"TUTTO FUORI": ALLA GALLERIA CIVICA DI DOLNY KUBIN IN SLOVACCHIA LA MOSTRA DI MARCO GERBI

"TUTTO FUORI": ALLA GALLERIA CIVICA DI DOLNY KUBIN IN SLOVACCHIA LA MOSTRA DI MARCO GERBI

BRATISLAVA\ aise\ - Si inaugura domani, 21 giugno, presso la Galleria Civica di Dolny Kubin (Oravska Galeria) la personale dell'artista fiorentino Marco Gerbi, residente in Slovacchia.
Le opere esposte rappresentano il mondo di internet, della pubblicità, fatto di cose effimere, slogan, finta perfezione, un mondo che cerca il consenso, i soldi o semplicemente i like sui social network. Il vuoto dell’uomo moderno è riempito da mode che passano velocemente, da merci il più delle volte superflue.
I frammenti di giornale che Gerbi stratifica nei quadri hanno legami con il suo Paese di origine, l’Italia, e si rifanno anche al Futurismo; proprio Depero, uno dei maggiori esponenti di questo movimento, diceva che l’arte del domani sarà pubblicitaria, e questa visione è stata profetica poiché tanti artisti hanno portato avanti questo discorso.
Gerbi si è inserito in questa visione che fonde in maniera colta arte e pubblicità, citando la Poesia visiva, la Pop art italiana, il Noveau realisme, e su tutti Mimmo Rotella, ma anche Luciano Ori e Franco Angeli.
Il vivere in Slovacchia da 18 anni ha portato Gerbi ad assimilare anche artisti di questa parte d’Europa, come Jiri Kolar o Karel Trinkewitz.
La mostra ha il titolo di "Tutto fuori" che, come spiega l'artista, è uno slogan pubblicitario tirato fuori da una pagina di giornale ed inserito in un quadro. Nel caso della réclame è un forte invito ad approfittare di una svendita, ma il titolo ricorda anche le parole urlate della politica che promettono di cambiare tutto e ricominciare da zero.
Le opere di Gerbi sono state esposte, nel corso degli ultimi 15 anni, a Praga, Varsavia, Budapest, Cracovia, Stoccarda, Vienna, Bratislava, Turku, Bruxelles, Copenaghen, Sofia e sono entrate in importanti collezioni come la Fondazione Benetton di Treviso, la Carlo Palli Collection di Prato, la Fondazione Berardelli di Brescia, l'Archivio Cavellini di Brescia, il Museo della Carale di Ivrea, la Banca Monte dei Paschi di Bruxelles ed il Ministero della Cultura della Repubblica Slovacca.
La mostra è curata da Milan Mazur e rimarrà aperta fino al 2 settembre 2018. (aise)

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