ABLATION-FIT: INNOVATIVO SOFTWARE ITALIANO CHE RILEVA IL 76,5% DEI TUMORI RESIDUI NON VISIBILI

ABLATION-FIT: INNOVATIVO SOFTWARE ITALIANO CHE RILEVA IL 76,5% DEI TUMORI RESIDUI NON VISIBILI

MILANO\ aise\ - Un recente studio clinico retrospettivo mostra che un nuovo software italiano per la valutazione dei risultati dei trattamenti ablativi in tecnica mini-invasiva, sviluppata da R.A.W. srl, startup italiana nata nel 2015, in stretta collaborazione con l’Istituto di Innsbruck, è in grado di rilevare fino al 76,5% delle porzioni tumorali rimaste non ablate e pertanto ancora vitali, altrimenti non visibili. Il software si chiama Ablation-fit ed è stato sviluppato e certificato dalla startup milanese, di cui è fondatore e referente clinico il Prof. Luigi Solbiati, pioniere della oncologia interventistica, con oltre 25 anni di esperienza.
Ablation-fit è un sistema software che sovrappone con estrema precisione le scansioni di tomografia computerizzata (TC) eseguite prima dell'ablazione del tumore con quelle eseguite dopo l’ablazione, ottenendo immagini in 3D, attraverso un processo chiamato co-registrazione. Questa procedura viene eseguita mentre il paziente è ancora nella sala interventistica, permettendo così di aumentare il volume di necrosi estendendolo alle parti di tumore incompletamente trattate ottenendone la distruzione radicale. Mission di R.A.W. è consentire la crescente diffusione delle tecniche mini-invasive di ablazione del tumore come alternativa affidabile alla chirurgia per trattamenti contro il cancro.
Particolare interesse per Ablation-fit è stato riscontrato a Innsbruck, dove si è instaurata una stretta collaborazione tra il Prof. Reto Bale, il dott. Gregor Laimer e l’ing. Marco Solbiati (co-fondatore e Chief Technology Officer di R.A.W.) che ha portato all’integrazione di nuove funzionalità all’interno del software proprio grazie ai feedback ricevuti. Attualmente sta per essere pubblicato uno studio retrospettivo eseguito utilizzando il software e verrà inoltre presentato un protocollo clinico per uno studio prospettico. Ad Innsbruck operano mediante una tecnica chiamata Stereotactic Radiofrequency Ablation (ablazione con radiofrequenza stereotassica). Nello specifico accoppiando queste due tecnologie è possibile rilevare eventuali porzioni di tumore non rimosse dal trattamento ablativo e di intervenire immediatamente sul paziente. I due team italiano e austriaco, tramite Ablation-fit, riescono infatti a valutare il successo del trattamento ablativo mentre il paziente è ancora in sala operatoria con possibilità quindi di correggere il trattamento nella medesima sessione interventistica.
“La parte cruciale del processo di ablazione termica consiste nella distruzione di tutte le cellule tumorali. Il software Ablation-fit consente una valutazione immediata del successo dell'ablazione durante la procedura, attraverso l'esatta sovrapposizione tridimensionale del tumore con la zona di ablazione. Se la sovrapposizione non è adeguata, la procedura di ablazione può continuare e la zona di ablazione viene di conseguenza ampliata. Consiglio a tutti gli oncologi interventisti di eseguire l'ablazione termica con fusione di immagini al fine di ottenere un miglioramento significativo dei risultati” spiega il Prof. Reto Bale, Head of Interventional Oncology dell’Università di Medicina di Innsbruck.
Oltre ad Ablation-fit, R.A.W. ha anche sviluppato il sistema complementare denominato Endosight, sistema di navigazione 3D utilizzato per guidare il corretto posizionamento degli aghi per termoablazione, basato sulla realtà aumentata. Grazie ad algoritmi proprietari, Endosight è in grado di convertire le immagini medicali in volumi 3D, e di sovrapporre tali volumi sul corpo del paziente con estrema precisione. Il medico indossando degli occhiali di realtà aumentata è in grado quindi di “vedere attraverso” il paziente.
“Oggi l’oncologia interventistica può essere affidabilmente eseguita solo da medici esperti, soprattutto per le frequenti difficoltà di raggiungere i bersagli con precisione e, soprattutto, di valutare con accuratezza ed eventualmente ottimizzare immediatamente il risultato dei trattamenti – ha dichiarato l’ing. Marco Solbiati (co-fondatore e Chief Technology Officer di R.A.W.) “Noi abbiamo sviluppato questi due nuovi prodotti proprio al fine di rendere più facile la guida (grazie a Endosight) e la valutazione (con Ablation-fit) del trattamento ablativo, così da permettere di ottenere, attraverso interventi mini-invasivi, esiti paragonabili a quelli di interventi chirurgici. Grazie ai nostri nuovi sistemi saremo così in grado di aumentare il numero di centri di interventistica oncologica, rendendo la possibilità di cura fruibile su scala più vasta”.
L'oncologia interventistica è una famiglia di tecniche volte a curare e/o diagnosticare i tumori attraverso la guida delle immagini. Mentre la chirurgia rimuove la massa tumorale "aprendo" il paziente e "asportando" il tumore, l'oncologia interventistica rimuove la massa tumorale "uccidendola", somministrando cioè un agente di tossicità attraverso l'inserimento percutaneo di un ago conduttore il più vicino possibile al centro del tumore. Una volta "ucciso", il tumore diventa tessuto morto e viene lentamente riassorbito. Rispetto alla chirurgia, l'oncologia interventistica ha un impatto notevolmente minore sul paziente, perché riduce il tempo di trattamento e, per la durata dell’ospedalizzazione, viene eseguita una blanda sedazione, senza la necessità di anestesia generale. Proprio perché consente tali vantaggi, l'oncologia interventistica è un campo della medicina in rapido sviluppo, progressivamente visto come un’alternativa alla chirurgia in un numero crescente di casi: nel 2015 è stato calcolato che il 95% dei casi ammissibili all'oncologia interventistica subisce invece una chirurgia.
Ablazione con radiofrequenza stereotassica
La tecnica denominata ablazione con radiofrequenza stereotassica (in inglese: Stereotactic Radiofrequency Ablation) utilizzata a Innsbruck - insieme ad Ablation-fit di R.A.W. Srl. - consente di valutare il successo del trattamento ablativo mentre il paziente è ancora in sala operatoria con possibilità quindi di correggere il trattamento nella medesima sessione interventistica.
La procedura viene eseguita in sala TAC, sotto anestesia generale, con completo rilassamento muscolare. I pazienti sono sdraiati su un lettino TAC. Per la registrazione delle immagini vengono applicati sulle zone del torace e dell'addome superiore dai 10 ai 15 registration markers. Successivamente viene acquisita una TAC a contrasto bifase con spessore di 3 mm. Per superare le imprecisioni dovute alla posizione del corpo per il movimento respiratorio e garantire determinate condizioni stereotassiche, il tubo endotracheale (ETT) viene temporaneamente disconnesso durante la TAC di pianificazione, durante ogni posizionamento dell'ago stereotassico e durante la TAC di controllo finale.
Successivamente, i dati ottenuti dalla TAC vengono trasferiti all’Optical Navigation System. Con il sistema di navigazione vengono pianificate una o più traiettorie in base a immagini multiplanari e in 3D. Gli elettrodi RF sono allineati tra loro a una distanza massima di 2 cm per coprire l'intero volume del tumore con un adeguato margine di sicurezza. Dopo la registrazione, il controllo finale e il drappeggio sterile, il dispositivo di regolazione ATLAS viene regolato manualmente utilizzando il software di guida del sistema di navigazione stereotassico. A questo punto aghi coassiali da 15G/17,2cm (Bard Inc., Covingtion, GA, USA) vengono introdotti attraverso il dispositivo di regolazione a una profondità prestabilita. Dopo una TAC per verificare il corretto posizionamento dell'ago, è possibile prelevare un campione di biopsia tramite gli aghi coassiali. Successivamente, gli elettrodi RF (massimo tre alla volta) con una punta attiva di 3 cm vengono introdotti tramite gli aghi coassiali da 15G per l'ablazione tumorale. Il tempo di ablazione standard è di 16 minuti per ciclo. Infine, si ottiene una TAC con contrasto per la valutazione delle complicazioni e dell'ablazione. (aise) 

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