ALFANO AL CGIE: CIASCUNO DI VOI È AMBASCIATORE D’ITALIA

ALFANO AL CGIE: CIASCUNO DI VOI È AMBASCIATORE D’ITALIA

ROMA\ aise\ - È iniziata con l’intervento del ministro Angelino Alfano, che del Cgie è presidente, la seconda giornata di Assemblea Plenaria alla Farnesina. Il ministro è giunto in Sala Conferenze Internazionali accolto dai consiglieri, dai parlamentari Farina, Fedi e Garavini e dal direttore generale Vignali.
Ad introdurre Alfano, nella “sua casa che è la nostra casa dal 1991”, il segretario generale del Cgie Schiavone.
“Era il 30 marzo di quest’anno e ho di nuovo l’occasione di incontrarvi”, ha esordito Alfano, che in questi mesi ha avuto “il privilegio di incontrare le nostre comunità” -l’ultima volta pochi giorni fa a New York - e di rilevare quanto questo rappresentino oggi “una connazionalità nuova, di nuova generazione, con una filosofia, una presenza, una traiettoria” definita.
Annunciando la sua prossima missione in Australia, dove, in particolare ad Adelaide, diversi saranno gli impegni con la comunità italiana dell’associazionismo ed economica, Alfano ha parlato degli italiani nel mondo come di una “inestimabile risorsa” e di una “componente essenziale del sistema Italia”.
“In questa fase di globalizzazione”, ha detto Alfano, “abbiamo due modi di essere italiani: con piedi, cuore e testa in Italia e con testa e cuore in Italia e piedi da un’altra parte”. Poi si è rivolto direttamente ai consiglieri: “ciascuno di voi è ambasciatore d’Italia, siete voi i togati, avvolti dalla bandiera italiana, che hanno un supplemento di dovere”. E ciò vale ancor più nelle situazioni critiche. Il ministro Alfano le ha volute citare, a partire dalla Brexit, in vista della quale già il Ministero e il governo si sono attivati. Ma anche in Venezuela, dove pure sono state avviate “misure straordinarie di assistenza” per garantire “tutela e protezione” ai soggetti più vulnerabili. A tal fine, ha tenuto a sottolineare Alfano, sono stati stanziati in tutto sinora oltre 1 milione e 200 mila euro.
C’è poi il tema della nuova mobilità, che però è univoca perchè, a fronte del 16,2 per cento di capitale umano che l’Italia forma e poi perde ogni anno, non vi è attrazione di studenti stranieri nel nostro Paese. “È evidente che ciascuno studente è libero di specializzarsi all’estero, ma dobbiamo agevolarne il rientro”, ha affermato Alfano, assicurando l’impegno a livello legislativo in tal senso.
Passando allo spinoso tema delle risorse, Alfano, alla luce del “ragionamento molto serio” avviato con il Cgie, ha garantito il proprio “impegno” per raggiungere un “livello adeguato di risorse”; certo, ha ammesso, “la strada è ancora lunga, ma molto è stato realizzato in questi mesi”; a partire dalla lingua italiana, per la quale grazie all’integrazione nel fondo ad hocsi è raggiunto uno stanziamento complessivo di 12 milioni di euro. “Noi siamo titolari di una grande forza”, quella degli 80 milioni di italodiscendenti nel mondo, ma non soltanto. La cultura italiana è molto amata all’estero, come dimostrano i dati degli studenti americani che studiano all’estero e per i quali l’Italia è seconda alla sola Gran Bretagna.
Quanto al personale consolare, ha proseguito Alfano, “dopo anni di contingentamento, mi sono impegnato personalmente per invertire questa tendenza” e in legge di bilancio sono stati stanziati ulteriori finanziamenti per nuove assunzioni.
Per raggiungere questo obiettivo, ma anche per tutti gli altri emendamenti alla legge finanziaria che interessano gli italiani all’estero, Alfano ha chiesto “il sostegno dei parlamentari eletti all’estero”.
“Vi chiedo un sano lobbismo parlamentare”, ha detto Alfano, che ha inoltre annunciato l’ormai prossimo arrivo dal MEF dei 3,8 milioni di euro derivanti dal contributo di cittadinanza. “Per la prima volta potremo avvalerci di questo meccanismo”.
Il ministro Alfano si rivoltò infine direttamente ai consiglieri, parlando di una “collaborazione con il Cgie destinata a proseguire nell’ottica della sua valorizzazione e di una dinamica collegiale”.
Il Cgie è un’idea che mi ha sempre convinto” ha detto Alfano, parlando del Consiglio come “buon esempio di mediazione della rappresentanza”. “Io vi sostengo e penso che insieme potremo fare un buon lavoro, per tutto ciò che serve non alla Farnesina, non a ciascuno di noi, ma per quei connazionali che ancora sono legati alla terra dei padri, quella della nostra storia e ineludibilmente, anche se stiamo dall’altra parte del mondo, del nostro destino”. (r.aronica\aise) 

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