LEGGE DI BILANCIO/ LA RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE ESTERI

LEGGE DI BILANCIO/ LA RELAZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE ESTERI

ROMA\ aise\ - Nella seduta di ieri la Commissione Affari Esteri ha terminato l’esame in sede consultiva della Legge di Bilancio. Esaminati i 22 emendamenti presentati dai diversi gruppi, la Commissione ha approvato la relazione con osservazioni presentata dal deputato Marco Causi, relatore del provvedimento, trasmessa alla Commissione Bilancio.
Questo il testo approvato.
La III Commissione (affari esteri e comunitari),
esaminato il disegno di legge di Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e il bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 e l'allegata Tabella 6;
richiamato l'impegno onorato nel corso di questa legislatura sul versante del consolidamento dei conti pubblici, per l'avvio della ripresa economica e per il sostegno all'occupazione nel rispetto dei Trattati e degli accordi assunti dall'Italia in sede europea, in un contesto congiunturale di crisi economica globale senza precedenti e di necessitata riduzione del disavanzo e del debito pubblico;
richiamato altresì che:
nell'impegno rivolto al futuro per valorizzare il potenziale di crescita dell'economia nazionale e per incrementare l'occupazione e le capacità innovative e competitive delle imprese, la specificità del disegno di legge di bilancio in esame si concentra nelle misure volte a sterilizzare le clausole di salvaguardia su IVA e accise, nonché in riforme e policy che hanno contribuito negli ultimi anni a ridurre il differenziale del nostro Paese rispetto alla media dell'Unione europea, restituendo credibilità all'Italia;
verificata la conformità del provvedimento con gli interventi di riforma della contabilità pubblica, apportati da ultimo con la legge n.163 del 2016, che hanno avuto il merito di portare al centro del dibattito parlamentare le priorità dell'intervento pubblico considerato nella sua interezza, nonché la coerenza degli importi del saldo netto da finanziare con i livelli programmatici indicati nella Nota di aggiornamento e approvati con le risoluzioni parlamentari;
evidenziato che il provvedimento focalizza gli interventi prioritari su alcune direttrici prioritarie: in primo luogo le misure volte a sterilizzare le clausole di salvaguardia su IVA e accise, gli interventi per la crescita, la promozione dell'occupazione e il sostegno sociale alle fasce più deboli della popolazione; a queste si aggiungono le misure settoriali, per lo sviluppo del Mezzogiorno e per gli enti territoriali; infine, le misure per il contenimento della spesa e per il contrasto all'evasione e all'elusione fiscale;
sottolineato che il disegno di legge di bilancio registra ingenti risorse in termini di maggiori entrate (pari a 10,7 miliardi nel 2018, 9,1 miliardi nel 2019 e 8,1 miliardi nel 2020), derivanti in larga misura dalle disposizioni per il contrasto all'evasione fiscale contenute nell'articolato, e risparmi correnti riconducibili per il 50 per cento nel 2018 e per l'80 per cento nel 2020 a misure di spending review della Pubblica Amministrazione;
d'altra parte – ricordando gli sgravi contributivi e le detrazioni IRPEF per interventi di ristrutturazioni edilizie, riqualificazione energetica, per assunzioni a tempo indeterminato di giovani e in favore dei coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di età inferiore a quarant'anni – talune riduzioni di gettito sono riconducibili alle misure per accrescere la competitività delle imprese attraverso la proroga e il rafforzamento delle misure di superammortamento e di iperammortamento, che consentono alle imprese e ai professionisti di maggiorare le quote di ammortamento dei beni strumentali ad alto contenuto tecnologico, a fronte di nuovi investimenti effettuati;
segnalate le maggiori spese correnti per i contratti della Pubblica Amministrazione, per la lotta alla povertà, per le politiche per la famiglia, per gli investimenti pubblici, per investimenti nell'ambito del Patto nazionale incentivato degli enti locali, da cui deriva il carattere espansivo della manovra per ciascuno degli esercizi considerati;
evidenziati gli stanziamenti a supporto della partecipazione italiana alle Organizzazioni multilaterali, sia a carattere regionale che universale, ed a grandi iniziative promosse dalla Comunità internazionale, a partire dalla spesa per l'anno 2018 per fare fronte agli oneri correlati alla presidenza in esercizio italiana dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), che il nostro Paese assumerà dal 1 gennaio al 31 dicembre 2018 e dall'autorizzazione di spesa per l'anno 2018, introdotta al Senato, per avviare la preparazione della partecipazione italiana ad Expo Dubai 2020;
apprezzata l'istituzione nello stato di previsione del MAECI, a seguito dell'approvazione di un emendamento al Senato, di un apposito fondo per la partecipazione italiana al finanziamento delle spese di costruzione e manutenzione di immobili di proprietà pubblica in uso alle organizzazioni internazionali aventi sede in Italia;
segnalati gli stanziamenti a sostegno dei progetti per la formazione universitaria e post universitaria previsti e organizzati in attuazione degli accordi di cooperazione tra università italiane e quelle di Stati aderenti all'Organizzazione di cooperazione islamica, con i quali l'Italia ha stipulato accordi di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica;
valorizzato l'inserimento al Senato di significative risorse per il triennio per l'attuazione del Piano di Azione nazionale adottato in ottemperanza della Risoluzione 1325 del 2000 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza e delle successive risoluzioni;
apprezzate le norme per uniformare la base imponibile e contributiva dei redditi percepiti dal personale assunto in loco dalle rappresentanze diplomatiche, dai consolati, dagli istituti di cultura e dalle scuole statali all'estero, nonché l'incremento di 100 unità del contingente del personale a contratto assunto in loco e l'assunzione, con modifica apportata dal Senato, di 75 dipendenti a tempo indeterminato per ciascuno degli anni 2018 e 2019;
apprezzate in modo specifico, sul piano della valorizzazione dell'apporto delle comunità italiane nel mondo, le modifiche introdotte dal Senato che hanno introdotto una serie di misure a carattere finanziario per la promozione della lingua e cultura italiana all'estero, con particolare riferimento al sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e cultura italiana all'estero, a favore del Consiglio generale degli italiani all'estero e dei Comites, per adeguare le retribuzioni del personale a contratto assunto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari di prima categoria e dagli istituti italiani di cultura e a favore delle Camere di commercio italiane all'estero e delle agenzie di stampa specializzate per gli italiani all'estero che abbiano svolto tale servizio per il MAECI da almeno cinque anni, nell'auspicio che gli organi di informazione degli italiani all'estero vogliano conformare il proprio operato a criteri di utilità, efficienza e tempestività rispetto alle collettività dei connazionali;
richiamate con favore, seppure non strettamente rientranti nelle competenze della III Commissione, le misure introdotte a sostegno all'internazionalizzazione al Sistema-Paese con particolare riferimento alle misure volte a consentire che in determinati Paesi stranieri qualificati ad alto rischio dal Gruppo d'azione finanziaria internazionale, Invitalia possa operare quale istituzione finanziaria, anche mediante la costituzione di una nuova società autorizzata a effettuare finanziamenti, al rilascio di garanzie e all'assunzione in assicurazione di rischi non di mercato a cui sono esposti gli operatori nazionali nella loro attività nei predetti Paesi. Espressa quindi preoccupazione per quelle aziende italiane operanti all'estero in situazioni di crisi e particolarmente esposte a criticità determinate dalle decisioni dei Paesi committenti – tra i quali, in primo luogo, il Venezuela – nei cui confronti si ritiene opportuno adottare strumenti di sostegno;
apprezzate altresì le misure introdotte al Senato per l'efficientamento del Fondo rotativo per la concessione di contributi agli interessi per il finanziamento di crediti all'esportazione e per il finanziamento parziale della quota di capitale di rischio di imprese italiane in imprese all'estero;
valutato con preoccupazione il dato sugli stanziamenti di spesa del MAECI autorizzati dal disegno di legge di bilancio che si confermano, in termini di competenza, nella misura dello 0,4 per cento della spesa finale del bilancio statale in tutto il triennio di riferimento, che rappresenta una cifra notevolmente al di sotto dell'investimento necessario in politica estera e nello strumento diplomatico, a differenza di quanto si registra negli altri maggiori Stati dell'Unione europea;
registrato che la parte più consistente dei finanziamenti è comunque ascrivibile al programma Cooperazione allo sviluppo, in omaggio ad un impegno onorato nella legislatura quanto al rilancio delle politiche di aiuto allo sviluppo, anche grazie alla riforma normativa del settore e, in particolare, all'istituzione dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo;
segnalato, infine, il rifinanziamento per quasi 1 miliardo di euro dell'ulteriore rilevante fondo iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'economia grazie all'approvazione della legge n.?145 del 2016, che ha introdotto una normativa di carattere generale riguardante la partecipazione italiana alle missioni internazionali,
delibera di
RIFERIRE IN SENSO FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
1. valuti la Commissione di merito l'opportunità di autorizzare le procedure concorsuali per l'assunzione a tempo indeterminato di personale di ruolo nei profili professionali delle aree funzionali, tenuto conto della significativa riduzione di questa categoria di personale nell'ultimo decennio, che rischia di determinare gravi ripercussioni sulla funzionalità dei servizi alle collettività dei connazionali all'estero e alle imprese;
2. valuti la Commissione di merito l'opportunità di reintegrare le risorse destinate al Fondo Africa, già istituito all'articolo 1, comma 621, legge 11 novembre 2016, n.232, tenuto conto che esso rappresenta un importante strumento della strategia italiana per il rilancio del dialogo e della cooperazione con i Paesi africani da cui originano o transitano i flussi migratori verso l'Unione europea;
3. valuti la Commissione di merito l'opportunità di destinare le maggiori entrate derivanti dalla riscossione della tariffa consolare al soddisfacimento delle esigenze degli uffici consolari all'estero;
4. valuti la Commissione di merito l'opportunità di istituire un apposito fondo nell'ambito dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale specificamente destinato ad assicurare il pieno rispetto degli accordi di sede che regolano le condizioni per la presenza in Italia delle Organizzazioni internazionali, consentendo di fare fronte tempestivamente alle esigenze di restauro e di manutenzione di complessi architettonici spesso di considerevole valore storico ed artistico;
5. valuti la Commissione di merito l'opportunità di prorogare, per il biennio 2019-2020, l'autorizzazione ad assumere diplomatici per far fronte ai sempre maggiori impegni internazionali, all'apertura di nuove ambasciate in aree di interesse strategico per la promozione degli interessi economici del Paese e per la tutela dei cittadini italiani all'estero, nonché per garantire la continuità della partecipazione italiana al Servizio europeo per l'azione esterna;
6. valuti la Commissione di merito l'opportunità di adottare strumenti di sostegno specifico per i connazionali all'estero che risiedano in Paesi segnati da gravi instabilità e crisi politiche, con riferimento precipuo alla situazione in Venezuela, includendo misure mirate alle aziende italiane operanti all'estero che si trovano ad essere particolarmente esposte a criticità determinate dalle decisioni dei Paesi in cui operano;
7. si valuti nel complesso l'opportunità che nel futuro si possa registrare un salto di qualità nell'incidenza della spesa per la politica estera sul bilancio dello Stato in quanto investimento lungimirante e remunerativo in termini di pace e stabilità regionale durature, e ciò anche nel raffronto con quanto avviene nei maggiori Stati dell'Unione europea”. (aise) 

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