“FRIDA KAHLO NELLA CASA AZUL - MACONDO MITO E REALTÀ NELLE FOTOGRAFIE DI LEO MATIZ”: SUCCESSO PER LA MOSTRA AL MUSEO CIVICO DI BARI

“FRIDA KAHLO NELLA CASA AZUL - MACONDO MITO E REALTÀ NELLE FOTOGRAFIE DI LEO MATIZ”: SUCCESSO PER LA MOSTRA AL MUSEO CIVICO DI BARI

BARI\ aise\ - Sarà prorogata fino a domenica 18 febbraio, ancora per un altro mese, la mostra “Frida Kahlo nella Casa Azul - Macondo mito e realtà nelle fotografie di Leo Matiz” inaugurata alla fine dell’ottobre 2017 nelle sale del Museo Civico di Bari.
La più importante mostra finora allestita al Museo della Città per numero di visitatori (cittadini, turisti italiani e stranieri), interesse mostrato e partecipazione da parte delle scuole, ha registrato più di 5.700 ingressi nei soli mesi di ottobre, novembre e dicembre 2017, numeri che si sommano a quelli dell'intero anno 2017 del Museo Civico, che conta un totale di oltre 10.000 biglietti staccati.
La mostra è approdata per la prima volta in Puglia e nell’Italia meridionale grazie ad Alejandra Matiz, figlia di Leo, che ha voluto rendere omaggio a Bari, città natale di Magda, cara amica conosciuta fortuitamente in Italia durante un corso di restauro e con la quale condivise momenti intensi e felici. Senza volerlo e senza sapere chi fosse, suo padre ritrasse invece Magda in una fotografia bellissima scattata nel 1957 a Caracas "Magda e il nano" che apre la mostra. La foto acquistata poi dal MoMa di New York è divenuta simbolo d’amabilità nei rapporti umani. Una ragazza, nata nella vecchia Bari, grazie all’intuito di Matiz, è così diventata un emblema di cordialità, caratteristica propria della donna latino-americana, ma anche delle donne mediterranee.
L’esposizione è un’opportunità straordinaria per la città di Bari di raccontare la fotografia del Novecento nella figura del fotografo e poliedrico artista americano Leo Matiz - di cui ricorre il centenario dalla nascita - che con i suoi scatti svela la bellezza e il carisma attuale dell’icona Frida Kahlo e il mito esotico di Macondo, la città immaginaria descritta da Gabriel García Marquez. La sezione dedicata a Macondo è allestita all'aperto sul rinnovato spazio del terrazzo, il punto più fotografato e condiviso anche sui social dal pubblico, che ha scoperto in questi mesi un nuovo punto panoramico dal quale osservare Bari vecchia.
La mostra è promossa e sostenuta dal Comune di Bari, dalla Fondazione Leo Matiz, è organizzata dal Consorzio Idria e dall’Associazione Ecomuseo Vallalta, con il patrocinio dell’Ambasciata della Colombia in Italia e l’Ambasciata del Messico in Italia.
Frida Kalho nella Casa Azul
Sono in mostra per gentile concessione della Fundacìon Leo Matiz, oltre 50 ritratti fotografici originali, che Matiz fece alla sua grande amica Frida Kalho nella Casa Azul di Coyoácan, antico quartiere di Città del Messico, agli inizi degli anni Quaranta del Novecento e le foto scattate nel 1997 nella stessa casa-santuario. Matiz ritrae una donna dalla vita intensa, ricca di passioni, quasi una creazione di García Márquez, una rara combinazione di reale e straordinario. Dall’incontro dei due nasce un proficuo rapporto artistico e d’amicizia che dà vita a un percorso estetico ed evocativo, concretizzato in una serie di fotografie che ritraggono la pittrice nella sua vita quotidiana, nella sua casa natale, nel suo quartiere.
Macondo tra mito e realtà
Oltre 60 sono invece le fotografie dedicate a Macondo mito e realtà, uno spaccato straordinario della Colombia del secolo scorso e di Aracataca, città natale di Leo Matiz, la stessa di Gabriel García Márquez che ispirò la mitica Macondo dei suoi Cent’anni di solitudine. La sezione, a cura di Antonio Massarelli, è allestita sul terrazzo del Museo Civico, uno spazio rinnovato e fruibile che si inserisce tra i tetti più belli della città vecchia, mostrandosi al pubblico per la prima volta.
La mostra si chiude con una sezione dedicata all’esperienza di impegno sociale e culturale sviluppata negli anni da Antonio Massarelli, Magda Bisceglie e Associazione Ecomuseo Vallalta e da una serie di opere scultoree realizzate da Meo Castellano e Pino Massarelli - CarteM studio, ispirate ad alcune fotografie esposte.
Il catalogo della mostra è realizzato da Adda Editore. (aise) 

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