IL PATRIMONIO CULTURALE: RISORSA DI CRESCITA SOSTENIBILE

IL PATRIMONIO CULTURALE: RISORSA DI CRESCITA SOSTENIBILE

BRUXELLES\ aise\ - Creatività, innovazione, sviluppo. Saranno queste le parole chiave dell’evento “Il patrimonio culturale: risorsa di crescita sostenibile”, che si terrà a Bruxelles il prossimo 24 aprile. La conferenza, organizzata dal Coordinamento degli Alumni italiani nella capitale europea, si svolge nella cornice dello European Year of Cultural Heritage 2018, ed è un invito a riflettere e dialogare sul significato autentico della cultura, sulle opportunità che essa costantemente offre, da riconoscere, comprendere, cogliere. Cultura e creatività, in tutte le loro più brillanti e audaci manifestazioni, rappresentano da sempre una risorsa d’eccellenza nel nostro Paese.
Negli ultimi anni il settore ha raggiunto un valore economico pari al 3% del Pil nazionale e gli occupati diretti dell’industria culturale sono cresciuti con una percentuale doppia rispetto alla media italiana, confermando la centralità economica di un comparto che ribadisce il suo ruolo di fondamentale motore di crescita per l’economia italiana. Si tratta di dati incoraggianti, ma ancor più confortante è il quadro che emerge da uno studio, condotto da Ernst&Young, che mette in luce il valore potenziale inespresso dell’industria culturale. Il suo valore di mercato attuale, pari a 48 miliardi di euro, potrebbe crescere ancora raggiungendo i 72 miliardi. Nonostante la crisi, anche nel più ampio scenario europeo l’occupazione culturale è aumentata con costanza annua. “I dati sono chiari – commenta Paolo Fontani, direttore del Liason Office UNESCO a Bruxelles – e confermano come il settore culturale europeo rappresenti uno dei pilastri dell’Unione, contribuendo per circa il 5% del suo Pil”. Saranno discussi, durante la conferenza, anche i punti di debolezza del sistema dell’industria culturale e creativa, come l’allineamento della scelta formativa di molti giovani con i trend economico-culturali che spingono verso studi, generalmente scientifici, considerati più garantiti e remunerativi. Iniziative concrete e progetti che derivino dai decisori europei e nazionali, secondo Fontani, possono invertire la tendenza, istruendo i giovani sulle grandi possibilità che potrebbe offrire l’adesione ad una diversa offerta educativa. Ne è un esempio l’iniziativa ‘Valore Paese’, promosso dall’Agenzia del Demanio, che introduce il concetto di riuso e riqualificazione attraverso la concessione gratuita del patrimonio pubblico dismesso ad imprese e cooperative costituite in prevalenza da under 40.
“La vastità delle iniziative che stanno avendo e avranno luogo in tutta Europa durante questo 2018 – dichiara l’on. Silvia Costa, europarlamentare e vice-presidente dell’ inter-gruppo Turismo culturale, Patrimonio culturale e Itinerari culturali europei - dimostrano quanto i cittadini europei siano convinti che il comune patrimonio culturale sia un bene primario e su cui l’Unione dovrebbe investire di più”. Un appello importante a cui l’on. Costa non rimane insensibile proprio mentre la Commissione europea si prepara a pubblicare il nuovo Quadro finanziario pluriennale, portando avanti il suo obiettivo di passare dall´attuale 0,15% del bilancio Ue dedicato al programma Europa creativa ad un più ambizioso 1%.
“Un segnale importante viene dai comuni italiani – commenta Matteo Lazzarini, Segretario generale della Camera di Commercio Belgo-Italiana – che, sempre più numerosi, partecipano a progetti europei finanziati dai fondi diretti. Lo scorso anno ben 115 progetti sono stati sviluppati da 96 Comuni, molti dei quali hanno valorizzato proprio l’unicità del patrimonio culturale italiano inserendola in temi più ampi quali la sostenibilità, la cittadinanza, il dialogo intergenerazionale, l’economia circolare e l’ambiente”.
“Siamo onorati di ricevere numerosi riscontri positivi dai molti italiani a Bruxelles che partecipano alle nostre iniziative”, commenta Chiara Bellani, coordinatrice del network degli Alumni della capitale europea. “I nostri eventi vantano una grande affluenza anche da parte di alumni di università che non sono formalmente parte del Coordinamento. Ci auguriamo serva da stimolo per la creazione di nuove associazioni di rappresentanza a Bruxelles”. (melina buonaiuto\aise) 

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