UFFICIALE: KENYATTA RICONFERMATO PRESIDENTE DEL KENYA/ L'OPPOSIZIONE CONTESTA MA NON CREDE NEL RICORSO IN CORTE

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MALINDI\ aise\ -Uhuru Kenyatta è stato riconfermato Presidente della Repubblica del Kenya per il suo secondo mandato”. Ad annunciarlo un articolo pubblicato nel tardo pomeriggio di ieri dal portale in lingua italiana Malindikenya.net, diretto nel Paese africano da Freddie Del Curatolo.
“Il figlio di Jomo Kenyatta, colui che è considerato il padre dell’Indipendenza del Kenya, primo leader della Repubblica Africana dal 1963 al giorno della sua morte, nel 1978, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei votanti con 8.203.290 preferenze e una percentuale del 54,27% contro i 6.762.224 che corrispondono al 44,74% di Odinga.
Kenyatta, già ministro delle Finanze dal 2008 al 2013, guiderà per altri cinque anni il Paese con il suo vice William Ruto, confermato nella stessa posizione ricoperta nella precedente legislatura.
Risultato ufficiale che è arrivato alle 22 di venerdì sera, dopo un'estenuante giornata di passione, di incontri, riconteggio di verbali e tentativi di conciliazione che alla fine si sono rivelati inutili.
Il risultato, come ci si poteva aspettare, è stato rigettato dall’opposizione, rappresentata dall’eterno sfidante, il settantaduenne Raila Odinga, alla terza sconfitta consecutiva, e dai suoi alleati Kalonzo Musyoka, Musalia Mudavadi e Moses Wetangula.
I politici dell'opposizione hanno lasciato polemicamente l'aula del Bomas Kenya Theatre, dove è stato annunciato il risultato finale delle votazioni presidenziali.
L’alleanza Nasa, ancora prima dell’ufficializzazione dei risultati, due giorni fa, aveva annunciato l’irregolarità delle elezioni, a loro dire manipolate attraverso l’attacco informatico al database elettronico della Commissione Elettorale IEBC, e di conseguenza la non veridicità dei risultati parziali che segnalavano Kenyatta in costante vantaggio, intorno all’undici per cento, durante gli scrutini.
Accuse rimandate al mittente dalla IEBC, attraverso il suo Presidente Wafula Chebukati, così come non sono stati presi ancora in considerazione i dossier distribuiti ai media in cui dovrebbero essere contenute le prove della frode elettorale.
Gli osservatori internazionali del voto, capeggiati dall’ex vicepresidente americano John Kerry, hanno dichiarato che le elezioni sono state libere e limpide e hanno invitato Odinga a rispettare la legge e porgere eventuali reclami nelle sedi competenti, senza aizzare la folla prematuramente come avvenuto durante gli scrutini. Dichiarazioni gravi maturate durante gli scrutini, che hanno causato manifestazioni e scontri, per fortuna limitati alla zona del Lago Vittoria (roccaforte di Odinga) e alla baraccopoli di Mathare, nella periferia di Nairobi.
Anche l’ambasciatore degli Stati Uniti Robert Godec ha invitato Odinga a rispettare le leggi, affidandosi alla Corte del Kenya come già accaduto nel 2013 e ha dichiarato che le elezioni sono state libere e si sono svolte in un clima pacifico.
Uhuru Kenyatta ha ringraziato la propria famiglia, Dio e il popolo keniano. "Proseguiremo il lavoro già iniziato e miglioreremo se è possibile - ha detto Kenyatta - ringrazio anche chi ha perso, e tendo loro la mano, siamo una sola nazione e dobbiamo lavorare insieme per crescere".
Kenyatta ha fatto anche il nome di Odinga e lo ha invitato a lavorare insieme a lui e a dialogare a partire da domani (oggi per chi legge, ndr).
Intanto la Nasa però ha annunciato che potrebbe non appellarsi alla Corte Suprema del Kenya e scegliere altre strade per protestare.
"La Corte non è un'alternativa - ha detto l'avvocato del Nasa ed ex Ministro James Orengo - ci siamo già stati in passato. Avremo modo di riferire la nostra scelta al popolo keniano prossimamente".
Aggiornamenti successivi su malindikenya.net”. (aise) 

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