"MANTEGNA E BELLINI" A LONDRA

"MANTEGNA E BELLINI" A LONDRA

LONDRA\ aise\ - Nell'autunno 2018, la National Gallery di Londra presenta la storia di due artisti, delle loro famiglie e delle loro città; una storia intrecciata di arte, famiglia, rivalità, matrimonio, pragmatismo e personalità: "Mantegna e Bellini".
La mostra, in programma dal 1° ottobre 2018 al 27 gennaio 2019 nelle sale della Sainsbury Wing dell’illustre museo, è la prima dedicata alla relazione tra due dei più grandi artisti del Rinascimento italiano: Giovanni Bellini (attivo tra il 1459-1516 circa) e Andrea Mantegna (1430/1-1506). Grazie a prestiti rari ed eccezionali di dipinti, disegni e sculture, che arrivano a Londra da tutto il mondo, "Mantegna e Bellini" offre un'occasione unica per confrontare le opere di questi due importanti artisti che erano anche cognati: una connessione familiare dalla quale entrambi hanno tratto forza e lucentezza durante la loro carriera.
L’uno senza l'altro, non sarebbero esistiti né la carriera né lo sviluppo artistico dei due artisti; e senza le loro opere permeate da una straordinaria creatività e innovazione non sarebbe esistita l'arte rinascimentale come la conosciamo oggi, quella di personaggi del calibro di Tiziano, Caravaggio e Veronese.
Figlio di un falegname, Andrea Mantegna era un uomo che si è fatto da sé. Nel 1453, il giovane talentuoso pittore di Padova, si sposa con una donna della più grande famiglia artistica di Venezia: i Bellini. Anche il nuovo cognato di Mantegna, Giovanni Bellini, era un artista incredibilmente dotato, portatore di nuove innovazioni alla tecnica veneziana nell’uso del colore, della luce osservata, dell'atmosfera e del paesaggio per creare una nuova forma d’arte. L'ammirazione e il rispetto che avevano l'uno per l'altro erano reciproci.
Mantegna e Bellini lavorano per sette anni mantenendo uno stretto dialogo creativo; sarà questo ciò che i visitatori della mostra saranno in grado di osservare in prima persona attraverso i raggruppamenti chiave dei soggetti rappresentati da entrambi gli artisti. Ispirati dall'esempio dell'altro, entrambi sperimentano e lavorano in modi che non erano loro del tutto familiari allo scopo di affinare le proprie capacità artistiche e le proprie identità. Mentre Mantegna esemplifica l'artista intellettuale, Bellini è l'archetipo del pittore paesaggista, il primo che utilizza il mondo naturale per trasmettere emozioni.
Nel 1460, Mantegna decide di seguire il suo percorso artistico e si trasferisce a Mantova dove assume il posto di pittore alla corte dei Gonzaga fino alla sua morte nel 1506. Bellini, che muore dieci anni più tardi, trascorre tutta la sua carriera nella Venezia repubblicana. Nonostante la distanza, lo scambio creativo tra i due continua durante tutta la loro lunga vita. Ogni artista riesce a raggiungere livelli maggiori di abilità e ingegnosità, ma rimane comunque influenzato dal tempo trascorso insieme e dalla conoscenza delle opere e dei successi dell'altro.
Protagonisti della mostra sono due storici accostamenti delle opere di Mantegna e Bellini: le raffigurazioni dell'Orazione nell'orto (quella di Mantegna del 1458-60, quella di Bellini del 1465 circa) che sono state esposte fianco a fianco alla National Gallery sin dalla fine del XIX secolo, così come i due dipinti della Presentazione al tempio (la versione di Mantegna, esposta presso la Gemäldegalerie di Berlino, e quella di Bellini esposta nella Fondazione Querini Stampalia di Venezia).
La sala uno della mostra si intitola "Inizi" e introduce i due ambienti culturali caratteristici delle due città che hanno forgiato Mantegna e Bellini, Padova e Venezia, e mostra come i gusti dei signori che governavano e i loro ambienti di lavoro (compresi gli atelier a conduzione familiare) abbiano svolto un ruolo importante per lo sviluppo degli artisti. L'attrazione principale qui sarà L'album di Jacopo Bellini in prestito dal British Museum, che è stato eccezionalmente generoso con 18 prestiti per questa esposizione. Questo quaderno, che è stato prestato soltanto una volta nel corso degli ultimi cento anni, è uno dei punti di partenza principali per Mantegna e Bellini.
La sala successiva dedicata alle "Esplorazioni" esamina l'impatto reciproco di ogni artista sull'altro durante gli anni del loro scambio creativo più stretto, all'epoca della celebrazione del matrimonio che li ha imparentati. In questa seconda sala vari accostamenti confrontano e mostrano le differenze di approccio a composizioni quasi identiche: La discesa al Limbo (collezione privata) di Mantegna e La discesa di Cristo al Limbo (1475-80, Bristol Museum & Art Gallery) di Bellini, da un lato, e La Crocifissione di Mantegna (1456-9) e Il Calvario di Bellini, entrambi dal Musée du Louvre di Parigi, dall’altro.
La sala tre, intitolata "Pietà", include immagini di Cristo sorretto dalla Vergine Maria e si concentra, inoltre, sulle origini e sullo sviluppo di un distintivo e nuovo tipo di immagine: il Cristo morto sostenuto dagli angeli. Le opere qui includono il Compianto sul Cristo morto (Galleria degli Uffizi, Firenze) e il Cristo morto sorretto da due angeli (Gemaldegalerie Staatliches Muzeen du Berlin). Tra le opere su carta ci sono i Due studi per il compianto e Studi per la Pietà (collezione privata, Milano).
Il percorso prosegue attraverso il "Paesaggio": in sala quattro si esplora l'enorme importanza del significativo contributo di Bellini alla storia dell'arte, tramite la raffigurazione del bellissimo paesaggio osservato, della luce naturale, e dell'atmosfera che divengono elemento chiave della composizione e il significato delle opere religiose (come La Risurrezione di Cristo, 1478/9 circa, Gemäldegalerie, Staatliche Museen zu Berlin). Di particolare rilievo sarà una prima occasione di ammirare l'opera recentemente restaurata della National Gallery, L'assassinio di San Pietro Martire (1507 circa). Vari accoppiamenti consentono di rivelare le differenze di approccio al paesaggio tra i due artisti e di rivelare anche i modi in cui il talento eccezionale di Bellini ha avuto un effetto duraturo sul Mantegna (come nella sua sorprendentemente accurata prospettiva di Mantova nella sua Morte della Vergine, 1462, Museo Nacional del Prado di Madrid).
La sala cinque "Dipinti religiosi e ritratti" fornirà una visione incentrata su un particolare contributo all'arte rinascimentale italiana: lo sviluppo della sacra conversazione in cui la Vergine seduta e il Bambino appaiono in compagnia dei santi (“in conversazione”) come se occupassero lo stesso spazio e respirassero la stessa aria. Qui la Sacra Famiglia di Mantegna (1495--1500 circa, Gemäldegalerie Alte Meister, Staatliche Kunstsammlungen Dresden) e la Madonna col Bambino dormiente (1455-60 circa, Gemäldegalerie, Staatliche Museen zu Berlin) potranno essere ammirate fianco a fianco della Madonna con il Bambino e santi di Bellini (Galleria dell'Accademia, Venezia) e della Vergine e il Bambino (1475 circa, Gemäldegalerie, Staatliche Museen zu Berlin).
La sala finale di Mantegna e Bellini, intitolata "Antichità", presenterà alcuni tra i più grandi e spettacolari prestiti, che mostrano la particolare genialità di Mantegna nell'uso di modelli e di soggetti antichi, pionieri dell'innovazione nella sua arte. Una tra le attrazioni principali è composta da tre dei suoi magnifici I Trionfi di Cesare (Carri trionfali, trofei e macchine belliche, Portatori di vasi, tori sacrificali e trombettieri e Trombettieri, tori sacrificali ed elefanti, 1484-92 circa), le monumentali opere in tempera su tela di quasi tre metri quadrati, prestati da Sua Maestà la Regina provenienti dalla Royal Collection. In contrasto con questi vi saranno monocromi scultorei di Bellini, tra cui Un episodio della vita di Publio Cornelio Scipione (1506 circa, National Gallery of Art di Washington) e Due uomini in abiti antichi (Fondation Custodia, Collezione Frits Lugt, Parigi), insieme a uno dei suoi ultimi dipinti, L'Ebbrezza di Noè (1515 circa, Besançon, Musée des Beaux-Arts et d'Archéologie).
"Le mostre che si concentrano sull'arte del XV secolo sono rare poiché le opere interessate sono spesso fragili e non sono in grado di viaggiare molto spesso", commenta Caroline Campbell, direttrice delle Collezioni e della Ricerca presso la National Gallery e curatrice di Mantegna e Bellini. "Quindi Mantegna e Bellini è davvero un'opportunità unica e irripetibile di esplorare la relazione e le opere di questi due artisti che hanno svolto un ruolo fondamentale nella storia dell'arte".
"La passione per il mondo antico di Mantegna e l'amore per la natura di Bellini sono elementi cruciali del Rinascimento italiano", afferma Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery, per il quale "questa mostra che raggruppa le loro opere è senza precedenti e probabilmente irripetibile”"
La mostra "Mantegna e Bellini" è promossa dall'Italian Tourist Board ed è organizzata dalla National Gallery di Londra e dalla Staatliche Museen zu Berlin in collaborazione con il British Museum e grazie a numerosi sponsor e donatori. (aise)

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