OTTOBRE PARLA ITALIANO A MONTREAL – DI FRANCESCO D’ARELLI

OTTOBRE PARLA ITALIANO A MONTREAL – di Francesco D’Arelli

MONTREAL\ aise\ - Allo stupore del proprio interlocutore, il protagonista delle “Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull” (1954), opera celebre di Thomas Mann, così reagisce: “Ma Signore, che cosa mi domanda? Son veramente innamorato di questa bellissima lingua, la più bella del mondo. Ho bisogno soltanto d’aprire la mia bocca e involontariamente diventa il [sic] fonte di tutta l’armonia di quest’idioma celeste. Sì, caro Signore, per me non c’è dubbio che gli angeli nel cielo parlano italiano. Impossibile d’imaginare [sic] che queste beate creature si servano d’una lingua meno musicale…”. Ebbene, ottobre parla italiano in ogni parte del mondo, grazie agli Istituti Italiani di Cultura che dal 16 al 22 prossimo celebrano la XVII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Il tema di quest’anno è “L’italiano al cinema, l’italiano nel cinema” e l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal lo presenta con un programma di straordinaria ricchezza. Un calendario di attività che si allunga sino al 29 ottobre, ben oltre la data conclusiva della stessa Settimana della Lingua Italiana.
Un programma a più voci e assai vario, soprattutto per il contributo e la partecipazione attiva dei principali protagonisti della vita culturale di Montréal: la Cinémathèque Québécoise, McGill University (Department Languages, Literatures and Cultures), l’Université de Montréal (Département de littératures et de langues du monde), l’Université du Québec à Montréal (École des médias e Département de Théâtre-École supérieure de théâtre) e Concordia University (Department of Classics, Modern Languages and Linguistics).
In collaborazione con la Cinémathèque Québécoise, la più prestigiosa istituzione canadese per la conservazione e diffusione del patrimonio audiovisivo, e con il Department Languages, Literatures and Cultures di McGill University, l’Istituto offre alla città di Montréal, per la prima volta dal 18 al 29 ottobre, una rassegna dedicata a Valerio Zurlini (1926-1982), un celebre e sofisticato cineasta italiano, a volte ahimè obliato. Nove proiezioni, arricchite anche dalle conferenze di Giuliana Minghelli (McGill University), Lidia Santarelli (Princeton University) ed Eugenio Bolongaro (McGill University). Il 17 ottobre, l’Istituto presenta in anteprima al Département de littératures et de langues du monde, grazie all’antica collaborazione con l’Université de Montréal, il documento video intitolato “Mirabiles. I Custodi del mito”, un’opera singolarissima di Alessandro Chetta e Marco Perillo, dedicata ai custodi di cinque siti archeologici dei Campi Flegrei, tra i più suggestivi della Campania: la Piscina Mirabilis, la Grotta della Dragonara, il Teatro romano, la Tomba di Agrippina e la Grotta della Sibilla Cumana. Alla proiezione seguirà la dotta conferenza di Francesco Palmieri sull’uso del dialetto napoletano nell’Italia post-unitaria, la sua contaminazione con l’italiano e l’adattamento alla vestizione del cinema e della musica. Il 19 ottobre, l’Istituto diventa una bottega d’idee, un laboratorio di creatività cinematografica, dove si presenta il progetto “Caffè Italia”, ideato con McGill University (Department Languages, Literatures and Cultures) e l’Université du Québec à Montréal (École des médias), ispirandosi all’opera (1985) omonima del noto regista italocanadese Paul Tana, docente di “Media e Cinema” all’Università du Québec a Montréal (UQaM). Come “Caffè Italia, che racconta con realismo la storia degli Italiani a Montréal, una comunità attiva sin dalla fine del XIX secolo, così tre giovani italiani di recente residenza canadese, Giovanni Princigalli e Roberto Zorfini, entrambi registi, e Andrea Paolella, fotografo, racconteranno con loro immagini il capitolo odierno dell’emigrazione italiana in Canada. La voce giovane invece dei registi italocanadesi sarà quella di Anita Aloisio, che con un breve documento video, ideato per l’occasione, presenterà diverse testimonianze di alcune figure storiche del cinema in Canada, tutte concordi sulla necessità di inaugurare una serie d’incontri dedicata alla riflessione sulla “vita e l’identità del migrare”, in cui l’idea e la condizione del migrare in sé aspirano a superare i limiti angusti e conflittuali dell’epoca attuale. Al tema dell’immigrazione nel cinema sono poi dedicati gli incontri del giovane regista italoghaneano Fred Kuwornu, che presenterà la propria opera il 18 e 20 ottobre agli studenti di McGill University (Department Languages, Literatures and Cultures) e di Concordia University (Department of Classics, Modern Languages and Linguistics). Nella XVII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, l’Istituto torna ancora sulla figura geniale di Luigi Pirandello (1867-1936), quest’anno celebrato per il 150° anniversario della sua nascita, con l’offerta (17, 18 e 20 ottobre) di “Una, nessuna e centomila… letture teatrali”, una serie ideata con Denise Agiman della Troupe Tealtro e con la collaborazione di McGill University (Department Languages, Literatures and Cultures), l’Université de Montréal (Département de littératures et de langues du monde) e l’Université du Québec à Montréal (Département de Théâtre-École supérieure de théâtre). Infine, la varietà delle parlate dell’italiano nel cinema, fra Roma e Napoli, in epoche diverse e in contesti sia esclusivi che popolari, sarà presentata in Istituto il 21 ottobre e animata con letture e proiezioni da Fabrizio Intravaia, Giulia Verticchio, F. Palmieri e A. Chetta.
La presenza e la promozione dei giovani registi italiani sono sostenute dall’Istituto anche nella 46a edizione del Festival du Nouveau Cinéma de Montréal con la partecipazione di Carlo Neri, Mauro e Marco La Villa. La musica allieta ottobre con il concerto di Francesco Pellegrino, raffinato musicista e ricercatore rigoroso, che, accompagnato dal gruppo Vesuvius Ensemble, offrirà melodie e cantate del patrimonio musicale e culturale della Napoli barocca. L’Istituto, rimarcando il prossimo 150° anniversario della dipartita di Gioacchino Rossini (1792-1868), continua a sostenere anche quest’anno il Rossini Opera Academy, che offrirà nella Lunenburg Academy of Music Performance (Lunenburg, Nova Scotia) dal 2 al 15 ottobre un seminario diretto dal mezzosoprano Daniela Barcellona e dedicato allo studio e all’esecuzione finale di opere rossiniane.
Continua poi il programma d’incontri intitolato “Il Genio vagante: Italiani di arte, lettere, scienze… nel mondo”, uno spazio culturale che l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal ha concepito esclusivamente per i giovani italiani giunti di recente in Canada. Paolo Saporito (McGill University) inaugurerà il 16 ottobre la XVII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo con una conferenza su una delle pagine dell’opera cinematografica di Michelangelo Antonioni. Daria Boffito, professore al Département de génie chimique e titolare della “Chaire de recherche du Canada en procédés mécanochimiques intensifiés pour la conversion durable de la biomasse” al Polytechnique Montréal, si soffermerà invece sull’auspicabile ciclo del produrre di più con meno nell’industria chimica, favorendo così in primis le strategie di sostenibilità dell’era attuale. Julien Riel-Salvatore, professore al Département d’anthropologie dell’Université de Montréal e archeologo preistorico (paleolitico e neolitico), si diffonderà sullo scavo del sito di Riparo Bombrini in Liguria, dove sono stati rinvenuti alcuni dei più recenti resti del Neanderthal in Europa. Ad un’antichità più prossima riserva invece la propria attenzione Claudio Moreschini, professore emerito dell’Università di Pisa e filologo classico di chiara fama, con due conferenze organizzate in collaborazione con McGill University (Department Languages, Literatures and Cultures): una in Istituto sulla tarda antichità e l’altra a McGill University sull’ermetismo rinascimentale.
Ottobre si chiude con il “Dolore pazzo dell’amore” di Pietrangelo Buttafuoco, che con Mario Incudine e Antonio Vasta inscenerà le melodie dell’amore in un toccante spettacolo a Montréal e a Québec, proprio per narrare come l’amore “è tutto un giocare sulle montagne russe: ebbrezza e poi giù, verso i dubbi, anzi, la certezza di essere più che dimenticato. È una giostra conclusa”. (francesco d’arelli*\aise)
* direttore dell’Istituto Italiano di Cultura 

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