CONFSAL-UNSA ESTERI: LA FUNZIONALITÁ DEGLI IIC NEL MONDO É IN GRAVI DIFFICOLTÁ

CONFSAL-UNSA ESTERI: LA FUNZIONALITÁ DEGLI IIC NEL MONDO É IN GRAVI DIFFICOLTÁ

ROMA\ aise\ - "La funzionalitá di tutti gli Istituti di Cultura nel mondo é da un’anno a questa parte in gravi difficoltá!". La denuncia è del Coordinamento Esteri della CONFSAL UNSA che, in una nota alla stampa, rivendica di aver "cercato a più riprese - con incontri bilaterali, lettere, testimonianze del personale coinvolto - di stimolare il Maeci a reagire, per porre rimedio alle gravi disfunzioni amministrative di cui gli IIC nel mondo sono al momento soggetti".
"Niente sembrava scuotere questa amministrazione dal torpore, l’indifferenza e l’inattività che parevano regnare sovrane", sostiene il sindacato della Farnesina. "Eppure i problemi presentati erano e sono notevoli, sia per il personale degli IIC, costretto a operare sotto l’egida di disposizioni amministrativo-contabili insensate, sia per l’amministrazione stessa, che dovrebbe essere interessata ad un funzionamento ottimale delle strutture. Ma, ahi noi, alla Farnesina il buon senso trova applicazione pratica molto lentamente".
La CONFSAL UNSA ricorda che "nel 2016 sono state introdotte nuove direttive amministrativo-fiscali alle quali devono aderire anche minute entità statali quali sono gli IIC. Per le nostre strutture nel mondo si tratta di uno strazio quotidiano, nel quale il personale non sa esattamente cosa fare. Una serie sconfinata di interpretazioni alle quali ogni singola sede fornisce una risposta differente, creando confusione e, perciò, non poche disfunzioni. Il tutto condito poi dal processo di "dematerializzazione" (inapplicabile secondo gli addetti ai lavori) con costi più elevati e tempi enormemente più lunghi rispetto al passato".
"L‘80% del lavoro svolto dagli IIC è, allo stato attuale, di natura amministrativo-contabile", continua la CONFSAL UNSA, che parla di "un’aberrazione che – secondo gli addetti ai lavori - svilisce in toto la vera funzione di queste strutture nel mondo. Ultimamente (e questa è solo l’ultima di una serie indicibile di "vulnus") sono state imposte agli IIC anche delle incombenze di carattere fiscale, impossibili però da applicare a causa dell’atavica mancanza di personale, della mancanza di formazione professionale e di informazioni che tengano conto delle caratteristiche professionali dei dipendenti impiegati".
"Per ovviare ai disagi più consistenti", spiega la nota, "il nostro sindacato ha richiesto ostinatamente corsi di formazione per il personale contabile degli IIC e ha presentato proposte concrete per ovviare ai problemi maggiori, quali: 1. gli obblighi fiscali nel loro insieme (ritenuta d’acconto, IRAP, dichiarazione di ritenuta d’acconto per l’ospite, ecc.) dovrebbero essere affidati ad un fiscalista italiano quale unico consulente competente a livello di Paese; 2. senza eliminare il CIG, reintrodurre per tutte le richieste e accettazione di offerta nonché decreti autorizzativi, il timbro "Visto si liquida"; 3. deroga per tutti gli IIC alla soglia applicativa di "0" Euro, come da Messaggio MAECI n. 235654 del 30.11.2016, innalzandola a 1000 Euro".
"Solo grazie alla costante opera della CONFSAL-UNSA Esteri", afferma il sindacato, "il Maeci ha finalmente predisposto i necessari corsi di formazione - in modalità FAD - per il personale amministrativo-contabile degli IIC, corsi che dovrebbero essere operativi il 23 o 24 Febbraio 2017".
La CONFSAL-UNSA rende "atto all’amministrazione del fatto che la predisposizione dei corsi in questione è indubbiamente un notevole passo in avanti rispetto all’immobilismo degli ultimi dieci mesi. Ciononostante", aggiunge, concludendo, "il vulnus della questione continua a persistere: gli obblighi di cui ai tre punti sopra esposti devono essere rimossi, poiché non possono e non devono essere assegnati al personale contabile degli istituti di cultura". (aise) 

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