COSTALLI (MCL) SULLA LEGGE “FINE VITA”: NO AL TENTATIVO DI INTRODURRE L’EUTANIASIA

COSTALLI (MCL) SULLA LEGGE “FINE VITA”: NO AL TENTATIVO DI INTRODURRE L’EUTANIASIA

ROMA\ aise\ - “Amareggia e indigna il muro contro muro al quale una certa parte politica vorrebbe costringere chi ritiene che la tutela della vita sia un bene indisponibile e non un optional al servizio di strumentalizzazioni di parte”: è questo il commento del Presidente MCL, Carlo Costalli, sulle ultime vicende parlamentari che hanno visto otto deputati cattolici della Commissione Affari Sociali abbandonare la seduta in segno di protesta per i tentativi di forzare l’approvazione di un testo sul fine vita che, evidentemente, non è ancora affatto condiviso.
“È importante che il mondo cattolico si attivi per far sentire la propria voce su questioni che impegnano il Paese in una scelta etica, morale e religiosa”, ha continuato il leader del MCL auspicando che “sempre più il mondo cattolico riesca a farsi sentire nei vari ambiti della vita pubblica, politica e sociale”.
“L’idea che la nutrizione e la disidratazione siano da includere fra i “trattamenti sanitari” e che, come tali, rientrino nella facoltà di scelta (o di rifiuto) del paziente, di fatto esautorano il ruolo del medico, limitandone le scelte di intervento, senza peraltro prevedere neppure la facoltà di obiezione di coscienza: in pratica è un tentativo di introdurre surrettiziamente l’eutanasia”, ha continuato Costalli. “Tutto questo rivela, a mio avviso, l’ennesimo tentativo di sottrarre un tema così importante e delicato a una seria e profonda condivisione”.
“Preoccupa una politica che va avanti a colpi di maggioranza, incurante delle posizioni del mondo cattolico e non solo; una politica che, in nome della velocità, del dover produrre leggi ad ogni costo, dell’allinearsi a un sistema globale sempre più competitivo e spersonalizzante, vorrebbe di fatto allontanare il Paese dalle proprie radici. Contro tutto questo noi continueremo a batterci: a far sentire la nostra voce per la vita, per la famiglia, per il bene comune che, oggi, appare tanto lontano da questa politica furbetta e piccola piccola”. (aise) 

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