UN CICLO DEL CINEMA ITALIANO ALL’ATENEO DI MONTEVIDEO – DI MATTEO FORCINITI

UN CICLO DEL CINEMA ITALIANO ALL’ATENEO DI MONTEVIDEO – di Matteo Forciniti

MONTEVIDEO\ aise\ - “È partito il ciclo del cinema italiano organizzato dall’Ente Friulano Efasce presso l’Ateneo di Montevideo. Quattro i film italiani di recente uscita che vengono offerti al pubblico come testimonianza della grande tradizione cinematografica del paese con uno sguardo all’attualità. Questa iniziativa si inserisce all’interno delle numerose attività che si stanno svolgendo per il 150esimo anniversario della prestigiosa istituzione culturale di Montevideo: fu fondata nel 1886 dalla fusione della Sociedad Universitaria (nata il 5 settembre del 1868) e l’Ateneo dell’Uruguay”. Così scrive Matteo Forciniti su “Gente d’Italia”, quotidiano diretto a Montevideo da Mimmo Porpiglia.
““Abbiamo pensato di riproporre ancora una volta un nuovo ciclo di cinema come avevamo già fatto in passato visti gli ottimi risultati” ha spiegato Mario Mattiussi, presidente dell’Ente Friulano. “In passato, dal 2006 al 2011, organizzammo un’iniziativa simile proprio qui all’Ateneo. Poi la spostammo alla Casa degli Italiani con un evento chiamato “Un caffè, quattro chiacchiere” e adesso siamo di nuovo qui. Questa volta l’occasione è l’importante anniversario dell’Ateneo che ha voluto offrire tra le sue proposte anche qualcosa di originale relazionato con l’Italia”.
“Abbiamo scelto diversi generi” – ha proseguito Mattiussi – “cercando di privilegiare le commedie in modo da rendere piacevole il momento da trascorrere insieme. Avevamo anche pensato di trasmettere filmati politici o di guerra ma abbiamo pensato che sarebbero stati più difficili da capire. Con questa proposta cerchiamo di attrarre il pubblico più giovane, i nostri soci e anche in generale tutta la società uruguaiana interessata al cinema italiano”.
Tra i quattro film presenti, la rassegna è iniziata con la “Sedia della felicità”, una commedia del 2014 diretta da Carlo Mazzacurati. La storia del film è incentrata su un misterioso tesoro nascosto in una sedia a cui vanno alla ricerca un’estetista e un tatuatore a cui si aggiungerà poi un prete. Dapprima rivali, poi alleati, i tre diventano protagonisti di una rocambolesca avventura che, tra equivoci e colpi di scena, li vedrà lanciati all’inseguimento dai colli alla pianura, dalla laguna veneta alle cime nevose delle Dolomiti, dove in una sperduta valle vivono un orso e due fratelli.
Il prossimo film verrà proiettato il 16 maggio. Si tratta di “Perez”, un thriller che racconta la storia di un avvocato (Luca Zingaretti) che dopo aver perso quasi tutto eccetto la figlia difende con estrema passività malfattori e delinquenti. Perez vive un eterno conflitto interiore che lo porta a non alzare mai la voce neanche nei confronti della sua stessa figlia profondamente arrabbiata con lui. Oggetto della disputa è una pericolosa storia d’amore che la stessa ragazza intraprende con un camorrista. Proprio questa relazione pericolosa della figlia spingerà il protagonista ad agire.
Le Fosse Ardeatine saranno al centro del terzo appuntamento del 23 maggio incentrato sulla storia con la proiezione di “Rappresaglia” che narra le tragiche vicende che portarono alla strage compiuta dalle truppe tedesche a Roma nel 1944 e che provocò 335 vittime. Così lo hanno motivato gli organizzatori: “Questo è un problema storico che le nuove generazioni non conoscono. Purtroppo, molti di noi quando vanno a Roma dimenticano di visitare questo luogo della memoria. Con questa proposta vogliamo ricordare quel drammatico evento perché forma parte della nostra storia recente. Non dobbiamo mai dimenticarlo”.
“Rappresaglia” è un film del 1973 di George Pan Cosmatose che vede tra i protagonisti Marcello Mastroianni.
Il ciclo del cinema italiano si concluderà il 30maggio con “Benvenuti al nord”, il film incentrato sulle differenze tra nord e sud in Italia che ottenne un notevole successo negli scorsi anni dopo la prima uscita di “Benvenuti al Sud”.
Diretto da Luca Miniero, il film ha come protagonisti Alessandro Siani e Claudio Bisio. Per motivi di lavoro il primo verrà trasferito da un piccolo paese meridionale a Milano dove incontrerà luoghi comuni e pregiudizi che smonterà con il trascorso del tempo”. (aise) 

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