IL COMITES DI MONTEVIDEO SFIDUCIA "L'ESECUTIVO" DI ALDO LAMORTE ED ELEGGE ALESSANDRO MAGGI NUOVO PRESIDENTE – DI MATTEO FORCINITI

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MONTEVIDEO\ aise\ - “Finisce con una riunione sobria e un po' improvvisata il regno di Aldo Lamorte sul Comites di Montevideo”. Come racconta Matteo Forciniti, che dalle pagine di Gente d'Italia continua a seguire le burrascose vicende del Comitato uruguaiano, “in una fredda serata d'inverno due terzi dei membri si autoconvocano per sfiduciare l'esecutivo (assente) dopo quasi due mesi di presidenza ad interim caratterizzati da polemiche, appelli, strani silenzi e comportamenti indecifrabili.
Dopo le dimissioni di Claudio Melloni, rassegnate il 28 giugno, era praticamente calato il sipario sulla vicenda. Di elezione di un nuovo presidente come prevede la legge non se ne vedeva alcuna traccia all'orizzonte. Non sono bastate le quattro lettere dell'ambasciatore Piccato che invitava a votare, ricordando tutti gli articoli della legge. Un'irritazione crescente con il passare dei giorni. “È stato un golpe”, sussurra qualcuno con un sorriso.
L'ultimo atto della presidenza di Aldo Lamorte è destinata a lasciare ulteriori polemiche: un incontro con le associazioni organizzato presso la sede della Federazione Lucana in concomitanza proprio con questa riunione del Comites richiesta dalla maggioranza dei suoi consiglieri.
Per l'occasione, come confermato dalla presidente dei lucani Sonia Pritsch, Lamorte e i suoi consiglieri (o ciò che ne restava in questi ultimi tempi) ha affittato la sede scappando praticamente dalla sua tradizionale dimora, la Casa degli Italiani, su cui tra l'altro versa anche un affitto per svolgere le sue attività come da tradizione.
Una scelta inusuale che sa anche di discriminazione verso le altre associazioni che vivono degli introiti dell'affitto della propria sede. Palese, in quest'ultimo circo dell'assurdo, è il conflitto di interessi da parte di Aldo Lamorte che in veste di presidente ad interim del Comites affitta la sede dell'associazione di cui è membro nell'ultimo capitolo di un naufragio annunciato.
Non solo: nella stessa serata di mercoledì 16 agosto fa anche chiudere la segreteria del Comites aperta all'interno della Casa degli Italiani in un orario in cui dovrebbe essere aperta al pubblico.
Insomma una “situazione di illegalità” intollerabile per gli undici consiglieri autoconvocatosi per eleggere le nuove autorità. “La sfiducia a questo esecutivo è l'unica possibilità che abbiamo per salvare il Comites. La normativa parla chiaro" scrivono i rappresentanti nella lettera con le motivazioni appellandosi all'articolo 10 e al suo comma 2 della legge che regola il funzionamento dei comitati.
L'organismo che rappresenta gli italiani dell'Uruguay volta dunque pagina e si avvia verso una nuova fase con l'accordo tra le liste di Filomena Narducci e Renato Palermo, rispettivamente Unitalia e Diritti e solidarietà, che possono contare su 6 consiglieri la prima e su 5 la seconda.
Insieme eleggono le nuove autorità in un clima cordiale e rispettoso mettendo da parte le differenze del passato: Alessandro Maggi (Unitalia) presidente e Roma Musetti (Diritti e solidarietà) segretaria. Nel nuovo esecutivo ci saranno anche: Filomena Narducci, Josè Mendez e Vittoria Gugliotta insieme a Rolando Rossi e Ignacio Palermo.
Spodestata dunque la lista Maiu (7 consiglieri) vincitrice delle elezioni o sarebbe meglio dire Maie (Movimento Associativo degli Italiani all'Estero) come il partito politico di riferimento in una situazione mai del tutto chiarita, continuamente confusa e mischiata.
“Un nuovo presidente giovane, dell'interno, molto preparato e che parla anche italiano”: questo il commento della Narducci, vera vincitrice di questa sfida dopo due anni di lotta dura e di opposizione. “Maggi è una figura dal profilo basso ma che ha tante qualità e servirà sicuramente per risollevare questo Comites”, dice Renato Palermo con la sua consueta calma, ancora una volta ago della bilancia fondamentale per raggiungere un accordo.
Il nuovo presidente si presenta con una certa disinvoltura. Vanta dalla sua parte un'esperienza come segretario del Comites per otto anni. Attualmente è il responsabile del patronato Inas di Colonia. “È un piacere e un onore per l'incarico che mi è stato affidato”, afferma rivolgendosi all'assemblea. “Sento un senso di grande responsabilità per una situazione molto difficile. Farò del mio meglio e cercherò di metterci tutto l'impegno possibile. Come prima cosa dobbiamo diffondere nella collettività cosa è successo ultimamente, ma dobbiamo anche iniziare subito a lavorare formando commissioni a forma di legge. Il Comites non può essere più usato per finalità politiche".
La prossima riunione è stata già fissata per il 31 agosto alle ore 19. Per il passaggio di consegne ci vorranno al massimo dieci giorni. Se entro sessanta giorni non si concretizzerà, “potrebbero intervenire le autorità competenti”. L'ultima minaccia ad Aldo Lamorte e al suo gruppo prima dell'inizio di un nuovo capitolo nella storia del Comites dell'Uruguay”. (aise) 

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