IL GOVERNO CHE VERRÀ... SE VERRÀ – DI ANTONIO AMATULLI

IL GOVERNO CHE VERRÀ... SE VERRÀ – di Antonio Amatulli

CAPETOWN\ aise\ - "Il governo Lega-M5S resta ancora incerto. Dopo oltre due mesi di contrattazioni, veti incrociati, pressioni e false illusioni, non si comprende ancora se alla fine questo strano ibrido, un esperimento della politica italiana che sarebbe tutto nuovo, toglierà il Paese dall’impasse istituzionale e allontanerà lo spettro delle elezioni anticipate". Si apre così la riflessione sulla politica interna italiana che Antonio Amatulli, direttore della Dante Alighieri di Durban e candidato alle recenti elezioni politiche con Liberi e Uguali, affida a La Gazzetta del Sud Africa di Ciro Migliore.
"Non è bastato per il momento che i due partiti usciti vincitori dalle ultime elezioni politiche fossero finalmente lasciati liberi di accordarsi, una volta rimossi uno ad uno gli ostacoli. Questo perché, occorre tenerlo presente, il successo di Lega e M5S deve pure essere iscritto e inquadrato in una logica di coalizione che si presentava agli elettori ben stabilita: se la Lega ha vinto all’interno della coalizione di centrodestra, anche il M5S ha sì ottenuto il 32% da solo, ma grazie a moltissimi elettori che storicamente votavano per i partiti riformisti di centro sinistra.
Svincolatisi da entrambi le coalizioni - reale nel caso della Lega, ideale nel caso dei grillini - il loro risultato andrebbe forse visto sotto un’altra prospettiva: di qui le difficoltà di un accordo di governo che, se andrà in porto, lo farà senza fare molti conti "ideologici" precisi con l’elettorato.
Inoltre, un governo che dovrà molto guardarsi dagli esclusi. Tra questi, ancora una volta, è stato Berlusconi lo stratega migliore. Con parvenza di padre nobile e buono della coalizione, in una delicatissima posizione – la minaccia del voto a luglio con la Lega in continua crescita nei sondaggi che avrebbe di molto ridotto il peso di Forza Italia in Parlamento – ha saputo reagire con il solito pragmatismo: subire un veto – l’esclusione di Forza Italia dal nuovo governo – e toglierne altruisticamente un altro, permettendo a Salvini di correre verso i 5stelle. Nel frattempo, anche grazie alla riconquistata candidabilità, potrà riorganizzare le truppe e logorare l’ipotetico futuro governo con i mezzi di comunicazione di sua proprietà. E ricattare la maggioranza, soprattutto al Senato dove è più risicata.
E se la presunta età avanzata di Berlusconi non gli permette certo di competere alla pari con Salvini e Di Maio per slancio, energie ed efficacia comunicativa, la soluzione per l’immediato futuro il Cavaliere potrebbe trovarla proprio in casa: sua figlia Marina potrebbe in fretta ricompattare l’elettorato di centrodestra, rilanciare l’immagine offuscata e un po’ stantia di Forza Italia ed entrare di peso nella politica italiana.
Quanto al Partito Democratico, non è detto che la scelta di non voler trattare in alcun modo per la formazione di un governo con il M5S si rivelerà strategicamente vincente. Ingabbiato com’è nella guerra tra correnti, sarebbe forse stata più risanatrice una collaborazione con i grillini e un confronto con i loro temi programmatici che tanti elettori hanno saputo conquistare proprio al PD. E tentare con calma di ritrovare la propria gente con una rinnovata segreteria e una nuova opera di governo che a quel punto avrebbe avuto una chiara impronta riformista. In ultimo, anche solo per senso di responsabilità verso la propria storia ed il proprio elettorato, il PD forse avrebbe dovuto fare di più per impedire che il baricentro delle contrattazioni per la formazione del futuro governo si spostasse decisamente verso destra.
Nei prossimi giorni vedremo cosa succederà. Capiremo se l’asse M5S-Lega riuscirà a formare un governo politico e quindi a dispiegare l’ambiziosissimo programma annunciato, in linea con le aspettative degli italiani. Se sarà così, a quel punto, dovrebbe riuscire agilmente ad imporsi anche sui territori. Diversamente, potrebbe finire per scontentare un po’ tutti ed essere archiviato rapidamente come uno strambo esperimento di fine primavera". (aise) 

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