LA COMMISSIONE MIGRAZIONE DEL SINDACATO SYNA CHIEDE PIÙ SCAMBI INTERCULTURALI

LA COMMISSIONE MIGRAZIONE DEL SINDACATO SYNA CHIEDE PIÙ SCAMBI INTERCULTURALI

LUGANO\ aise\ - Cosa significa integrazione? Per quanto la risposta a questa domanda sia complessa, la posizione al riguardo della commissione della migrazione del sindacato Syna è tanto più chiara, come spiega lo stesso sindacato ticinese in una nota: "occorrono più scambi interculturali e possibilità di partecipazione politica a livello locale. Questo è ancora più importante alla luce dell’attuale inasprimento dei criteri di naturalizzazione".
Nel corso di un recente incontro "il gruppo ha riconosciuto all’unanimità l’enorme importanza di conoscere diritti ed obblighi e di disporre delle necessarie competenze linguistiche quali elementi fondamentali d’integrazione. Anche i contatti con la popolazione locale sono un importante fattore d’integrazione.
Partecipazione sociale nell’ambiente residenziale e professionale
Soprattutto nei quartieri poco eterogenei si pone il problema che a contatti frequenti con altri gruppi di stranieri si contrappongono contatti solo sporadici con la popolazione indigena. Una mescolanza sociale equilibrata nei quartieri riveste tuttavia grande importanza. Le voci più critiche accusano i mass media di ingigantire la situazione di segregazione degli stranieri – eppure questa compartimentazione non viene problematizzata nei quartieri residenziali delle classi più agiate. La vita attiva rappresenta un’ulteriore opportunità di partecipazione – e, con essa, anche il fatto di pagare le tasse e le assicurazioni sociali.
Essere integrati rimanendo se stessi
La commissione ha criticato i criteri imposti (dal 1° gennaio 2018) dalla nuova legge federale sulla cittadinanza, che imporrebbe requisiti molto elevati agli stranieri desiderosi di acquisire i loro diritti di partecipazione politica. Le condizioni sarebbero tali da non essere soddisfatte nemmeno da molti cittadini svizzeri! In considerazione delle tensioni che i cittadini stranieri devono affrontare per la loro integrazione, la commissione ha formulato un importante postulato: l’integrazione significa anche poter essere se stessi. Quali sforzi di adattamento devono dimostrare gli immigrati per essere riconosciuti come cittadini integrati? Quali comportamenti devono modificare o controllare per essere riconosciuti come appartenenti al Paese? In fin dei conti, ogni sforzo per l’integrazione è anche uno sforzo per essere riconosciuto dall’altro come suo pari. Ponendo ulteriori differenze e requisiti aggiuntivi si sbatte la porta in faccia agli immigrati. Non di rado un simile atteggiamento è percepito dai diretti interessati come estremamente umiliante. Tutto questo non può di certo favorire un’identificazione positiva con la Svizzera…
Accettare ed essere accettati
La commissione della migrazione chiede la naturalizzazione per le persone nate in Svizzera, il che attuerebbe il loro riconoscimento come cittadini alla pari fin dalla nascita. Inoltre, la partecipazione politica a livello comunale dovrebbe essere generalizzata in tutta la Svizzera. Infine, la commissione ritiene particolarmente problematiche le prevaricazioni che incombono sugli stranieri di seconda e terza generazione a cagione dell’iniziativa per l’espulsione. Occorre assolutamente impedire queste ingiustizie! Come evidenziato in maniera alquanto incisiva da un partecipante: integrazione significa accettare ed essere accettati". (aise) 

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