"WORLD DISCLOSURE": LE OPERE DI LUIGI DI SARRO A PRETORIA

"WORLD DISCLOSURE": LE OPERE DI LUIGI DI SARRO A PRETORIA

PRETORIA\ aise\ - A partire dall’1 marzo e fino al 18 maggio, in occasione della ricorrenza del quarantennale della morte di Luigi Di Sarro, l’Istituto Italiano di Cultura a Pretoria, in collaborazione con il Centro di Documentazione della Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro - centro studi, spazio espositivo e archivio storico a lui dedicato, attivo a Roma dal 1981 - e con i Musei dell’Università di Pretoria, propone la mostra "Luigi Di Sarro - World Disclosure". L’esposizione si terrà presso l’Edoardo Villa Museum della University of Pretoria allo scopo di far meglio conoscere a livello internazionale la sua multiforme produzione artistica, ancora oggi reputata di grande attualità.
La mostra intitolata "World Disclosure" è a cura di Paola Ballesi, docente di Estetica, già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. La curatrice ha conosciuto personalmente l’artista e ha scritto del suo lavoro.
L’artista si è concentrato sulla messa a fuoco della rivoluzione culturale maturata negli anni Sessanta grazie al fertile terreno dissodato dalla neoavanguardia, dove la radicalità delle nuove tendenze artistiche, dalla musica al teatro, alla danza e al cinema fino alle arti figurative, ha reso tangibile a livello globale la rivoluzione dei paradigmi scientifici ed estetici in atto che ha aperto una nuova e diversa visione del mondo e delle cose. Un orizzonte inesplorato in cui si staglia la figura di Luigi Di Sarro quale interprete eccellente di un’epoca che affidava alla sperimentazione di "artisti utopici" il progetto di un radicale mutamento di senso attraverso il linguaggio dell’arte e lo stravolgimento dei codici visivi tradizionali volto a una rinnovata stretta connessione dell’arte con la vita sia sotto il profilo sociale che individuale con riflessi di carattere politico ed esistenziale.
Alla base del concept della mostra "World Disclosure" si trova il dialogo che intercorre tra le opere, per la maggior parte scultoree, di due artisti italiani del secolo scorso: Luigi Di Sarro ed Edoardo Villa. La mostra è composta da otto sculture e dodici gigantografie, riprodotte da disegni originali di Di Sarro del 1972, alle quali si affiancano otto sculture di Villa. Due poetiche artistiche a confronto che entrano in questo modo in diretto dialogo tra loro. E fanno riflettere, discutere, ragionare.
Il giorno seguente l’inaugurazione, il 2 marzo, la curatrice Paola Ballesi terrà una conferenza, anch’essa intitolata "World Disclosure", presso la sala Merensky Library Auditorium, Hatfield Campus Library della stessa Università, dove esplorerà le tematiche principali della mostra. Infine, per promuovere ulteriormente la conoscenza di questo straordinario artista italiano, due incisioni originali di Luigi Di Sarro saranno donate ai Musei dell'Università di Pretoria.
Luigi Di Sarro, classe 1941, manifesta già giovanissimo una spiccata inclinazione artistica e dal 1956, ancora liceale a Roma, frequenta lo studio di incisione di Carlo Alberto Petrucci e la Calcografia Nazionale. Nel 1958 frequenta l’Accademia Libera del Nudo e nel 1959 il Corso di Disegno presso l’Accademia di Francia. Dopo gli studi classici coltiva parallelamente gli interessi artistici e quelli scientifici. Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1967 all’Università di Roma. Nel 1968 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma, diplomandosi nel 1972. Nel 1973 si iscrive al III anno della Facoltà di Matematica e Fisica all’Università di Roma, frequentando tra i vari corsi quello di Algebra astratta tenuto da Lucio Lombardo Radice. Consegue l’Abilitazione all’insegnamento di Anatomia Artistica e di Discipline Pittoriche. Dopo aver insegnato al 2° Liceo Artistico di Roma, nel ‘74 ottiene la cattedra di Anatomia Artistica all’Accademia di Belle Arti di Macerata e nel ’78 all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1978 attrezza maggiormente lo studio d’arte nella sua casa al Lago di Vico (dove si propone di far sorgere una Scuola d’arte sperimentale) e apre lo spazio del suo studio d’arte di Roma in Via Paolo Emilio 28, che denomina, come recita la targa che ne evidenzia il programma, “MICRON/Studio d’Arte Sperimentale/Foto - Sign - Movement - Sound”.
Non poco hanno contribuito i viaggi alla sua formazione. La ottima conoscenza della lingua e della letteratura tedesca lo portano a scegliere la Germania come prima meta dei suoi viaggi (1960). Perfeziona l’inglese all’Accademia Americana di Roma e, dopo numerosi viaggi in Germania, Austria, Francia, Inghilterra, Tunisia e Egitto, nel 1971 si reca negli Stati Uniti e a New York frequenta l’Art Students League di Manhattan, perfezionandosi nella tecnica litografica. Nel 1975 è in Giappone per un soggiorno di studio a Tokyo, dove realizza dagli appunti di viaggio alcune serigrafie con la collaborazione tecnica di Shigheo Yamaguchi e, sul versante medico, approfondisce l’agopuntura. Fin dal 1956 espone in significative manifestazioni artistiche nazionali e internazionali. Tiene la sua prima mostra personale nel 1968 a Roma.
La sua ricerca informata e solitaria si svolge lungo gli anni Sessanta e Settanta. Accanito sperimentatore, al disegno, che pratica quotidianamente, alla pittura, all’incisione, alla scultura e alla fotografia aggiunge l’esplorazione del mondo dei suoni, della performance e altro ancora. Muore improvvisamente a Roma il 24 febbraio 1979 - ucciso per un fatale equivoco nel clima teso degli anni di piombo e dell’entrata in vigore della Legge Reale - lasciando una vasta produzione artistica, alcune opere già in collezioni museali in Italia e all’estero, e progetti, appunti, aforismi, poesie. Dal 1981 è attivo a Roma il “Centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro”.
Edoardo Villa (1915-2011), cui è intitolato il museo in cui si terrà la mostra di Di Sarro, è uno dei più importanti scultori del Sud Africa. Villa nasce a Bergamo, dove studia formalmente scultura presso la "Scuola d'arte Andrea Fantoni". Mentre studia scultura a Milano, è costretto ad arruolarsi nell'esercito italiano con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale. La sua prima esperienza in Sud Africa è come prigioniero di guerra nel 1942, internato al campo di prigionia di Zonderwater (POW) nei pressi di Pretoria. Dopo la sua liberazione, sceglie volontariamente di diventare cittadino sudafricano naturalizzato e continua la sua carriera di scultore presso il suo studio di Johannesburg. Villa muore a Johannesburg all'età di 96 anni il 1 ° maggio 2011. Dalle sue teste e figure convenzionali degli anni '40, Villa passò progressivamente alla figurazione stilizzata e all'astrazione strutturale. L'universalità dell'umanità è il tema dominante della sua opera. Le sue opere scultoree di forme astratte, figure e pannelli fanno parte di numerose collezioni private in tutto il Sud Africa, dove l’artista ha partecipato a più di 35 mostre personali e a 75 collettive. Le collezioni Villa sono conservate e curate in diverse università, quali l'Università di Pretoria, l'Università del Witwatersrand, e in molte collezioni private e gallerie d'arte. (aise) 

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