MATTARELLA: LEGAMI STORICI TRA ITALIA E PORTOGALLO

MATTARELLA: LEGAMI STORICI TRA ITALIA E PORTOGALLO

ROMA\ aise\ - “Ringrazio molto il Presidente Rebelo de Sousa per l'accoglienza di grande amicizia con cui ha accolto me e la delegazione che mi accompagna. Abbiamo registrato legami storici molto antichi e forti tra i nostri Paesi, ma vi sono anche legami attuali che continuano quelli storici”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a margine dell’incontro con il Presidente Rebelo de Sousa ieri a Lisbona, dove si trova in missione istituzionale, accompagnato dal sottosegretario agli esteri Vincenzo Amendola.
“Abbiamo una visione comune su ogni problema importante, perché ispirata dagli stessi valori”, ha aggiunto Mattarella. “Abbiamo comuni sensibilità che ci conducono a vedere i problemi e ad affrontarli nel medesimo modo, con la stessa impostazione. Anche per questo vi è un ampio spazio per sviluppare ulteriormente la nostra collaborazione bilaterale, oltre che dentro l'Unione europea e nell'ambito della comunità atlantica. Possiamo sviluppare ulteriormente i rapporti già eccellenti che vi sono sul piano economico, culturale e politico”.
Portogallo e Italia, ha ricordato il Presidente, “fanno parte della stessa comunità atlantica; condividono, nella comune appartenenza alla dimensione europea, la stessa visione dell'Unione; condividono la consapevolezza del valore importante dell'integrazione europea e della sua crescente realizzazione. Abbiamo parlato anche della Dichiarazione di Roma del marzo scorso, degli obiettivi di rilancio dell'integrazione che la Dichiarazione ha indicato e abbiamo insieme valutato, condividendo le prospettive, i possibili passi avanti che si possono compiere in tanti settori della vita dell'Unione”.
“Uno di questi – ha spiegato il Capo dello Stato – è quello economico-monetario che richiede passi avanti importanti e possibili da qui al 2019, data delle elezioni del prossimo Parlamento europeo. In questo versante è molto importante l'elezione del Ministro Centeno a Presidente dell'eurogruppo: una elezione che l'Italia ha fortemente condiviso e che è un riconoscimento importante per il Portogallo, per la affidabilità e la serietà della sua azione di governo. Per questo rivolgo i complimenti al Presidente della Repubblica Rebelo de Sousa per l'equilibrio di una azione politica ritenuta così importante e seria che ha portato ad affidare a un ministro portoghese la presidenza dell'eurogruppo. È anche un modo per sottolineare le prospettive di crescita che l'Unione ha a questo riguardo”.
“Abbiamo parlato – ha proseguito Mattarella – anche dell'esigenza di procedere nella politica di difesa e sicurezza comune dell'Unione, che è anche una risposta alle esigenze, alle preoccupazioni e alle attese dei nostri concittadini. In questi campi - come in altri - l'Unione può affrontare problemi, può adottare iniziative; può fare molto di più di quanto possano fare da soli i singoli Paesi. Questo è ciò che muove Portogallo e Italia nella convinzione del valore dell'integrazione europea”.
“Abbiamo affrontato anche la questione del fenomeno dell'immigrazione. Ne avevamo parlato diffusamente a Malta in occasione dell'incontro con altri capi di Stato del gruppo Arraiolos, sottolineando allora, come oggi, l'esigenza di affrontare con lungimiranza questo argomento. È un fenomeno – ha ribadito Mattarella – che va governato con serietà, con lungimiranza, con capacità, avendo insieme lo sguardo alla dignità delle persone, alla sicurezza dell'Unione, alla crescita dei Paesi da cui nascono i flussi migratori. Anche per questo abbiamo ribadito l'esigenza di sviluppare il rapporto collaborativo con i Paesi da cui nascono i flussi migratori, l'esigenza di attivare - come sottolineiamo spesso - canali legali di immigrazione per sottrarre questo compito ai trafficanti di essere umani. Tutto questo significa naturalmente che l'Unione assuma il compito di affrontare il fenomeno migratorio, ed è un compito che l'Unione può svolgere complessivamente con maggiore efficacia di quanto possano fare i singoli Paesi. Il rallentamento degli arrivi di migranti in Europa impone in questo momento il compito di vedere in che modo affrontare stabilmente, strutturalmente, con lungimiranza questo fenomeno, con canali legali di ingresso, regolati, possibili e sostenibili, e dall'altra parte, aiutando intensamente con uno sforzo concreto, serio e prolungato i Paesi da cui nascono i flussi migratori”.
Infine, “abbiamo fatto un giro di orizzonte ampio con il Presidente Rebelo de Sousa, trovandoci su ogni aspetto e argomento perfettamente d'accordo”. Quindi, rivolto al Presidente portoghese, Mattarella ha concluso: “tengo a dirle che mi sento davvero a casa, come lei può sentirsi in Italia. Come gli italiani si sentono davvero a casa in Portogallo e così i portoghesi in Italia”. (aise) 

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