PRESENTATO A LONDRA IL MAXXI BVLGARI PRIZE

PRESENTATO A LONDRA IL MAXXI BVLGARI PRIZE

LONDRA\ aise\ - Sono Talia Chetrit (1982, vive e lavora a New York), Invernomuto (Simone Bertuzzi, 1983 e Simone Trabucchi, 1982, vivono e lavorano tra Vernasca, in provincia di Piacenza, e Milano) e Diego Marcon (1985, vive e lavora a Parigi) i tre finalisti del MAXXI BVLGARI Prize, il progetto del museo per il sostegno e la promozione dei giovani artisti che, grazie alla partnership con Bulgari, da quest’anno si rinnova, si rafforza e si proietta sulla scena artistica internazionale.
La partnership tra MAXXI e Bulgari, il Premio e i tre finalisti sono stati presentati oggi al Bulgari Hotel di Londra da Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI e Nicola Bulgari, Vice Presidente del Gruppo Bulgari, grande sostenitore del MAXXI BVLGARI Prize, appassionato collezionista d’arte e mecenate.
I membri della giuria Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MAXXI Arte, David Elliott, curatore indipendente, Yuko Hasegawa, Direttore artistico del MOT di Tokyo e Hans Ulrich Obrist, Direttore Artistico della Serpentine Galleries di Londra, insieme con Lucia Boscaini, Bulgari Brand and Heritage Curator, hanno illustrato il Premio in una conversazione con la giornalista Suzanne Trocme.
Erano presenti due degli artisti finalisti, Invernomuto e Diego Marcon.
Hou Hanru, Direttore artistico del MAXXI e componente della giuria, era a New York per impegni istituzionali.
MAXXI E BULGARI INSIEME PER LA GIOVANE ARTE
L’incontro tra il MAXXI, il primo museo nazionale italiano dedicato alla creatività contemporanea, e Bulgari, da oltre 130 anni emblema di creatività ed eccellenza, era già avvenuto nel 2014, in occasione della mostra Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968, di cui la maison era main partner. Con il MAXXI BVLGARI Prize questa partnership - basata su valori comuni quali memoria, innovazione, passione, creatività e sperimentazione e sulla consapevolezza dell’importanza del sostegno alla cultura e del ruolo strategico dell’alleanza pubblico-privato - si consolida. Perché, condividono Giovanna Melandri e Jean Christophe Babin Amministratore Delegato del Gruppo Bulgari, “sostenere i giovani talenti significa investire sulla creatività del nostro tempo e sul nostro futuro”.
Il coinvolgimento di Bulgari nel Premio MAXXI, del resto, è nel solco delle collaborazioni di prestigio con artisti contemporanei del calibro di Zaha Hadid e Anish Kapoor che hanno rivisitato con il loro stile inconfondibile una delle icone più apprezzate della Maison, l’anello B.zero1. A Zaha Hadid si deve anche una magistrale interpretazione del celebre motivo Serpenti di Bulgari con una suggestiva installazione artistica che debuttò nel 2011 al padiglione Bulgari presso la Abu Dhabi Art Fair.
“Oggi è un giorno speciale per il MAXXI – dice Giovanna Melandri -. Presentiamo una partnership cruciale, che farà crescere il Premio MAXXI proiettandolo in una dimensione sempre più internazionale e annunciamo i tre artisti finalisti, tutti di grande valore, scelti da una giuria di altrettanto prestigio. Ne sono particolarmente lieta e voglio ringraziare Bulgari, emblema di creatività e qualità italiane, con cui collaboreremo per sei anni. Questo accordo è la dimostrazione del valore strategico dell’alleanza non effimera tra pubblico e privato in ambito culturale. Ringrazio la giuria e voglio complimentarmi con Talia Chetrit, Invernomuto e Diego Marcon. Attraverso l’arte rileggono e interpretano questo nostro tempo così complesso, con un linguaggio che non ha confini. Sono certa che la mostra al MAXXI con i loro lavori sarà di grande impatto”.
Jean Christophe Babin ha così commentato: “Siamo molto fieri di questa partnership con il MAXXI, un museo italiano d’eccellenza che nella sua costante tensione alla sperimentazione ha molte affinità con il marchio Bulgari. Il Premio MAXXI è la perfetta espressione di questa sinergia: valorizza i giovani protagonisti dell’arte contemporanea e, al contempo, l’Italia come fonte di ispirazione.”
MAXXI BVLGARI PRIZE 2018: I FINALISTI
Il MAXXI BVLGARI Prize è un importante progetto per il sostegno e la promozione dei giovani artisti. Nasce in continuità con il Premio MAXXI, nucleo fondante della collezione del museo e trampolino di lancio per tanti giovani talenti, e ne rappresenta l’evoluzione. Grazie alla straordinaria partnership con Bulgari, oggi il Premio si rinnova, cresce, allarga i propri orizzonti, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare non più solo artisti di nazionalità italiana, ma anche artisti stranieri che abbiano prodotto negli ultimi due anni un nuovo progetto in Italia nell’ambito di istituzioni pubbliche e realtà private.
Afferma Bartolomeo Pietromarchi: “Grazie al vitalissimo tessuto del sistema dell’arte in Italia fatto di gallerie, fondazioni, associazioni, collezioni private aperte al pubblico, ogni anno vengono scoperti e sostenuti artisti di altissima qualità. Da quest’anno, il Premio ha anche la finalità di valorizzare queste realtà, di cui riconosce e promuove il lavoro. Voglio ricordare che i finalisti sono stati scelti in una rosa di nomi proposti da alcuni tra i più attenti e riconosciuti giovani critici e curatori italiani e da un’artista italiana. Li ringrazio tutti”.
Aggiunge Lucia Boscaini: ”Tutti e tre i finalisti di questa edizione hanno dimostrato una spiccata attitudine a reinventare i generi dando vita a un linguaggio estremamente personale e originalissimo. Sono certa che questo Premio continuerà a essere negli anni una fucina di pratiche artistiche altamente innovative nella costante rilettura della realtà che ci circonda”.
All’unanimità la giuria ha scelto i finalisti dell’edizione 2018, Talia Chetrit, Invernomuto e Diego Marcon, perché ”hanno dimostrato tutti una forte consapevolezza del momento storico che stiamo vivendo e la capacità di espandere i confini del linguaggio artistico”.
Talia Chetrit (Washington DC 1982, vive e lavora a New York), è stata scelta “per la sua capacità di reinventare l'uso della fotografia, combinando linguaggi tradizionali e contemporanei nella sua interpretazione del rapporto tra corpo, sguardo e identità”. E’ stata indicata da Luca Lo Pinto, curatore presso la Kunsthalle di Vienna e fondatore della rivista e casa editrice Nero, che scrive: “Lo stile visivo di Chetrit allude sia alla storia dell’arte sia alla fotografia commerciale, con riferimenti alla tradizione della natura morta e all’oggettivazione delle donne nell’immaginario dei primi movimenti avanguardistici. Tra la sua ricerca più recente, una serie di fotografie in cui utilizza il suo corpo per minare le convenzioni dell’autoritratto e dei suoi meccanismi di controllo”.
Invernomuto nasce nel 2003 dalla collaborazione tra Simone Bertuzzi (1983) e Simone Trabucchi (1982). Il duo vive e lavora tra Vernasca (PC) e Milano ed è stato scelto dalla giuria per “la ricerca su questioni sociali e politiche globali attuata tramite l’utilizzo sapiente di un immaginario influenzato dalla cultura pop e dalla sottocultura, capace di rendere il suo lavoro personale e sincero”. Scrive Luca Lo Pinto, che lo ha segnalato: “Il lavoro di Invernomuto sfugge l’utilizzo di un unico linguaggio o medium, ma suggerisce una nozione espansa di arte, in grado di abbracciare scultura, musica, performance e cinema, mettendo continuamente in discussione i confini tra le varie categorie”.
Diego Marcon (Busto Arsizio, Varese, 1985, vive e lavora a Parigi) è stata scelto “per il suo approccio originale e poetico alla sperimentazione di differenti tecnologie audiovisive e generi cinematografici e per la rilettura critica di siti storici”. E’ stato indicato da Edoardo Bonaspetti, direttore e fondatore della rivista, casa editrice e agency Mousse, che di lui scrive “La sua ricerca artistica si concentra sull’immagine in movimento, sull’esplorazione della potenza evocativa di ciò che non è immediatamente visibile. Tra le tematiche più ricorrenti: il sonno, la noia, il tempo, spesso vissuto come circolare, che tende all’infinito”.
I lavori site specific dei finalisti saranno esposti al MAXXI da maggio 2018, in una mostra curata da Giulia Ferracci. A ottobre 2018 la giuria decreterà il vincitore, la cui opera verrà acquisita dal museo.
STORIA DEL PREMIO
Il Premio, nato nel 2000 come Premio per la Giovane Arte, costituisce il punto di partenza e la nascita della collezione del MAXXI Arte. Negli anni, è stato un importante trampolino di lancio per molti artisti.
Sono 39 quelli che, dal 2000 al 2016, hanno preso parte alle precedenti 8 edizioni, tra questi, Mario Airò, Yuri Ancarani, Stefano Arienti, Rosa Barba, Massimo Bartolini, Vanessa Beecroft, Rossella Biscotti, Bruna Esposito, Lara Favaretto, Piero Golia, Avish Khebrehzadeh, Liliana Moro, Marinella Senatore, Nico Vascellari, Vedovamazzei, Francesco Vezzoli e molti altri.
Nel 2017, due dei tre artisti scelti da Cecilia Alemani per il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia sono Giorgio Andreotta Calò, vincitore del Premio nel 2012, e Adelita Husni-Bey, tra i 4 finalisti del Premio nel 2016. (aise) 

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