BERLINO: L’AMBASCIATA INCONTRA… LE PROFESSIONI MEDICHE

BERLINO: L’AMBASCIATA INCONTRA… LE PROFESSIONI MEDICHE

BERLINO\ aise\ - Dopo gli educatori, i medici. Si terrà il 16 gennaio un nuovo appuntamento con “L’Ambasciata incontra”, ciclo di incontri promossi dall’Ambasciata d’Italia a Berlino, che questa volta incontrerà “le professioni mediche”.
L’evento, che si aprirà alle ore 18.30 in Ambasciata, sarà dunque dedicato ai giovani italiani che vogliono lavorare nel mondo della sanità tedesca.
Come funziona il riconoscimento dei titoli di studio di medici, infermieri, dentisti, psicoterapeuti ecc.? E l’abilitazione alla professione? Quali sono i passaggi burocratici necessari per aprire il proprio studio medico? E quali le condizioni di lavoro negli ospedali tedeschi? Questi e molti altri temi verranno affrontati nel corso della serata.
Con la moderazione della giornalista Lucia Conti (Il Mitte), quattro giovani professionisti italiani attivi a Berlino racconteranno il proprio percorso personale e professionale tra cliniche, ospedali e studi medici privati.
A fare gli onori di casa, come sempre, sarà l’ambasciatore d’Italia in Germania, Pietro Benassi.
Parteciperanno:
Anna Buttignol, psicoterapeuta, di origine friulana, si laurea in Psicologia all’Università di Padova nel 2002 e nel 2008 si specializza presso l’Istituto di Terapia Familiare di Firenze. Dopo varie collaborazioni tra Veneto e Trentino Alto Adige, nel 2012 decide di trasferirsi a Berlino. Qui lavora come psicologa e psicoterapeuta in diverse lingue, con particolare interesse per le dinamiche di costruzione e negoziazione dell’identità all’interno delle famiglie migranti. Nel 2014 avvia la libera professione come terapeuta individuale e di coppia, lavorando nel suo studio privato soprattutto con pazienti italiani;
Andrea Caletti, medico specializzato in chirurgia plastica e grandi ustionati, ha studiato all’Università di Verona, sua città natale. Nel 2008 si trasferisce a Berlino, dove prosegue gli studi e consegue la specializzazione in Chirurgia Plastica. Attualmente lavora presso il Centro Grandi Ustionati dello Unfallkrankenhaus di Berlin-Marzahn. A questo affianca inoltre dal 2015 l’attività presso una clinica privata di chirurgia estetica;
Clorinda De Maio, infermiera specializzata in rianimazione e psichiatria. Dopo gli studi tra la Calabria (Laurea in tecnico della riabilitazione psichiatrica nel 2003) e Roma (Laura in Infermieristica nel 2014) e dopo numerose esperienze lavorative in diversi ospedali e cliniche italiane, nel 2015 si è trasferita a Berlino. Qui, oltre a lavorare come infermiera, è fondatrice del progetto “Infermieri Italiani”, ambulatorio infermieristico privato a Berlino. Oltre alle classiche attività di assistenza infermieristica, offre consulenza e intermediazione per i connazionali che non parlano il tedesco o che non conoscono a fondo le strutture del sistema sanitario tedesco;
Edoardo Viviano, si è trasferito da Roma a Berlino nel 1996 per studiare medicina presso il policlinico universitario della Charité. Nel 2011 si è specializzato in anestesia e nel 2016 in medicina generale. Dal 2003 ha lavorato in diversi ospedali di Berlino (Charité Campus Mitte, Charité Campus Virchow-Klinikum, Vivantes-Klinik für Kardiologie u. Intensivmedizin) e del Brandeburgo (Helios Klinikum di Bad Saarow, Röhn Klinikum a Frankfurt Oder) e dal 2013 per diversi studi medici convenzionati. Di recente ha avviato la propria Hausarztpraxis.
Scopo della discussione tra i partecipanti è mettere in luce quali sono le opportunità lavorative e, allo stesso tempo, le difficoltà di inserimento che incontra chi si sposta dall’Italia alla Germania per lavorare nella sanità tedesca.
Nonostante la vicinanza geografica, infatti, la sanità tedesca è organizzata in modo radicalmente diverso da quella italiana. Non esiste un servizio sanitario nazionale finanziato con la fiscalità generale. L’accesso alle prestazioni sanitarie avviene attraverso l’iscrizione ad una cassa malattia, pubblica o privata, i cui costi sono a carico dell’assicurato (eventualmente con il contributo del datore di lavoro). Anche la prevenzione, la riabilitazione e l’assistenza sociale extra ospedaliera seguono regole e percorsi differenti, con il coinvolgimento di diversi enti.
Quanto alla formazione del personale invece, se la laurea in medicina italiana viene facilmente riconosciuta in Germania, non altrettanto lineare è il processo di riconoscimento dell’equipollenza dei titoli di studio per il personale paramedico, compresi i fisioterapisti, e gli psicoterapeuti. La procedura richiede diversi passaggi presso gli organi comunali o del Land di competenza e gli ordini professionali. Ciò deriva dalla peculiare articolazione federale delle competenze, che attribuisce ai singoli Länder ampi poteri regolativi e di controllo anche nell’ambito delle professioni sanitarie.
L’incontro, ad ingresso libero, avrà la forma dell’intervista pubblica in italiano, aperta alle domande dei partecipanti. L’accesso sarà consentito a partire dalle ore 18.10 solo a chi si iscrive entro le ore 23.00 del 15 gennaio qui. (aise) 

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