BREXIT: RAFFORZARE IL CONSOLATO DI LONDRA E RIAPRIRE MANCHESTER/ AMENDOLA AL CQIE

BREXIT: RAFFORZARE IL CONSOLATO DI LONDRA E RIAPRIRE MANCHESTER/ AMENDOLA AL CQIE

ROMA\ aise\ - Tutelare i cittadini italiani residenti nel Regno Unito e rafforzare la presenza consolare su un territorio che presto diventerà extra europeo. Risorse permettendo. Il sottosegretario agli esteri Enzo Amendola è tornato a parlare al Comitato per le Questioni degli Italiani all’estero del Senato presieduto da Claudio Micheloni, cui è stato assegnato l’affaire Brexit.
Richiamati i nodi più difficili da sciogliere e che infatti stanno rallentando i negoziati – di oggi la risoluzione del Parlamento europeo in cui si sottolinea l’inesistenza di passi avanti – Amendola ha parlato più diffusamente degli effetti della Brexit sulla rete consolare italiana in Gran Bretagna.
“L’incertezza della situazione ha portato a un repentino fortissimo incremento della domanda dei servizi consolari” soprattutto “nei settori di stato civile e cittadinanza”. Quindi “gli adempimenti a carico del Consolato generale a Londra, a seguito di questo fenomeno, sono stati tanti e complessi”, ha aggiunto Amendola, citando in particolare l’inserimento nell'anagrafe del nucleo familiare, la sua comunicazione al comune di ultima residenza in Italia, in aggiunta agli adempimenti elettorali, al rilascio dei documenti d'identità con la nuova residenza “solo per citare i più importanti “.
Per tale ragione “la Farnesina sta lavorando ad un piano di rafforzamento del Consolato Generale a Londra”, ha annunciato Amendola, che ha colto l’occasione per ribadire “i complimenti per i funzionari e per il console uscente Mazzanti che hanno fatto un lavoro e continuano a fare un lavoro egregio in una città, vorrei sottolinearlo, scossa anche da attentati terroristici”. Nonostante tutto “il nostro Consolato Generale, i nostri funzionari si sono distinti per qualità e per capacità nel servizio, ma noi dobbiamo rafforzare questa macchina consolare” che, ha ricordato, “deve fare i conti con la ormai cronica e grave carenza di personale di ruolo e a contratto del Ministero, dovuta al prolungato blocco del turnover”. Senza dimenticare che la Farnesina ha dovuto “far fronte, con limitate risorse a disposizione, a tante esigenze straordinarie di politica estera: Venezuela e Libia in primis”.
Il Ministero, ha confermato il sottosegretario, intende procedere con “il rafforzamento dell'organico del Consolato generale di Londra”, utilizzando anche “lo strumento delle assegnazioni temporanee. Per consentire lo smaltimento degli arretrati e una più sostenibile ripartizione dei carichi di lavoro è stato inoltre disposto il finanziamento alla sede per consentirle di impiegare il lavoro interinale”, ciò “per fronteggiare l'emergenza creata dall’ingente numero di pratiche di iscrizione all’Aire”. Queste ultime “sono certo una soluzione temporanea emergenziale, ma il fatto che vi ricorriamo dà l'idea di quanto seria sia la nostra situazione”.
La Brexit “ha posto in essere una situazione troppo complessa per poterla affrontare in maniera ottimale con le risorse che abbiamo”, ha aggiunto Amendola. “Continueremo a lavorare su questo tema del rafforzamento sulla ristrutturazione che già è partita grazie anche a degli scambi col personale dell'ambasciata verso il consolato”.
Quanto all’erogazione dei servizi consolari anche nell'Inghilterra settentrionale “la pressione impatta in modo intenso e crescente anche verso i 21 uffici consolari onorari dipendenti dai Consolati di Londra ed Edimburgo che, pur lavorando con grande impegno e dedizione, hanno dei limiti oggettivi”. Dunque è “prioritario riaprire la sede di Manchester”, esigenza che la Farnesina rappresenta in tutti i modi possibili all’interno della Cabina di regia istituita al Mef.
“In conclusione vorrei rassicurarvi ancora volta sul fatto che il governo resta impegnato a lavorare a stretto contatto con gli altri Stati membri e con la Commissione Europea per trovare un accordo rapido e soddisfacente per minimizzare gli effetti negativi della Brexit sui nostri connazionali e sulle nostre imprese. Contemporaneamente manteniamo costantemente aperto il canale di comunicazione e di assistenza con i connazionali toccati dal negoziato: sappiamo tutti che sarà un processo molto complesso, ma lo gestiremo nella consapevolezza che occorre definire garanzie certe per i i cittadini europei nel Regno Unito e per quelli britannici nell'Unione Europea, nonché modalità che assicurino un recesso ordinato e senza strappi di Londra dall'Unione Europea”. 

Senatore eletto in Europa, Aldo Di Biagio nel suo intervento ha lodato l’efficienza di Ambasciata e consolato e ribadito “l'urgenza impellente di riaprire il Consolato di Manchester”. Di Biagio ha poi rilevato come questa situazione abbia fatto emergere il “sollevamento del sommerso, che sia io che il senatore Micheloni abbiamo potuto verificare”. Si tratta, ha spiegato, del fatto che “molti nostri Consolati vengono visitati da persone che hanno un passaporto italiano, ma che di italiano hanno veramente poco. Persone di probabile cittadinanza brasiliana o molto spesso del Bangladesh e di altri paesi asiatici, che non hanno nessuna conoscenza dell'italiano”.
“Credo che questa sia una questione molto grave” anche perché “gli stessi Consoli ci hanno segnalato di aver riconosciuto molti passaporti falsi”. Infine, Di Biagio ha voluto ricordare che con la Gran Bretagna “ci lega un importante interscambio commerciale, come è stato evidenziato in più occasioni sia dai nostri consiglieri d'ambasciata che dalla Camera di Commercio italiana a Londra”.
Di sommerso ha parlato anche il presidente Micheloni che è tornato a ribadire anche l’esigenza di chiedere la conoscenza della lingua italiana come requisito indispensabile per la cittadinanza. Tema questo che trova d’accordo anche il sottosegretario Amendola, che, in sede di replica, ha ribadito pure l’importanza per i nostri connazionali di iscriversi all’Aire: “anche se non è obbligatorio, per noi è un dovere che ci aiuta a servire meglio i cittadini”, che “ci consente di difenderli e proteggerli”. Non solo: avere la collettività iscritta dà un peso e un’importanza all’Anagrafe che potrebbe essere fatta valere con il Governo britannico, come chiesto anche da Micheloni. Senza contare la possibilità di “di fare sistema in maniera più integrata per avere una radiografia aggiornata di quanti sono questi italiani nel Regno Unito”.
Su Manchester “c'è l'impegno politico” a favorire la riapertura “già dentro i passaggi della legge di stabilità. Il nostro direttore uscente – ha confermato Amendola – aveva già avviato degli Studi per la nuova sede”. La Farnesina “sta lavorando” in vista “della legge di stabilità, quando avremo un quadro chiaro anche di tutte le risorse a disposizione”, per la riapertura di una sede in un Paese che a questo punto va considerato extra Ue.
Quanto alla cittadinanza, anche Amendola ha convenuto sulla opportunità di prevedere la conoscenza della lingua come condizione necessaria per richiederla: “sfido chiunque, e l'ho detto anche al Cie, a dirmi se è giusto conferire la cittadinanza italiana a delle persone che non hanno proprio idea di che cosa sia la lingua italiana”. Come Farnesina “abbiamo studiato anche elementi di costituzionalità di una decisione del genere e siamo disponibili a un confronto parlamentare. Sappiamo benissimo che l'agenda parlamentare dei prossimi mesi non è larghissima però alcuni elementi si potrebbero già apportare, come questo della lingua”.
Concludendo, Micheloni ha ringraziato il sottosegretario e accennato all’incontro promosso da Amendola con i patronati, ricordando l’indagine conoscitiva portata avanti dal Comitato e il documento conclusivo approvato. Atti che non verranno certo dimenticati o aggirati, gli ha risposto Amendola annunciando un prossimo incontro con i rappresentanti che si occupano di emigrazione nelle regioni.
Incontro che, gli ha suggerito il senatore Giacobbe, potrebbe essere estero anche ai responsabili di internazionalizzazione che spesso – in mancanza di un organismo “ufficiale” – si occupano dei contatti con le comunità regionali all’estero. (aise) 

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