadrante di un orologio con occhio al centro nelle opere Casa Morta e Morale della favola (2013), alla fine difende la virtù, preservando la verità e svelando i falsi valori, secondo Erwin Panofsky.
Non sarebbe esagerato dire che l’abilità pittorica e di composizione iconografica di Giorgio Pol. Ioannidis rendono omaggio ai Grandi Maestri del Rinascimento. L’introduzione di figure di noti dipinti di Eugène Delacroix (v. Lacrimosa) e di Nikolaos Gyzis (v. Divenire Purpureo, 2015) rivela quanto vicino si senta l’artista ai valori pittorici dei creatori del passato. Tuttavia, quello che evidenzia la mostra INFERNO è la capacità di Ioannidis di portare questi valori a conversare con il presente e di trasformarli in composizioni che si rivolgono al sentimento del cittadino contemporaneo e dell’uomo.
Giorgio Pol. Ioannidis è nato a Salonicco. Ha studiato a Venezia presso lo IUAV (Istituto Universitario di Archittetura) e l’Accademia di Belle Arti. Ha proseguito i suoi studi di pittura e scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si è laureato con lode in Pittura come artista di straordinario talento. In seguito è stato allievo del famoso ritrattista fiorentino Pietro Annigoni. Ha realizzato la sua prima mostra personale all’età di 12 anni al Capsis Hotel di Salonicco. Da allora ha realizzato diverse mostre personali e collettive in pinacoteche, musei, centri culturali e gallerie d’arte. Mostre retrospettive per i 40 anni della sua carriera artistica sono state presentate alla Villa Bianca di Salonicco (2010) e alla Galleria della Società di Studi Macedoni (2017). Sue opere si trovano in varie gallerie comunali, presso la Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, il Museo Vorres, la Pinacoteca Pieridis, il Museo Statale di Arte Contemporanea, la Pinacoteca della Società di Studi Macedoni e in molte collezioni private in Grecia e all’estero. (aise) 

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