COLUMBUS CENTRE: IL BOARD CATTOLICO CHIEDE IL SOSTEGNO DELLA CHIESA – DI MARIELLA POLICHENI

COLUMBUS CENTRE: IL BOARD CATTOLICO CHIEDE IL SOSTEGNO DELLA CHIESA – di Mariella Policheni

TORONTO\ aise\ - “Finora la chiesa di San Carlo Borromeo non è mai stata tirata in ballo. Il progetto sembrava essere un affare di Villa Charities Inc. (VCI) e del Toronto Catholic District School Board (TCDSB). Adesso però, sollecitata dal board cattolico di Toronto, la chiesa che si trova a fianco del Columbus Centre, ha deciso di scendere in campo e partecipare ai due seminari comunitari il primo dei quali si terrà domani (Oggi- ndr) nella Sala Caboto. Nella lettera che porta la firma della chair del board Angela Kennedy e del direttore all’Istruzione Rory McGuckin, il parroco padre James M. Reposkey, assieme agli altri sacerdoti, viene invitato a “partecipare a una consultazione della comunità riguardante il Centro Columbus / Villa Charities / Dante Alighieri Academy Intergenerational Community Hub””. A darne notizia è Mariella Policheni sul “Corriere canadese”, quotidiano diretto a Toronto da Francesco Veronesi.
““Maximum City e Dillon Consulting stanno avviando un processo di consultazione approfondito per conto di Villa Charities e del TCDSB, che includerà l’opportunità di fornire il proprio input online e di persona”, si legge ancora nella lettera nella quale viene anche indicato che un plico contenente gli inviti stampati è stato inviato alla parrocchia per essere messi a disposizione dei parrocchiani.
In realtà sembra proprio che il TCDSB e VCI stiano esercitando pressioni sulla chiesa che a sua volta dovrebbe esercitare pressione sui parrocchiani. Tra l’altro, in un volantino inviato da Villa Charities a tutti i residenti della zona per convincerli che il loro è un bel progetto che porterà benefici a tutta la comunità, viene negato che i condomini facciano parte del piano di riqualificazione. La verità, ed il disegno con il futuro assetto di questo angolo tra Lawrence Ave. West e Dufferin Street lo dimostra, prevede la costruzione di ben tre condomini per un totale di tremila alloggi.
Per quel che concerne il futuro della chiesa si legge che la San Carlo Borromeo non sarà demolita. “Ogni decisione sul futuro della chiesa spetta all’arcidiocesi cattolica di Toronto”. La chiesa, a volerla dire tutta, faceva parte del primo piano e quel che succederà, non è affatto chiaro. Il futuro è incerto, nonostante si cerchi di rassicurare la comunità, anche per il Monumento ai Caduti Italiani sul lavoro. È sufficiente dare un’occhiata al disegno topografico del progetto, per capire che la realtà è ben altra: tra le altre cose, il discusso progetto prevede la costruzione di una strada tra il nuovo edificio destinato ad accogliere il Columbus Centre e la Dante Alighieri Academy e due dei tre grattacieli: senza questa nuova via che va da Lawrence a Playfair, non possono essere costruiti i palazzi. Va da sè che se deve essere fatto posto alla strada il Columbus Centre deve essere demolito. Anche il parcheggio utilizzato dalla San Carlo Borromeo, che è di proprietà di Villa Charities, sarebbe destinato a scomparire. Il terreno su cui sorge la chiesa è di importanza fondamentale affinchè il progetto, così come appare dal disegno, possa essere realizzato. La verità, anche se questo viene negato, è che tutto ruota attorno allo sviluppo edile della zona.
Villa Charities Inc. dopo essere stata inizialmente “latitante” è passata adesso al contrattacco inviando nelle case di tutti i residenti della zona un volantino contenente affermazioni “discutibili”, cominciando ad attaccare i membri della Columbus Athletic and Social Association (CASA) e tramite il provveditorato cattolico di Toronto cercando di ottenere il supporto della chiesa nella realizzazione del progetto.
E se già il coinvolgimento del Toronto Catholic District School Board ha fatto arricciare il naso alla comunità che risiede vicino al Columbus Centre e non solo, l’entrata in scena della chiesa inizia a far discutere. Sia l’uno che l’altra dovrebbero essere preposti ad altri compiti tra i quali non rientra di certo un progetto che prevede la distruzione, contro la volontà della gente, del centro comunitario costruito con sacrifici e passione dagli italiani di Toronto oltre trent’anni fa”. (aise) 

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