RIPARTIRE DALL’AMBIENTE: APPELLO AL PARLAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

RIPARTIRE DALL’AMBIENTE: APPELLO AL PARLAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

ROMA\ aise\ - Che le commissioni permanenti di Camera e Senato riprendano le attività da remoto e che riprendano mettendo al centro della ripresa dopo la crisi sanitaria ed economica legata alla diffusione del coronavirus la salute ambientale, umana e quella degli animali, come prerequisito per un sano sviluppo economico. È questo, in sintesi, il messaggio contenuto nell’appello diramato in queste ore da associazioni ambientaliste e non solo.
Firmatari dell’appello sono FISE Unicircular, Marevivo, Accademia Kronos, CETRI-TIRES, CoMISMA, Fondazione Symbola, Fondazione Univerde, Greenpeace, Italia Nostra, Kyoto Club, LAV, Legambiente, Lipu-Birdlife Italia, Stazione Zoologica Anton Dohrn Napoli, Università UniCamillus e WWF Italia.
“Questo - spiegano nell’appello - è il momento di innescare un nuovo inizio rispettoso della salute dell’ambiente, umana e degli animali”. Le associazioni hanno ripreso anche le parole di un “grande uomo del nostro tempo, Papa Francesco”: “ci siamo illusi di poter essere sani in un mondo malato”. Occorre, spiegano ancora le associazioni, “ripensare le priorità a cui far fronte e ridisegnare, con opportune leggi e scelte politiche, un sistema di produzione e consumo più sano e sostenibile. I paradigmi del passato hanno fallito, occorre disegnarne altri”.
Con le dovute precauzioni per la salute dei Parlamentari e di chi lavora con loro, dunque, le associazioni chiedono che le Commissioni continuino il loro corso: “è indispensabile che il cuore pulsante della democrazia nel nostro Paese non si fermi”.
“La pandemia - continuano - miete un numero di vittime enorme nelle aree sovrappopolate ed inquinate, come le Regioni del Nord Italia produttivo, la Cina, l’India e ora New York, tutte caratterizzate da alti tassi di inquinamento. È provato che l’inquinamento atmosferico è un fattore di rischio nelle malattie respiratorie ed è difficile pensare che sia solo un caso quando il maggior numero di morti di questa pandemia è in zone dove anche in periodi ordinari tutto si deve fermare, periodicamente, per l’inquinamento atmosferico”.
E questa emergenza sanitaria globale “deve far riflettere”, perché, secondo le associazioni ambientaliste, “l’alterazione degli ecosistemi e la sottrazione di habitat naturali alle specie selvatiche può favorire il diffondersi di patogeni prima sconosciuti”.
Bisogna quindi riprende con la “massima urgenza” le leggi che possono far fronte all’emergenza sanitaria e dunque ambientale, “per il bene e la salute di tutta l’umanità. Occorre che siano approvate leggi sui Cambiamenti Climatici, l’Economia circolare e la difesa della biodiversità negli habitat terrestri e marini temi posti all’attenzione dei Parlamentari e che aspettano un’urgentissima risposta.
“Ci auguriamo che questo appello sia ascoltato e che i nostri rappresentanti in Parlamento si rimettano a lavorare con ancora più lena per dare giuste risposte a queste emergenze che non sono più prorogabili e quindi consentire la prosperità della specie umana sulla Terra”, concludo. (aise) 

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