Cbrn-Italy: ricercatori a confronto sui rischi chimici, biologici e radio-nucleari

PISA\ aise\ - Anche un’epidemia può essere considerata un evento “Cbrn”, acronimo che ne sintetizza l’origine chimica, biologica e radio-nucleare? Esistono, e quali sono, inoltre, gli obblighi internazionali relativi alla loro gestione? Su questi argomenti si basa il progetto di ricerca “Cbrn-Italy”, finanziato dal bando Prin 2017 del Ministero dell’Università e Ricerca, con il coordinamento scientifico di Andrea de Guttry, docente di Diritto internazionale dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica e Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Partecipano al progetto le Università di Bologna, di Torino e di Firenze. Le attività del progetto, che ha preso il via ufficiale il primo marzo scorso, hanno in qualche modo anticipato le nuove urgenze e le possibili emergenze cui la società globale è esposta, prima fra tutte la pandemia da Covid-19. Tra le azioni di questo progetto di ricerca sono previsti per domani (con inizio ore 9.30) e dopodomani (con inizio ore 9.00), 13 e 14 aprile, due appuntamenti che compongono la due giorni di seminario sugli “Obblighi Internazionali relativi ad eventi di origine chimica, biologica, radio-nucleare”, durante il quale è prevista la presentazione dei risultati preliminari delle attività di ricerca.
Obiettivo del progetto “Cbrn-Italy” è esaminare il quadro normativo internazionale rilevante per gli eventi che comportano un rischio chimico, biologico e radio-nucleare e il livello di implementazione degli obblighi internazionali nel contesto italiano, temi al centro del seminario di martedì 13 e mercoledì 14 aprile. Durante il primo anno di attività, i ricercatori hanno definito l’ambito di riferimento del progetto, ampliando il concetto di rischio chimico, biologico e radio-nucleare anche per eventi accidentali e naturali (come possono essere appunto un’epidemia o una pandemia) e chiarendo le fasi del ciclo di gestione dell’emergenza, dalla prevenzione, alla preparazione, alla risposta alla successiva ripresa. I ricercatori hanno anche mappato gli obblighi internazionali e regionali applicabili alle diverse fasi di un evento del genere.
Da adesso e per i prossimi due anni, sino alla conclusione del progetto, l’ambito principale della ricerca è dedicato all’implementazione degli obblighi sovranazionali in Italia e all’elaborazione di raccomandazioni utili a migliorare i quadri normativi e operativi a livello nazionale e sovranazionale.
“La pandemia con cui siamo obbligati a convivere da ormai più di un anno – spiega Andrea de Guttry, in qualità di coordinatore del progetto – sta facendo emergere con forza molti aspetti di cui ci stiamo occupando, come l’importanza di capire le necessità di ogni singola fase di un’emergenza, dalla prevenzione sino alla fase finale di ripresa. Un obiettivo fondamentale è comprendere fino a che punto gli strumenti normativi e di policy elaborati a livello internazionale, che spesso rendono esplicite le necessità delle singole fasi tramite l’imposizione di obblighi o la proposta di raccomandazioni, siano implementati a livello nazionale”.
Gli incontri di domani e mercoledì si terranno sulla piattaforma Webex. Per iscriversi e per seguire i lavori è sufficiente contattare Silvia Venier, all’indirizzo silvia.venier@santannapisa.it. (aise)