CAGLIARI\ aise\ - Le famiglie cagliaritane hanno lasciato libere per qualche ora le centinaia di badanti che lavorano in città, permettendo loro di celebrare assieme la Pasqua ortodossa con i sacerdoti e le religiose arrivate dall’Ucraina. È stato così ascoltato l'appello congiunto lanciato dall’associazione "Cittadini del Mondo" e da don Mario Cugusi, parroco di Sant’Eulalia.
Quest’anno, il bilancio delle manifestazioni organizzate dal centro culturale "Rodnoe Slovo" ha superato qualsiasi previsione: prima in occasione del Natale, poi anche per la Pasqua, celebrata nei giorni scorsi, quasi l’intera comunità di immigrati dell’Est europeo ha potuto partecipato alle manifestazioni, riempiendo nel primo caso la chiesa di Sant’Eulalia e, nell’ultimo, quella del Santo Sepolcro, dove padre l’archimandrita padre Kirikk, arrivato dal Santo Convento di Kiev-Pechersk, ha officiato i riti rivolti agli ortodossi di etnia russofona. Fuori dalla chiesa, invece, un altro sacerdote rumeno ha celebrato il rito pasquale per le badanti e gli ambulanti di lingua rumena.
Oltre cinquecento persone provenienti in prevalenza dall’Ucrania, ma anche russi, bielorussi e moldavi, hanno affollato le chiese del quartiere Marina di Cagliari, concentrandosi poi nell’oratorio di Sant’Eulalia dove ha sede uno dei maggiori centri di sostegno e supporto per le badanti dell’Est.
La festa è continuata anche con concerti di musica tradizionale e spettacoli dei pianisti Andrei Dergai e della violinista Tatiana Mashanskaya. Gran parte del merito del successo delle manifestazioni è legato anche all’impegno dell’associazione "Cittadini del Mondo" che, ormai da anni, si occupa di accogliere e assistere in tutta la Sardegna i bambini provenienti dalla Bielorussia nei vari soggiorni-salute che vengono svolti durante l’intero anno. Periodi di vacanza indispensabili per eliminare dal loro corpo le tracce di radioattività ancora presenti a causa della tragedia nucleare di Chernobyl.
E in occasione delle maggiori feste della fede ortodossa, tutti i volontari del centro culturale e dell’associazione sono impegnati per regalare momenti di religiosità e condivisione anche alle oltre mille badanti che attualmente vivono e lavorano tra Cagliari e l’area metropolitana.
Quest’anno, per le principali feste religiose del calendario ortodosso, oltre all’archimandrita arrivato da Kiev, le celebrazioni natalizie e pasquali hanno visto impegnate anche le monache ucraine del monastero di San Nikolai di Gorodok. Manifestazioni rese possibili anche grazie all’impegno di don Mario Cugusi, parroco di Sant’Eulalia, che da qualche anno ha aperto le sue due chiese anche ai fedeli ortodossi. La sua parrocchia e l’oratorio sono ormai il principale punto di riferimento della comunità di immigrati provenienti dall’ex blocco sovietico. (aise)

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