FRANCESCO: CHE SIA UNA PRIMAVERA DELL’ANIMA

FRANCESCO: CHE SIA UNA PRIMAVERA DELL’ANIMA

foto Osservatore Romano

ROMA\ aise\ - “Cari fratelli e sorelle, buongiorno! E oggi è il primo giorno di primavera: buona primavera!”. Così Papa Francesco ha salutato i fedeli riuniti a Piazza San Pietro, in una Roma baciata dal sole, per l’udienza generale del mercoledì. “Cosa succede in primavera? Fioriscono le piante, fioriscono gli alberi. Io vi farò qualche domanda. Un albero o una pianta ammalati, fioriscono bene, se sono malati? No! Un albero, una pianta che non sono annaffiati dalla pioggia o artificialmente, possono fiorire bene? No. E un albero e una pianta che ha tolto le radici o che non ha radici, può fiorire? No. Ma, senza radici si può fiorire? No! E questo è un messaggio: la vita cristiana – ha sottolineato il Papa – dev’essere una vita che deve fiorire nelle opere di carità, nel fare il bene. Ma se tu non hai delle radici, non potrai fiorire, e la radice chi è? Gesù! Se tu non sei con Gesù, lì, in radice, non fiorirai. Se tu non annaffi la tua vita con la preghiera e i sacramenti, voi avrete fiori cristiani? No! Perché la preghiera e i sacramenti annaffiano le radici e la nostra vita fiorisce”.
“Vi auguro che questa primavera sia per voi una primavera fiorita, come sarà la Pasqua fiorita. Fiorita di buone opere, di virtù, di fare il bene agli altri Ricordate questo, questo è un versetto molto bello della mia Patria: “Quello che l’albero ha di fiorito, viene da quello che ha di sotterrato”. Mai – ha ribadito – tagliare le radici con Gesù”.
Il papa ha quindi proseguito il ciclo di catechesi sulla Santa Messa soffermandosi sulla Comunione.
“Nella Messa, dopo aver spezzato il Pane consacrato, cioè il corpo di Gesù, il sacerdote lo mostra ai fedeli, invitandoli a partecipare al convito eucaristico”, ha ricordato il Papa. “Conosciamo le parole che risuonano dal santo altare: “Beati gli invitati alla Cena del Signore: ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo”. Ispirato a un passo dell’Apocalisse – “beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello”: dice “nozze” perché Gesù è lo sposo della Chiesa – questo invito ci chiama a sperimentare l’intima unione con Cristo, fonte di gioia e di santità. È un invito che rallegra e insieme spinge a un esame di coscienza illuminato dalla fede”, ha osservato il Papa. “Tutti noi siamo stati perdonati nel battesimo, e tutti noi siamo perdonati o saremo perdonati ogni volta che ci accostiamo al sacramento della penitenza. E non dimenticate: Gesù perdona sempre. Gesù – ha detto ancora una volta il Papa – non si stanca di perdonare. Siamo noi a stancarci di chiedere perdono”.
A Messa sono i fedeli a muoversi in processione per fare la Comunione, ma “in realtà è Cristo che ci viene incontro per assimilarci a sé. C’è un incontro con Gesù! Nutrirsi dell’Eucaristia – ha sottolineato il Santo Padre – significa lasciarsi mutare in quanto riceviamo. Ogni volta che noi facciamo la comunione, assomigliamo di più a Gesù, ci trasformiamo di più in Gesù. Come il pane e il vino sono convertiti nel Corpo e Sangue del Signore, così quanti li ricevono con fede sono trasformati in Eucaristia vivente. Al sacerdote che, distribuendo l’Eucaristia, ti dice: “Il Corpo di Cristo”, tu rispondi: “Amen”, ossia riconosci la grazia e l’impegno che comporta diventare Corpo di Cristo. Perché quando tu ricevi l’Eucaristia diventi corpo di Cristo. È bello, questo; è molto bello. Mentre ci unisce a Cristo, strappandoci dai nostri egoismi, la Comunione ci apre ed unisce a tutti coloro che sono una sola cosa in Lui. Ecco il prodigio della Comunione: diventiamo ciò che riceviamo!”.
La Chiesa, ha proseguito il Papa, “desidera vivamente che anche i fedeli ricevano il Corpo del Signore con ostie consacrate nella stessa Messa; e il segno del banchetto eucaristico si esprime con maggior pienezza se la santa Comunione viene fatta sotto le due specie, pur sapendo che la dottrina cattolica insegna che sotto una sola specie si riceve il Cristo tutto intero”. Dopo la Comunione, “a custodire in cuore il dono ricevuto ci aiuta il silenzio, la preghiera silenziosa. Allungare un po’ quel momento di silenzio, parlando con Gesù nel cuore ci aiuta tanto, come pure cantare un salmo o un inno di lode che ci aiuti a essere con il Signore”, l’invito del Papa.
Infine, nell’orazione che conclude la Liturgia eucaristica “a nome di tutti, il sacerdote si rivolge a Dio per ringraziarlo di averci resi suoi commensali e chiedere che quanto ricevuto trasformi la nostra vita. L’Eucaristia – ha rimarcato Francesco – ci fa forti per dare frutti di buone opere per vivere come cristiani. Accostiamoci all’Eucaristia: ricevere Gesù che ci trasforma in Lui, ci fa più forti. È tanto buono e tanto grande il Signore!”.
A margine dell’udienza, il Papa ha annunciato che “in occasione del prossimo incontro mondiale delle famiglie, ho intenzione di recarmi a Dublino, il 25 e 26 agosto di quest’anno. Ringrazio fin d’ora le autorità civili, i Vescovi, il Vescovo di Dublino, e tutti coloro che collaborano per preparare questo viaggio”. (aise) 

Newsletter
Archivi