3 OTTOBRE: GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA

3 OTTOBRE: GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA

ROMA\ aise\ - Oggi, 3 ottobre, ricorre la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, una data simbolica per commemorare le vittime del naufragio del 2013 – quando a largo di Lampedusa morirono 368 persone – e per ricordare tutti i rifugiati e migranti che continuano a morire nel Mar Mediterraneo e ai confini dell’Europa nel tentativo disperato di trovare salvezza e protezione.
In occasione del quarto anniversario della più grande tragedia del Mediterraneo, a Lampedusa si sono tenute cerimonie di commemorazione cui hanno partecipato il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli,  il Commissario europeo Dimitris Avramopoulos e il Ministro dell'Interno Marco Minniti..
Presenti sull’isola anche esponenti dell’UNHCR, Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che in più occasioni ha elogiato gli sforzi della Guardia Costiera, della Marina Militare e delle associazioni impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo che grazie alla loro dedizione e professionalità hanno salvato migliaia di vite umane.
Tuttavia, ricorda l’Agenzia Onu, dal 3 ottobre 2013 molti altri naufragi si sono verificati e da allora 15.696 uomini, donne e bambini hanno perso la vita in mare in circostanze drammatiche.
Solo nel 2017, risultano morte e disperse nel Mediterraneo 2.655 persone, un costo umano inaccettabile: ogni 50 persone che hanno preso il mare dirette in Europa, una ha perso la vita.
Per questo, secondo l’UNHCR, “il salvataggio di vite umane nel Mediterraneo deve ancora essere la priorità assoluta degli Stati. Devono inoltre intensificarsi e divenire più concreti gli sforzi per fornire vie legali alternative come il ricongiungimento familiare, il reinsediamento, i visti per motivi di studio o lavoro. Alternative efficaci affinché le persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni, possano raggiungere un luogo sicuro senza dover ricorrere ai trafficanti e intraprendere viaggi così disperati e pericolosi”. 

"I tragici eventi avvenuti al largo di Lampedusa sono un monito a perseguire la priorità della nostra politica migratoria che consiste nel salvare vite in mare", ha detto Avramopoulos. "Negli ultimi anni l’Italia ha compiuto sforzi eroici e il nostro lavoro congiunto inizia a dare i suoi frutti in termini di diminuzione delle partenze irregolari e dei decessi in mare. Parallelamente a questo nostro impegno, è tempo di concentrarci sulla messa in atto di soluzioni stabili, quali il reinsediamento delle persone che necessitano di protezione, il rimpatrio delle persone che non hanno il diritto di rimanere e una maggiore cooperazione con i paesi di origine e transito per proteggere i migranti ovunque si trovino"(aise) 

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