AL PE LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE SULL’ENERGIA NEL MEDITERRANEO DEL POLITECNICO DI TORINO E SRM

AL PE LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE SULL’ENERGIA NEL MEDITERRANEO DEL POLITECNICO DI TORINO E SRM

BRUXELLES\ aise\ - È stato presentato oggi, 3 dicembre, presso il Parlamento europeo, il primo “MED & Italian Energy Report”, Rapporto annuale sul settore dell’energia in Italia e nel Mediterraneo. La ricerca è frutto della collaborazione strutturale nata tra SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e l’Energy Security Lab - Energy Center del Politecnico di Torino, e rappresenta un progetto di ricerca pluriennale frutto dell’unione di competenze ingegneristiche ed economiche, che offre un’analisi dinamica capace di monitorare i cambiamenti nell’uso delle fonti energetiche con un approccio globale, osservando gli impatti e la sostenibilità ambientale e finanziaria dei vari progetti. Uno strumento efficace a disposizione di operatori e policy makers con focus sul Mediterraneo.
L’evento è stato organizzato in collaborazione con la struttura European Regulatory and Public Affairs della Direzione Affari Istituzionali di Intesa Sanpaolo e con il patrocinio delle europarlamentari Tiziana Beghin e Patrizia Toia.
Allo studio hanno collaborato il Joint Research Center della Commissione Europea (per le analisi sulle infrastrutture di gas naturale e della sicurezza degli approvvigionamenti) e la Fondazione Matching Energies.
Il Rapporto è parte di un più ampio progetto di ricerca che hanno messo in campo SRM ed il Politecnico di Torino denominato ENEMED. L’intenzione è fornire dati, statistiche, modelli economici ed analisi che possano essere utili indicazioni per definire strategie da parte dei policy makers a tutti i livelli. L’iniziativa vuole monitorare l’evoluzione dei cambiamenti energetici che si stanno realizzando a livello mondiale e quali impatti avranno su Europa e Paesi del Mediterraneo. Attenzione particolare sarà data alle fonti rinnovabili, alle infrastrutture portuali (gate di accesso per i flussi energetici), alle nuove tecnologie, alle fonti emergenti (GNL, idrogeno...).
I risultati dei dati e della analisi sono stati illustrati da Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM, e da Ettore Bompard, Professore del Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino.
Keynote Speaker del meeting, il Ministro degli Affari Europei Vincenzo Amendola.
Discussant dell’evento rappresentanti di key player del mondo energetico: Simone Mori Head of Europe and Euro-Mediterranean Affairs dell’Enel, Marco Zigon Presidente di GETRA, Roberto Vigotti Segretario Generale di Res4Africa Foundation e Emmanuel Tuchscherer, Direttore European Affairs di ENGIE.
Le conclusioni sono state effettuate da Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo e dell’ACRI.
“La collaborazione tra SRM e il Politecnico di Torino avvia un progetto di ricerca pluriennale che mette insieme capacità di analisi ingegneristiche con quelle economiche e finanziarie. Vogliamo offrire uno strumento di analisi dinamico, capace di monitorare i cambiamenti nell’uso delle fonti energetiche con un approccio globale, osservando gli impatti e la sostenibilità ambientale e finanziaria dei vari progetti – afferma Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM -. Siamo in un momento in cui le dinamiche energetiche stanno modificando gli assetti economici e politici mondiali. L’Europa ha obiettivi molto ambiziosi e il nostro Paese può essere protagonista nel Mediterraneo. Cambiamenti climatici, riduzione dell’utilizzo delle fonti fossili, introduzione di nuove tecnologie come l’idrogeno ed il GNL, forte sviluppo delle rinnovabili, sono solo alcuni degli argomenti che affrontiamo. Oggi qui al Parlamento Europeo presentiamo il nostro Rapporto con l’ambizione di poter dare un contributo serio e documentato agli operatori ed ai policy makers italiani ed europei”.
Per Ettore Bompard, Direttore scientifico dell’Energy Security Lab dell’Enegy Center del Politecnico di Torino, “il dialogo energetico tra la sponda nord e la sponda sud del Mediterraneo è, in una visione prospettica, in evoluzione; da una situazione in cui i paesi del Nord Africa esportano risorse fossili verso la sponda nord, con consumi energetici pro-capite dell’ordine della metà, a una situazione in cui questi paesi producono energia elettrica da fonti rinnovabili, la utilizzano per incrementare i loro consumi e la esportano verso la sponda nord, nel contesto della transizione energetica. ENEMED si propone di dare un contributo di visione e di analisi a questa evoluzione, che ha implicazioni energetiche, economico-finanziarie, geopolitiche e tecnologiche di rilievo, per l’area e globalmente”.
Alcuni highlights della ricerca

La domanda mondiale di energia elettrica è ancora in prevalenza soddisfatta dalle fonti fossili: petrolio 34,2%, carbone 27,6% e gas 23,4%. I consumi sono concentrati su 3 aree: Cina, Stati Uniti, UE28. Esse rappresentano il 50% circa del totale (Cina 22% del totale, Stati Uniti 15%, UE28 12,2%).
L’area del Mediterraneo e della regione MENA (Middle East & North Africa) incide per il 20% sulla produzione mondiale di fonti fossili; detiene quasi la metà delle riserve mondiali di petrolio ed oltre il 42% di quelle di gas naturale. Rappresenta, in termini di produzione, il 37% del petrolio mondiale e il 22% di gas naturale.
Il gas naturale è una delle principali commodity per i sistemi energetici mondiali e le infrastrutture per il suo trasporto stanno assumendo rilievo crescente. La quota di questo combustibile sul totale prodotto a livello globale è passata in circa 45 anni dal 16% al 22%; mentre dal lato della domanda il gas naturale pesa per il 23,4%.
L’Italia è ancora dipendente dall’estero per le importazioni di combustibili fossili: 78,6%. Il nostro Paese sta lavorando per sviluppare efficienza e risparmio energetico e fonti rinnovabili, la cui quota sulla produzione lorda elettrica è passata dal 17% del 2007 al 34%.
La filiera dell’energia elettrica italiana, dalla produzione alla manifattura conta 30 miliardi di euro di Valore Aggiunto, produce 177 miliardi di fatturato. Vanta 23.500 imprese attive per circa 215.000 addetti.
I porti italiani hanno un ruolo strategico come gate di accesso energetico gestiscono 184 milioni di tonnellate di rinfuse liquide ed il Mezzogiorno concentra il 45% del traffico energetico del Paese. (aise) 

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