PANORAMA SULL’UZBEKISTAN DAL LAVORO DELLA CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA – DI DOMENICO LETIZIA

PANORAMA SULL’UZBEKISTAN DAL LAVORO DELLA CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA – di Domenico Letizia

ROMA\ aise\ - “L’Uzbekistan è uno stato dell’Asia centrale con circa il 50% della popolazione che vive in comunità rurali densamente popolate. Il Paese vanta una produzione agricola di eccellenza, su cui il governo punta per sviluppare una moderna industria di trasformazione alimentare ed allo stesso tempo incentiva un ampio e diversificato programma di industrializzazione. Il presidente Shavkat Mirziyoyev ha impresso un forte dinamismo alla politica estera, con un accentuato carattere di diplomazia economica. In primo piano la politica di buon vicinato con i Paesi limitrofi e la rinnovata attenzione ai corridoi di trasporto, che puntano a favorire un sostanziale aumento delle esportazioni verso Russia e Cina ma anche verso l’Europa, quindi un paese interessante anche per le imprese italiane”. Per approfondire i vantaggi e le opportunità che l’Uzbekistan offre, Domenico Letizia ha intervistato Luigi Iperti, presidente della Camera di Commercio Italia-Uzbekistan (CIUZ), per il quotidiano on line Notizie Geopolitiche.
D. L’ultima edizione del Global Economic Prospects pubblicata dalla Banca Mondiale assegna all’Uzbekistan il secondo posto come Paese con la crescita economica più significativa. Grazie al supporto governativo, per il 2017 è prevista infatti una crescita del 7,6%, contro una media globale del 2,7%. Possiamo approfondire i perché di tale crescita?
R. Le ragioni sono molteplici e partono da lontano perché sono ormai dieci anni che l’Uzbekistan cresce con tassi di sviluppo dell’ordine dell’8% all’anno. Posso provare a elencarle. Prima di tutto una politica che guarda all’economia senza pregiudizi ideologici con riforme graduali tra le quali apertura al mercato, privatizzazioni, presenza di investimenti esteri, sviluppo delle medie e piccole imprese, ricerca ed innovazione. Le riforme hanno prodotto buoni risultati anche perché sono stati mantenuti bassi i costi delle energie, delle materie prime e della forza lavoro, caratterizzata da un buon livello di scolarizzazione. Altri elementi positivi sono la severa politica di bilancio dello Stato sempre in attivo, il limitato indebitamento, il buon livello di commercio estero con surplus delle esportazioni non limitate alle sole materie prime ma che includono anche prodotti industriali.
D. Il settore tessile traina la collaborazione economica italo-uzbeka, seguito da interessi crescenti verso il settore della lavorazione della pelle e del cuoio. Tale crescita è in parte dovuta all’utilizzo di macchinari e know-how italiani. Le macchine utensili e quelle per la lavorazione tessile appartengono ad un settore di mercato potenzialmente in crescita. Che vantaggi vi sono per gli imprenditori del settore interessati ad investire nel paese?
R. Il settore tessile, dopo quello dell’Oil & Gas, è il settore fondamentale per l’Uzbekistan. Da sempre grande produttore di cotone, con circa tre e mezzo milioni di tonnellate annuali, l’Uzbekistan ha sviluppato una sua industria tessile sia direttamente, sia tramite investitori esteri anche in J.V. Attualmente poco più del 25% del cotone viene lavorato nel Paese. Il programma è di incrementare notevolmente questa percentuale anche attraverso nuovi investitori esteri. Questo per poter esportare prodotti a maggiore valore aggiunto, ma anche per impiegare più mano d’opera e ridurre quindi le risorse impiegate nell’agricoltura incrementando il reddito della popolazione più povera. Grandi opportunità si aprono per le esportazioni del settore meccano tessile italiano, ma anche per investitori italiani e per importatori di prodotti tessili di qualità. Interessanti le prospettive nel settore moda, che gli uzbeki vogliono sviluppare come traino per i loro prodotti tessili, perché offre opportunità di collaborazione per i nostri designer e per i fornitori italiani di tessuti di qualità. Altro settore per il quale esistono programmi di sviluppo è quello conciario e di finitura delle pelli dove noi italiani abbiamo ottimo know-how.
D. Il settore Oil & Gas rappresenta uno dei settori più importanti dell’Uzbekistan. Gli investimenti in questo settore sono elevati e provenienti in gran parte da grandi investitori esteri, in particolare russi (Lukoil, Gazprom). Sono presenti aziende italiane e nel futuro è prevista una implementazione dei rapporti economici in tale settore?
R. Gli investimenti in questo settore nel periodo 2017-2020 ammontano a 20 miliardi di dollari. Purtroppo in questo settore sono molto presenti i contractor coreani e cinesi perché oltre a Lukoil e Gazprom altri importanti investitori provengono da Corea e Cina. Questi Paesi oltre a investire sono in grado di dare finanziamenti rilevanti ed a tasso contenuto. In realtà oggi la Sace guarda all’Uzbekistan con grande interesse e le società di ingegneria ed i contractor italiani tornano a considerare questo mercato con un certo ottimismo. In ogni caso l’Uzbekistan è un mercato interessante anche per i fornitori italiani di componentistica dove sono richiesti prodotti di qualità che i fornitori asiatici non sono in grado di produrre.
D. L’agricoltura rappresenta, insieme al collegato indotto industriale, il pilastro dell’economia uzbeka. Al fine di incrementare l’interscambio commerciale gli uzbeki avevano proposto la fornitura diretta in Italia di prodotti ortofrutticoli come frutta secca, capperi, ecc. dichiarandosi pronti ad accogliere progetti d’investimento, anche congiunti, nel settore della pasticceria, nella produzione di attrezzature e pezzi di ricambio delle aziende alimentari locali, includendo investimenti, sotto forma di forniture, per modernizzare le aziende uzbeke attive nella produzione di alcool, vino e conserve. Possiamo approfondire tale opportunità?
R. L’Uzbekistan vuole incrementare la produzione agricola ed aumentare il valore aggiunto dei suoi prodotti. Per questo ha deciso di ridurre del 10% la produzione di cotone e sostituirla con la produzione di frutta e verdura. Progetti per oltre 150 milioni di dollari sono stati decisi per creare centri servizio per la raccolta dei prodotti agricoli, la loro selezione, la conservazione in impianti frigoriferi, il packaging e la spedizione. Esiste per i prodotti agricoli uzbeki un mercato importante per l’esportazione, che è quello russo, anche a seguito del blocco delle importazioni dall’Europa. Lo sviluppo della produzione agricola richiede macchinari agricoli di tutti i tipi. Esistono buoni produttori locali, tra cui la CNH Industrial, ma anche costruttori locali che hanno bisogno di licenze, assistenza tecnica e partner per modernizzare ed incrementare la loro produzione. Gli italiani son benvoluti. Nel settore del vino il macchinario è già prevalentemente italiano. Esistono prospettive per gli impianti di trattamento del latte e per l’industria casearia.
D. Non tutti sono a conoscenza della presenza nel paese asiatico dell’Istituto Universitario Politecnico di Torino a Tashkent. Un’Università nel cuore del paese asiatico che sforna ogni anno esperti nel settore automobilistico e dei trasporti. Come nasce e quali sono le attuali condizioni dell’Istituto universitario?
R. La Turin Polytechnic University, come la chiamano gli Uzbeki, è una università in cui mille studenti studiano ingegneria in inglese secondo i programmi italiani. L’università mette a diposizione ottimi ingegneri per l’industria dell’auto, il settore gas e l’industria meccanica in genere. Essi sono ambasciatori della nostra cultura e possono essere validi collaboratori degli italiani che vogliono fare business in Uzbekistan. Molto interessante ricordare come è nata. La General Motors, il partner uzbeko per Uzauto, la società da 300mila automobili, ricercava ingegneri con buona preparazione da assumere in fabbrica e siccome aveva difficoltà a trovarli nelle università uzbeke suggerì agli uzbeki di accordarsi con il Politecnico di Torino, di cui la GM aveva una esperienza molto positiva attraverso la società Powertrain. Al rettore Francesco Profumo, che poi diventerà ministro, l’idea piacque e rapidamente si raggiunse l’accordo in base al quale Torino forniva programmi e professori con un contratto rimunerato. Gli Uzbeki costruirono rapidamente le infrastrutture e nel 2010 si avviarono i primi corsi.
D. Dal 16 al 18 maggio 2018, Tashkent ha ospitato la fiera OGU. L’appuntamento dedicato alle società che operano nel settore petrolchimico a cui anche la Camera di Commercio Italia – Uzbekistan ha partecipato. Possiamo fare un bilancio del lavoro svolto?
R. L’OGU, congresso e fiera, è l’evento di maggiore importanza, non solo in Uzbekistan ma in tutta l’Asia centrale, dedicato al settore Oil & Gas. La nostra Camera da molti anni è presente a questo evento con memorie presentate al congresso e con un proprio stand che ospita operatori italiani del settore e per i quali la Camera organizza incontri B2B. Il logo che da sempre abbiamo adottato è “Tecnology of Italy”. Uzbekneftegaz, la società statale uzbeka responsabile delle attività petrolifere, apprezza la nostra presenza ed il suo Presidente Sig. Sultanov non manca di ricevere la delegazione italiana per informarsi dei nostri prodotti e per discutere di possibili collaborazioni. Saremmo naturalmente presenti anche nel 2018 ed invitiamo fin da ora a chi non vuole mancare di contattarci e prenotare il proprio spazio.
D. Quali sono le future iniziative della Camera di Commercio Italia – Uzbekistan?
R. La nostra Camera (CIUZ) lavora in stretto collegamento con l’Ambasciata Italiana a Tashkent, con l’ICE, con la Camera di Commercio ed Industria dell’Uzbekistan con la quale abbiamo un rapporto di grande collaborazione attraverso anche una nostra società di servizi, ITALUZ, di cui la Camera uzbeka è azionista e soprattutto con l’Ambasciata della Repubblica dell’Uzbekistan di Roma. Il nostro programma di lavoro e denso di impegni. Organizziamo visite di delegazione di imprenditori uzbeki in Italia e loro partecipazioni a nostre fiere. Organizziamo analoghe missioni in Uzbekistan per incontri e per partecipazioni a fiere. Oltre all’OGU intendiamo partecipare alle fiere del settore agroindustriale. Assistiamo singoli imprenditori italiani che vogliono lavorare in Uzbekistan ed imprenditori uzbeki che vogliono esportare in Italia. L’impegno più vicino è un Forum sull’Uzbekistan che vogliamo organizzare a fine settembre a Milano in occasione della festa nazionale per l’anniversario della nascita della Repubblica dell’Uzbekistan che quest’anno si terrà a Milano. Presenteremo in questa occasione le grandi opportunità che presenta questo Paese per l’Italia ed in particolare per chi vuole investire. Il mercato potenziale non è solo quello dell’Uzbekistan, con i suoi 32 milioni di abitanti, ma di tutto il Centro Asia e la Russia e cioè di 250 milioni di consumatori. La motivazione d’investimento non deve essere quella di produrre per esportare in Italia, ma per acquisire nuovi mercati, tenendo presente che la componentistica più complessa può essere esportata dall’Italia in esenzione doganale”. (aise) 

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