CINARELLI (ITALIANI A BUENOS AIRES) SUL VOTO IN ARGENTINA: TANTE DENUNCE CHE SANNO DI PREGIUDIZIO E DI DELUSIONE

CINARELLI (ITALIANI A BUENOS AIRES) SUL VOTO IN ARGENTINA: TANTE DENUNCE CHE SANNO DI PREGIUDIZIO E DI DELUSIONE

BUENOS AIRES\ aise\ - “Dal 2008, la seconda volta in cui noi italiani all’estero abbiamo esercitato il nostro diritto di voto, sul risultato delle elezioni oltre confine ci sono stati sospetti di brogli. Veri o presunti l’idea che non fosse andato tutto sulla strada corretta c’è sempre stata. Il voto per corrispondenza si presta a irregolarità: postini che potrebbero raccattare i plichi per venderli, amici che li danno ad amici perché votino al loro posto, candidati e partiti disposti a comprare le buste, chi più ne ha più ne metta, di maniere di imbrogliare ce ne sono molte”. A scrivere è Edda Cinarelli, che a Buenos Aires cura il portale “italianiabuenosaires.com”, secondo cui le polemiche nate intorno all’elezione di due parlamentari nelle file dell’Usei nascono solo da “pregiudizi e delusione”, certo non da brogli elettorali.
Ciò è vero, per Cinarelli, sia l’esposto presentato da Fabio Porta e dal Pd, sia per il Maie. Il primo avrebbe agito “per rabbia” perché superato da Adriano Cario; Merlo per la “preoccupazione” di vedere “indebolito il Maie, che ha perso un deputato di fronte all’avanzata del ciclone USEI”.
“Adesso – accusa Cinarelli – sembra che per il Pd, per il Maie, per Forza Italia, per il M5s una modifica della Legge Tremaglia sia necessaria, ma perché proprio ora? Perché il PD al governo negli ultimi cinque anni non se n’è occupato prima? Non sarà perché pensava di vincere e invece non c’è riuscito, sta invece facendo acqua dappertutto, in Italia, in Sud America e si salva nei paesi europei. Non ci sarà sotto solo la delusione di aver perso un suffragio elettorale? Porta avrà agito per rabbia, perché pensava che avrebbe vinto e invece non c'è riuscito? E se Cario, un giovane sconosciuto, senza passato politico, avesse vinto senza brogli e tutto questo chiasso fosse dovuto solo a pregiudizi?”.
Secondo Cinarelli quindi “bisognerebbe calmarsi e cercare di fare ordine in questa ingarbugliata faccenda. Ci si renderebbe allora conto che i fratelli Cario hanno ereditato dal padre, Gaetano, un’organizzazione forte, ramificata in tutta la collettività italiana, che conta su un esercito di ragazzi, andati casa per casa a orientare i connazionali. Un amico, Luigi Pallaro, mi ha detto che fare politica è come giocare d’azzardo e allora perché non pensare che Adriano Cario ha vinto questa partita per un colpo di fortuna, sommata alla rendita del lavoro compiuto da suo padre Gaetano, che era uno degli uomini più in vista della collettività?”. (aise) 

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